sabato, giugno 30, 2007
non può nemmeno sempre essere colpa degli altri
andata da solo
ritorno da solo.
Generatore si ingolfa
Dj set alle ortiche
2 giorni di sbattimenti volano nell'olio
1000 birre, tanti superalcolici, e nessun bicchiere.
io in mezzo a 1000 conoscenti e nessuno (o quasi) che mi considerasse amico.
Vecchi amici ti ignorano, e tu non gli hai fatto assolutamente niente. O se hai fatto qualcosa, nessuno ti è mai venuto a dire cosa hai fatto, quando, perchè, che conseguenze ci sono state.
gli altri festeggiano
si ubriacano
tu hai un esame mercoledì, sei ancora a poco più di 0. Pensi a quanto ti sia sbattuto, al fatto che hai messo a rischio proprio l'esame per tutto questo. Che hai superato malintesi e refusi, sconnessioni e sconnessi.
Pensi alle rinunce.
Morale della favola? Sarà colpa mia per qualcosa. Non posso dare sempre la colpa agli altri, sarò molto peggio di quello che penso di essere, se le cose vanno così.
In macchina, nella mia beata solitudine, ho già iniziato a ragionare. Speriamo di arrivare a qualcosa.
lunedì, giugno 25, 2007
2 settimane di silenzio..ed è tutto dire

Il piccolo genio si chiama Georgia. Con i suoi occhi chiari e capelli biondi, sorridente, sembra una bimba normale di quelle che si vedono al parco a giocare fra altalene e passeggini. Ma Georgia proprio come gli altri non è: ha un quoziente di intelligenza pari a 152, categoria "eccelsi", che la pone praticamente alla pari del fisico Stephen Hawking e di pochi altri cervelloni. Tanto che il Mensa, l'associazione che raccoglie le persone con i più alti q.i. l'ha immediatamente voluta fra i suoi.
Ha due anni e uno sguardo innocuo, sorridente, per niente da secchiona, ma mamma e papà Brown hanno sempre pensato che la piccola Georgia fosse una bambina dotata. "Conta fino a dieci, parlotta in francese, riconosce tutti i colori", ha raccontato la madre orgogliosa al Daily Mail. Ma l'elenco dei progressi quotidiani, che di solito, per pudore, viene riservato ai parenti stretti e agli amici più cari, deve essere sembrato troppo eloquente per rimanere ristretto alla cerchia degli intimi. E così i signori Martin e Lucy Brown, di Aldershot, nell'Hampshire, si sono rivolti a un esperto per far certificare la genialità della loro figlia. Avevano ragione: lasciando sbalorditi gli esaminatori Georgia ha fatto il test per misurare il quoziente intellettivo portando a casa un 152, che la pone in cima a tutte le classifiche, insieme allo 0,2 due per cento della popolazione.
Il Mensa l'ha immediatamente invitata a far parte del circolo dei super brillanti e lei, con i suoi peluche e cartoni animati, ne è diventata il membro in assoluto più giovane.
Ma come si riconosce un genio in erba? "Gattonava a cinque mesi, camminava a nove, a 18 parlava con frasi compiute e sostenendo conversazioni complesse" dice la mamma al quotidiano britannico. Non solo: "Riesce a distinguere fra rosa e viola e a disegnare un cerchio perfetto". Ma è stato al suo commento sul carattere di Gaston di "La Bella e La Bestia", troppo "arrogante e cattivo" secondo Georgia, che i genitori non hanno più avuto dubbi e si sono rivolti a uno psicologo per avere consigli su come educare la loro promettente bimba.
Dopo qualche test preliminare, che si è rivelato inadeguato per le evolute capacità della bambina prodigio, la professoressa Joan Freeman, psicologo specializzato nell'educazione dei bambini dotati ha confermato che Georgia era davvero fuori dalla norma.
Per la mamma, che dirige una società no profit e il papà, carpentiere, il segreto è il fatto che Georgia è la più piccola di cinque figli e ha imparato dai più grandi, costantemente esposta a diversi stimoli. Le sue giornate? Niente di speciale, giurano i genitori: va all'asilo, ascolta le favole, va a lezione di danza, canta e guarda la tv. "Fa anche i capricci come tutti i bambini della sua età" giura la mamma, cercando di attutire un po' il colpo.
