Per raccontarvi di un bivio, di una scelta di vita che ha proprio la forma delle due strade che biforcano.
Niente di metaforico, qua davvero è o dentro o fuori, o una vita o l'altra, senza troppe possibilità di ritornare sui propri passi.
Il destino è strano però. Se è vero che le due strade non sono tra di loro compatibili, hanno la stessa matrice iniziale.
Le mie 2 vite possibili iniziano entrambe con Emi.
La prima è quella dei sogni nel cassetto. Mi chiama la multinazionale, seppur indirettamente. Cercano stagisti, sezione promozione. Chi ha facoltà di scelta è mia amica (a conferma che bisogna sì essere bravi, ma le reti di relazioni valgono molto di più), mi chiama e mi dice che sono la persona giusta.
Eccoci: io in una multinazionale della musica. Produce i Coldplay e i Sigùr Ros. Aveva i Beatles e i Radiohead. Forse hanno perso il fascino di un tempo. Ma proprio per questo sono il sogno nel cassetto da me evocato.
Una roba del tipo "salva la musica". Sto studiando economia dei media da quando mi sono laureato, aspetto solo la responsabilità, il "potere", l'autonomia decisionale.
Eccoci. Milano mi aspetta.
Ennò.
Milano mi aspetterà.
Una Milano mai così accogliente, che mi vuole molto più bene di quanto me ne voglia Bari, che io però continuo a non sopportare, non sarà la mia casa. Almeno per i prossimi 9 mesi.
E dopo due dottorati volati, faccio volare via la EMI.
Tutto questo per restare qui a Bari, per leggere ieri pomeriggio il mio nome su un'organigramma, per ricevere un foglio a4 completamente bianco con la firma del mio Sindaco.
Un gesto che vuol dire:
Veditela tu, Dino caro. Io mi fido di te.
Resto per questo, resto per gli altri, resto per Bari.
Ho rinunciato a Roma e Milano, a carriere più o meno certe perchè più o meno è certo il mio contributo in quei settori disciplinari (ricerca, musica), a cui ho sbattuto la porta.
Il sogno nel cassetto dovrà aspettare, e a questo punto non è detto che lo voglia aprire. E forse non è detto che sia effettivamente questo, il sogno.
Sono sinceramente sorpreso di me stesso: ho aspettato per anni questo momento, e ora che è il mio turno...
Ho deciso la mia strada, non ho ancora ben capito cosa dovrò fare, ma ho capito che voglio lavorare tantissimo, e bene. Voglio avere le responsabilità che sono scritte su quell'organigramma, voglio rischiare di bruciarmi la carriera a 24 anni, voglio che la gente mi dia consigli ma non mi prevarichi, perchè, immodestamente, ricopro un ruolo che a Bari nessuno può coprire meglio di me.
Voglio cambiare le cose. La politica, se si può.
Perchè è un ruolo nuovo, semplicemente questo. Ma non voglio abbassare la testa.
Almeno stavolta. Non giova a nessuno.
E voglio essere sincero con voi lettori, con amici, conoscenti, amanti e comparse.
Se pensate che io fino ad ora abbia lavorato forte, che sia super-impegnato, preparatevi al peggio.
Non avrò il tempo per le persone.
Per chi già si lamenta, prevedo tempi duri, durissimi. Ho una vocazione, un dovere, e intendo perseguirlo. Fino in fondo.
Capirò chi mi abbandonerà per la strada.
Ma non ci sarà posto per loro al mio ritorno.
Io inizio oggi, qui, ora, ufficialmente, la mia campagna elettorale.
Grazie EMI, ti penserò tutti i giorni.
Grazie Emi, hai fottuto EMI.
Buona vita a tutti.
p.s.alla storia del testamento non riesco a crederci fino in fondo. La mia anima cazzona avrà sempre la meglio.

10 commenti:
Non ho alcuna intenzione di biasimare le tue scelte.
Ognuno ha una vocazione che DEVE seguire e la tua, evidentemente, è questa.
Leggendo il tuo post mi sono quasi esaltata al pensiero che un mio amico possa davvero cambiare le cose.
Io ci credo.
Il mio posto è qui a Milano, ora.
Ma il mio cuore tiene per Te e per Emi :)
seguo questo blog da un po' (oltre agli aggiornamente su facebook). Beh, che dire. Complimenti. Non per la strada che hai scelto di imboccare ma per essere stato capace di fare una scelta. C'è chi resta appeso al filo sperando che siano gli eventi a spingerlo nella direzione giusta. La realtà è altra. Quella giusta la creiamo noi.
anonima per necessità, non per godere del comfort dell'anonimato.
