sabato, settembre 13, 2008

troppo fighetto per un ostello, troppo sfigato per un hotel

E' sabato e, quando si può, è tempo di bilanci settimanali.
Ma l'attualità non può che regnare sovrana.
Mi trovo a Riva del Garda al Blogfest (www.blogfest.it), in questo momento sto assistendo a un convegno-testimonianza.

Protagonisti: 5 bloggers. Famosi. Ma per chi?
Questi hanno scritto libri, sono veramente bravi, ma io non li conosco.
Nessuno di voi lettori li conosce.
Ecco, partiamo di qua. Il blogfest.

E' ancora molto presto per fare bilanci, ma sono felicissimo di essere qui, di aver imbastito tutto all'ultimo, di aver fatto 13 ore di treno per poi finire in una quadrupla di un ostello con persone sconosciute e senza bagno.

Mi reputo adattabile, ma questa è stata una sfida. Ok gli ostelli, ma ho sempre fatto il fighetto: solo persone che conosco, solo bagni in camera.
Ho fatto la doccia in un bagno pubblico. Nemmeno il Katenaccio mi aveva spinto a tanto. Proprio a me, il teorico della vasca da bagno.

Le situazioni di confine ti danno la possibilità di crescere
.
Questa è una delle 4 o 5 verità sacrosante della mia sghemba vita.

Se c'era una cosa che mi preoccupava della missione era questa.
Andare a dormire con persone sconosciute, non italiane per un buon 50%. Ho dormito con 3 persone in camera, mi son svegliato con altre 3. Non è storia mia, non credo lo sia. Ma son contento di esserci riuscito. E di non aver perso del tutto la possibilità di replicare questo genere di avventura VittoAlloggio.

Riva del Garda è splendida e la pioggia forse la migliora. Sono finalmente bardato con la mia divisa preferita: bermuda osceni, t-shirt oscene, felpe da 100€. Scarpe da ginnastica.
Un geek, un nerd, un trimone.

Stasera suonano i Perturbazione, qui, nella sala accanto. Sono sicuro che sono quello che lo conosce meglio di tutti i presenti.
E siamo arrivati al cuore del mio ragionamento.
Al blogfest sono tutti blogger. Tutti. Dalle mie 60 visite al giorno ad aziende da 6 milioni di euro di fatturato, passando per queste online celebrities.

E qui si prendono tutti sul serio. Ci credono davvero. L'effetto è straniante.
C'è che mi dice che sò fissato coi social network, con il marketing, con sto genere di cose. Ma venite qua e vi renderete conto che sono un povero pischello.
Per fortuna.

E' questo il limite, l'unico limite, di questo meraviglioso gruppo di persone. E' per un lato autoreferenziale, iperprofessionale per un altro.

Ieri sera ho pensato che, se il futuro è arrivato e ha queste fattezze, io non sono ancora pronto. Sono finito per caso ad una festa organizzata con un wiki (http://faiquelcazzochetiparecamp.pbwiki.com/). Nessuno conosceva nessuno. Studiando mi hanno insegnato che il social network è il mondo dei legami deboli. E ieri i legami erano deboli davvero, ma avrò stretto 30 mani, sentito 100 idee. Non mi ricordo più nessun nome.
Qualcuno ha preso il mio indirizzo, io ho fatto guerrilla alla tammuriata inserendo il sito di Proforma qua e là. E boh, forse spunteranno nuovi lettori, forse no. Forse verrà qualche portale a prendermi e chiedermi di scrivere per loro. Non ci ho capito un cazzo, ma la gente sembrava gradire i miei farfugliamenti.
E poi ho bevuto l'Ouzo dopo 4 anni, dopo una sbronza+vomito di quelle che abbatterebbe i cavalli o Amy Winehouse. Mi è risalito tutto, ma ho sconfitto i miei mostri.

Anche in questo caso ero quello che ne sapeva di meno. Nessuno mi conosceva, vedevo la gente segnalarsi come fossero delle celebrità. Io ero stordito.
Forse arriverà anche per me il momento del dito addosso, della gente che mi ferma per strada e dice che scrivo bene, che si commuove, che mi gastema.

Forse arriverà quel giorno. Il giorno che qualcuno deciderà che io sono diventato opinion leader. Una prospettiva che, con un alone di megalomania, mi affascina. Magari verrò io nel 2014 al blogfest a dire del mio blog, che, mi hanno insegnato, dovrebbe avere un dominio tutto suo. Chèsennòseisfigato.

Duniduni.com?
Qualche nome meno ggiovanilistico?
Boh. E' presto ancora.

E qui passiamo dall'altra parte della barricata. Passiamo a quelli per cui il blog è uno strumento per fare i soldi. Perchè è necessario averli, più che considerarli un piacevole passatempo.

Stamattina ho seguito un seminario strepitoso sul futuro della televisione, che ho assistito con interesse viscerale sia per la passione per la tv (sì, è così, è lo strumento pop per eccellenza e io sono pop) sia perchè a breve nascerà un bambino a forma di televisione e ho come la sensazione che dovrò lavorarci su.
Durante il seminario mi chiedevo:

ma se fate tutto questo per i soldi, quanta credibilità avete?
E quanta pensate di averne?

Uscendo dal seminario mi sono sentito benissimo e ho preso il diluvio col sorriso perchè ho studiato marketing solo perchè mi devo difendere, non perchè devo attaccare.

Ma sopratutto perchè dei soldi non me ne sbatte un emerito cazzo. Lo dimostrano le mie scelte, più che questa frase da campagna elettorale.
E secondo me la gente, almeno su Internet, se ne accorge.
Ecco perchè studio marketing. Per capire quando imploderà. Perchè. E cosa andrà fatta nel giorno 0 dell'ennesima transizione della globalizzazione.

E fanculo alle corporation.
Fatemela dire una cosa politicamente scorretta.

Chiudo con una frase appena detta da un superblogger:

"quando sono arrivata mi sono sentita una marziana"

Le situazioni di confine ti danno la possibilità di crescere.

(minchia, quanto sono stato prolisso...!)

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