Ma per qualcuno, a giudicare dai commenti pubblicati sul sito del quotidiano, accanto al visino innocente della piccola, non è facile da mandar giù. "Anche mia nipote a due anni distingueva fra viola e rosa, disegnava cerchi perfetti e parlava bene - scrive, fra le altre, una nonna indignata, Jennie Baker - L'unica differenza è che è rimasta una bambina adorabile, senza subire pressioni. Che cosa potrà mai guadagnarci dal far parte del Mensa?" si chiede, insieme ad altre lettrici. E se avesse ragione lei?
lunedì, giugno 11, 2007
fra 5 anni cambio vita (altri lo faranno prima)

Un mondiale diviso in 47 giorni, 55 tornei, il più alto montepremi della storia dei giochi, sportivi e non, vicino ai 150 milioni di dollari. Sono le World Series of poker, i mondiali con 52 carte che si giocano al Rio All Suite Hotel & Casino di Las Vegas: quest'anno (1 giugno-14 luglio) potrebbero portare oltre diecimila giocatori al tavolo. Nell'edizione 2006, Jamie Gold ha vinto un premio di 12 milioni di dollari. A partecipare erano 8.773 giocatori provenienti da tutto il mondo. Poker come gioco d'azzardo almeno nell'immaginario dei fumosi film alla Cincinnati Kid, dove un giovanissimo Steve McQueen sfidava in una leggendaria partita Edward G. Robinson. Oggi quel poker è stato modificato nelle sue regole, ma soprattutto nelle abitudini. In televisione le partite di poker in cui lo spettatore riesce a leggere le carte dei giocatori grazie alle telecamere poste ai bordi dei tavoli, stanno raggiungendo ascolti da capogiro. Su Sky i tornei del tavolo verde sono secondi solo ai principali eventi del calcio. Texas Hold'em il gioco più diffuso: due carte in mano per ogni giocatore e cinque sul tavolo comuni. Vince la migliore combinazione di cinque carte su sette. Questo nuovo gioco si è trasformato progressivamente nel più seguito e praticato nel mondo, soprattutto dal momento in cui è stato possibile giocare legalmente via internet. Addio locali al limite della legalità e difficoltà per reperire il numero minimo di giocatori; sul web (in Italia il poker via computer è stato permesso dall'ultima finanziaria grazie all'introduzione degli Skill Games) sono migliaia le partite consumate ogni giorno, senza orari. L'Italia ha visto crescere il fenomeno in modo esponenziale soprattutto negli ultimi quindici mesi. Italian Rounders, Federazione Italiana Gioco Poker, Liegi Nuts, Federazione italiana Poker Sportivo, sono al alcune delle sigle che hanno radunato centinaia di iscritti e che a maggio hanno messo in palio proprio la qualificazione alle World Series di poker a Las Vegas. Il sogno di tanti è quello di emulare il percorso compiuto da Chris Moneymaker (letteralmente tradotto come fabbricatore di soldi) nel 2003. Il ragazzo aveva partecipato ad un torneo su internet pagando un'iscrizione di trenta dollari, conquistata la qualificazione al mondiale, aveva poi surclassato una concorrenza di 839 avversari e alla fine aveva vinto il titolo accompagnato da 2,5 milioni di dollari. Quell'episodio si è trasformato nel più clamoroso spot per il poker via web che oggi vede contendersi un mercato che supera i duemila milioni di euro l'anno. Nell'edizione del 2006 anche l'Italia ha trovato il suo giorno di gloria grazie al successo di Max Pescatori nell'evento n°13. Dalla provincia lombarda e dal lavoro in un supermercato nell'hinterland milanese, alla Strip di Las Vegas per tentare la strada del professionismo con le carte. Decisione azzardata, ma fruttuosa: 1290 giocatori iscritti, a Pescatori uno dei braccialetti con i quali negli Usa si ufficializza la vittoria del mondiale. E un assegno da 682.389 dollari. Appuntamento quest'anno di nuovo al Rio di Las Vegas: la Espn ha già acquistato i diritti per trasmettere l'intero torneo. Ma per i maniaci del poker, il sito Usa delle World Series mette a disposizione la possibilità di seguire via web lo svolgimento di ogni singola mano del torneo. Ma quella più che passione è vera febbre del gioco.
giovedì, giugno 07, 2007
gisele, ricardo, tom, paris e quagliarella

Lei, lui, l'altro
Lei è di ampie vedute. E non rinuncia a esprimerle, nemmeno quando è presissima dal lavoro. Perché è una top model internazionale, Gisele Bundchen, e in questi giorni sfila a Rio de Janeiro per presentare una collezione primavera/estate 2008. Ma ha ugualmente detto in pubblico come la pensa in materia di morale sessuale, rintuzzando in proposito tanto le affermazioni del Papa nella sua recente visita in Brasile quanto quelle del suo connazionale Kakà. Ma la Bundchen deve confrontare le sue idee con una vicenda personale: perché il suo compagno, la star del football americano Tom Brady (quarterback dei Patriots), le ha recentemente rivelato che diventerà padre grazie alla sua ex, l'attrice Bridget Moynahan.