@ Albi
voglio vedere che cazzo combini in Bocconi. Ma sei abbastanza intelligente e pezza di merda (nel migliore dei sensi possibili) che sono certo che fra qualche anno dovremo tenerti a bada :)
E comunque, grazie per il supporto.
Davvero.
@Anonima per necessità
il tuo anonimato necessario mi impedisce di collegarmi a te emotivamente.
Devo però ammettere che sulla costruzione della realtà, la penso esattamente così.
Sì, sì, occhei, superimpegno, scelte, addio adolescenza. Intanto domani alle otto di sera stai a giocare a pallone alla Cofit...
A proposito, maglia bianca, giochi con me, ma io deleghe in bianco non te ne do. Ti metti dietro a sinistra e mi copri le spalle.
Basta che corri.
beata gioventu...
quando credi di cambiare il mondo...
Il mondo cambia me ed altre metafisiche leopardiane?
Sì, ok. Tra me e il cambiamento del mondo ci sono svariate notti insonni, rinunce, narcolessie e sopratutto persone, le principali responsabili sia del cambiamento che dell'opposizione al cambiamento stesso.
Ho 24 anni, sono vecchio per fare la storia ma ancora abbastanza giovane per poter mandare tutti (quelli non disposti a confrontarsi e a mettere in discussione i loro metodi di lavoro e di costruzione della realtà) a fanculo, forte delle mie idee. Fallibili, ma forti.
Non mi chiedere di non sognare, anonimo.
Si ma alla fine cosa devi fare?
Delegato a far che?
Promozione? Campagna elettorale?
Candidatura? Per chi?
Alla fine un funzionario pubblico ti ha chiamato e ti ha detto -Fai tu-. Ma cosa?
Di tutta questa faccenda, non per gettarti acqua ghiacciata addosso, l'unico aspetto che m'intriga, l'UNICO, è che se l'incarico che hai ricevuto riguarda la tua specializzazione, allora una volta tanto l'operatore politico avrà dimostrato, ai miei occhi, di aver messo una persona competente a fare quello per cui ha studiato per tanti anni.
Se così non fosse...bè...tanto alla fine tra ginecologi all'urbanistica, per quanto riguarda l'amministrazione locale, oppure ex-veline al ministero, la politica avrà perso un'occasione, l'ennesima, per fare le cose per bene.
La passione giovanile è un sentimento bellissimo, tuttavia ricordati che la politica si fa con il cervello e si fa per la comunità, tenendo conto non soltanto di chi presta il proprio volto, o mette la propria firma, ma anche di chi gli sta intorno.
Di scatole vuote, in Italia, se ne comprano parecchie: stai attento a quello che stai per acquistare.
Con effetto, come un fratello maggiore,
Alessandro
Sicuramente il tuo messaggio è giunto con effetto, per quanto immagino che volessi comunicarmi affetto, interdetto da un refuso.
Non voglio nè posso entrare nello specifico merito delle competenze che andrò a ricoprire, un po' perchè non le so ancora precisamente, un po' perchè te ne parlerò in privato, davanti a quella famosa birra politica che è sempre più indispensabile.
Non mi candido, non entro in politica, non lavoro per politici in modo diretto.
Io ho idee estremiste sulla politica. No, non voto il Partito Comunista dei Lavoratori, nè Forza Nuova. E' che penso che sia finito tutto.
E che bisogna ricominciare da zero. E forse, proprio per questo, sto dove sto. Quindi niente paradigmi tradizionali. La politica è una parte del quotidiano, così come il cosa si mangia, come ci si veste, con chi esce l'ex. Niente di sovrano, niente di qualitativamente diverso.
Vanno fatti dei tagli alla politica. A tutto ciò del passato che non serve, che non esiste, che non ha un associazione con la vita di tutti i giorni.
La passione della comunità è una cosa che prescinde la politica e dovrebbe orientare tutti i sentimenti umani. Ma nei momenti difficili, specie per l'economia, è più difficile. Cresce la paura e così cresce l'egoismo.
Correrò il rischio di acquistare una scatola vuota. Tanto ce lo prendiamo nel culo pure da fermi.
U frà, preparati, che ci sta da lavorare :)
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