venerdì, novembre 09, 2007

scandalo

Lo scandalo è che dopo aver studiato 8 ore e lavorato 2, mi senta comunque in colpa per non aver finito tutto oggi e quindi per dovermi svegliare domattina con le fisse.
Non mi reggo in piedi, non riesco a scrivere un indirizzo internet, non mi sono manco aperto Everest Poker, ed è tutto dire! Eppure c'è qualche organo che dice "we..ka non si fatt nudd angor!" (stomaco a testa ripeto, stomaco a testa..non pensare che sia esente da altrettanto impegno nella giornata di domani)

Non ho solo lavorato e studiato, tra l'altro. Oggi ho conosciuto uno dei miei prossimi capi. Il giorno del mio incontro col capo, il capo mi dice "vattene da Bari". Resto stranito. Ci penso, ci penserò andando verso le 3 feste della serata (sì, non ci facciamo mancare niente).

Me ne dovrei andare perchè valgo. Perchè a Milano ti riempiono d'oro per fare quello che fai a Bari. Perchè a Milano sò coglioni, perchè se vuoi fare la comunicazione devi andare o a Londra o a NY, perchè devi sapere le lingue, ti devi aprire la testa. Perchè la gente che vale non viene dimenticata. Anche a distanza di anni.

Che cazzo è una radio d'ateneo? e tu resti a Bari per una radio d'ateneo? Devi essere proprio scemo. E non puoi andare e tornare e farla tre volte meglio?

Bari è la periferia del mondo, per tornarci devi andare a imparare in centro come si fa, tornare qua e cambiare tutto.

Sono rimasto spiazzato. Ma nemmeno tanto. I ragionamenti in sè ci stanno, mi sembra incredibile che proprio le persone che in questi anni hanno dato di più a questa città mi diano tutte lo stesso consiglio. Vattene.

Questi dialoghi sono a prescindere illuminanti. Ti invitano a un confronto con te stesso. Io mi esalto quando scopro da solo i miei difetti.
E così mi sono chiesto per quale cazzo di motivo ogni qualvolta c'è stato un passaggio delicato della mia vita (dalla scuola all'Università, dalla triennale alla specialistica, dalla specialistica al Master-dottorato-lavoro) non mi sono mosso. E ho scoperto che molte responsabilità sono esterne, ma non tutte.

Il primo problema è di ordine pratico:
non ci sono mai stati i soldi. Mai voluto pesare sui miei genitori, insostenibile l'idea di studiare bene e lavorare altrettanto bene.

ma non basta.

C'è qualcosa che i miei colleghi psicologici clinici chiamerebbero, con gli occhi spiritati e un goccio di sadismo, angoscia profonda. La verità è per quanto riesca a sentirmi indipendente sino al limite dell'autismo per certi piccoli meccanismi della vita, poi tutto sommato non ho mai veramente avuto il coraggio di prendermene e andarmene dal giorno alla notte.

Quando vado in vacanza me ne accorgo e tacitamente non lo ammetto: pianifico tutto, dall'albergo ai mezzi, da come passare la giornata agli orari. Tutto a incastro.
Non ho coraggio, e mi nascondo.
L'amore per Bari è una verità sacrosanta, Milano non mi piace per davvero, non mi piace quell'Italia, l'idea di andare a correre per i soldi, di dover sorridere a tutti. E che cazzo, faccio tanto il predicatore di sta cippa, poi vado là e per il cash torno punto e da capo. No, fare la puttana non mi piace.

Ma non basta, come non basta spiegarlo con i pochi soldi di mammà. Se fossi voluto scappare, avrei mollato tutto così come con tanta risolutezza prendo decisioni per quanto riguarda la mia vita quotidiana, da uomo d'onore sempre di sta cippa.

Bravo capo. Non me ne andrò comunque da Bari, anche se hai sbloccato questo punto in sospeso con me stesso. Da oggi non avrò più paura, perchè sgamarmi è già una liberazione. Davvero.

Ti ringrazio capo, se mai leggerai, perchè hai mostrato implicitamente una fiducia smisurata in una persona che hai conosciuto mentre smezzava con Roccia una pizza gigante di Spizzico in 2.
E chi cazzo sono io? Ok che nella vita professionale sono fiero di me, ma ho anche preso dei scivoloni clamorosi. Ti devo raccontare della mia esperienza di Antenna Sud? Messo in mezzo al gioco da un'idiota...
ne ho fatte di cacate, e probabilmente non me ne sono andato anche per questo. Perchè non mi sento bravo come dici tu. E qui si re-insinua la questione del coraggio.

E capo, a mente lucida lasciami dire un paio di robe:

1. sono rimasto qui anche per amore. E questo è l'unico fattore "puro", che prescinde dall'assenza di coraggio. E non devo dirti altro;
2. non puoi farmi questi discorsi con una sciarpa del Bari addosso.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...o forse chi non va via può lasciare aperta una strada:poter dire,senza essere contraddetto "eh lo so,non va come pensavo,ma se fossi a milano,ora avrei..."
io non penso che si tratti di scappare come scrivi,ma solo di rendersi conto della realtà.Biagi diceva che i giovani hanno bisogno di qualcuno che li butti in mare per imparare,ma bari per ora è solo una tinozza...
roberta

duni ha detto...

non credo sia il tipo da lasciarmi vie di fuga..

ma se tutti andiamo via da bari da tinozza si trasformerà in pozzanghera.

io la vedo così, probabilmente anche questa idea di salvatore della patria è sbagliata, nessuno me la chiede..

sono certo che per le mie passioni mi muoverò, x i soldi o la carriera, no.

Anonimo ha detto...

Andare per tornare mi sembra un compromesso sostenibile, un investimento per noi e per quella terra che tanto amiamo!
Angela

duni ha detto...

andrò e tornerò.
ma non ora.