Il mese scorso, Benedetto XVI aveva avuto modo di ribadire l'opposizione della Chiesa cattolica su aborto, anticoncezionali e rapporti prematrimoniali. E lei: "La donna ha diritto di scegliere quello che è meglio per lei. Proibire il preservativo è ridicolo, la Chiesa ha fatto le sue leggi secoli fa". Poi è arrivata, in Italia, l'intervista in cui il fuoriclasse del Milan ha rivendicato la sua verginità fino al matrimonio. E ancora lei: "Oggi nessuna donna è vergine quando si sposa...mostratemi qualcuna che è vergine!".
Peraltro, la sua vita privata si sta complicando. Dopo una lunga relazione con Leonardo Di Caprio, Gisele ha mostrato una certa propensione per gli sportivi. Prima un flirt con il 7 volte campione mondiale di surf Kelly Slater, poi appunto il fidanzamento con Brady. Ma proprio da quest'ultimo è arrivata la doccia fredda: riuscirà la Bundchen a restare "liberale"?
Paris
Paris Hilton è uscita dal carcere dopo soli tre giorni perché malata. La notizia è stata anticipata da un sito di pettegolezzi e confermata poco dopo in una conferenza stampa convocata dall'ufficio dello sceriffo della contea di Los Angeles. Alla giovane ereditiera sono stati concessi i domiciliari per motivi di salute, e passerà i prossimi 40 giorni nella sua abitazione, controllata a distanza con un braccialetto elettronico alla caviglia per assicurarsi che rispetterà i termini della pena.
Un portavoce dello sceriffo, Steve Whitmore, ha spiegato che la decisione, presa da un giudice locale, è dovuta a "ragioni di carattere medico" ma non è entrato nei dettagli sullo stato di salute della giovane invocando ragioni di privacy. Paris passerà i prossimi quaranta giorni nella sua abitazione a West Hollywood al termine dei quali, ha aggiunto il portavoce, "avrà pagato il debito con la società".
La notizia è stata divulgata dal sito di gossip Tmz (che appartiene alla Cnn), secondo cui la ragazza è uscita dal carcere stamattina all'alba (nel pomeriggio in Italia) dopo un accordo raggiunto con le autorità. La 26enne era entrata domenica scorsa al Century Regional Detention Facility di Lynwood, vicino Los Angeles, per scontare la sua pena. L'erede dell'omonimo impero alberghiero era stata infatti condannata a 45 giorni di reclusione (poi ridotti a 23) , per essere stata sorpresa alla guida della sua auto lungo il famoso Sunset Boulevard, mentre si trovava in libertà vigilata per guida in stato d'ubriachezza e con la patente sospesa.
Il 5 maggio in un'affollata aula di tribunale, il giudice Michael Sauer era stato inflessibile e aveva stabilito che l'ereditiera avrebbe dovuto iniziare a scontare la pena il 5 giugno, senza aver diritto a sconti o permessi di nessun genere.
Invece, come ulteriore concessione alla titolare dell'omonima catena alberghiera, dovrà passare solo 40 giorni ai domiciliari perché cinque le sono stati conteggiati come se li avesse trascorsi per intero dietro alle sbarre: compresa domenica, nonostante avesse varcato la soglia del carcere verso le 23.30 dopo aver presenziato alla consegna degli Mtv Movie Awards; e anche oggi, benché all'alba fosse già fuori.
Già ieri, quando non aveva passato nemmeno 35 ore in cella, Paris Hilton aveva chiesto la visita di uno psichiatra. Il dottor Charles Sophy, professore alla Ucla, ha incontrato la giovane per due ore, rifiutandosi al termine della visita di riferire le condizioni della celebre e discussa paziente. "Va tutto bene", ha commentato l'avvocato di Paris, Richard Hutton, lasciando il carcere dopo la visita.
Il sito Tmz.com riferiva che l'ereditiera aveva pianto al telefono, lamentandosi perché non riusciva a dormire e a mangiare e perché nella sua piccola cella c'era "un freddo glaciale". Sintomi ampiamente previsti dal medico che già nelle scorse settimane aveva chiesto alle autorità di rimandare la prigionia: la Hilton, ha scritto Sophy, è "sconvolta e traumatizzata", a causa del suo "terrore per il carcere". Ma il giudice non si era fatto commuovere, almeno nelle prime 70 ore.
Quagliarella ti vu bì
Invece Quagliarella ha tenuto duro, tanto che a sedici anni e mezzo è arrivato il debutto in serie A, nel Toro. Poi, nel 2002, il passaggio alla Florentia Viola, quindi Chieti, ancora il Torino, una stagione ad Ascoli e la definitiva consacrazione nella Sampdoria. Proprio la società blucerchiata, e il clima particolare che si respira nello spogliatoio, senza tensioni o stress eccessivi, gli ha permesso di arrivare a livelli così alti. Adesso, in prospettiva futura, la situazione è chiara: Quagliarella, in comproprietà fra Samp e Udinese, stamane alla presentazione della campagna-abbonamenti della Samp è stato chiaro. "Le cose vanno bene così. E' logico che mi piacerebbe il palcoscenico delle coppe europee, ma io ho bisogno di giocare con continuità ed a Genova sto benissimo. Dunque...".
Perciò l'amministratore delegato Giuseppe Marotta, pressato da Milan, Inter e Manchester United (le società che dalla metà di marzo hanno mostrato un serio interessamento per il campano), cercherà prima del 20 giugno di arrivare al rinnovo della comproprietà dell'attaccante con l'Udinese. La sintonia con il club friulano è stata sin qui totale e l'accordo è chiaro: Quagliarella verrà ceduto solo in caso di offerte "irrinunciabili". E, soprattutto, le due società navigheranno fianco a fianco, in maniera tale che una delle due non cerchi di acquistare l'altra metà del cartellino, pronta poi a venderlo interamente a un altro club. La quotazione del bomber sampdoriano: dodici milioni di euro, sino a un paio di mesi fa. Quindici, oggi, dopochè l'Europa calcistica lo ha applaudito grazie alla doppietta di Kaunas.
radio bà..si prosegue
http://www.myspace.com/radiouniba
venerdì, giugno 01, 2007
loro ci dicono cosa è giusto, e cosa è normale..e poi..
'Difendere la libertà di informazione è ben altra cosa: quella di ieri è solo l'esempio di mancanza di dignità e cedimento alle mode e subalternità culturale. Ancora più grave che si sperperi il denaro dei contribuenti per acquistare programmi di questo livello', conclude Cesa.
"La completezza dell'informazione esige che la Rai informi anche su quanti milioni di bambini sono salvati dall'opera caritatevole della Chiesa". Lo scrive in una nota il senatore di An Francesco Storace commentando la puntata di ieri sera di Annozero.
"Solo la fermezza di monsignor Fisichella, ospite evidentemente imposto a Santoro, ha documentato un falso grossolano come quello - continua Storace- acquistato dalla Rai con i soldi del canone versato dai cittadini italiani".
Sulla stessa linea d'onda il coordinatore nazionale di Forza Italia Bondi che commenta:"Ieri sera ho provato un infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro. Ciò che per il popolo italiano e per tutti i fedeli nel mondo, da millenni, è una istituzione e una comunità che ogni giorno testimonia l'amore per l'uomo e per i più deboli, è stata sottoposta ad un processo unilaterale e presentata come una minaccia per i bambini" afferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, e prosegue: "Sta avvenendo qualcosa di inquietante nel nostro Paese se tutto questo, compresi i continui attacchi al Santo Padre, può andare in onda su una rete pubblica nazionale".
"Ora Santoro chieda scusa ai cattolici per come ha voluto strumentalizzare la loro fede, che è e deve essere fatto personale sul quale Santoro non ha diritti di giudizio". Questo il giudizio dell'on. Egidio Pedrini dell'Italia dei Valori che aggiunge: "Santoro ha strumentalizzato la fede del direttore di Rai Uno, Del Noce e del direttore di Rai Tre, Ruffini oltre che di Silvio Berlusconi nella sua qualità di 'proprietario' delle tre Mediaset, affermando che la comunicazione è in mano e controllata dai cattolici e che almeno gli sia lasciata Rai 2', Pedrini conclude affermando: "La Rai peraltro non può essere strumentalizzata a fini propagandistici nè in un senso né nell'altro".
"Rispetto le opinioni di Santoro – prosegue Pedrini - che però non collimano con le mie ma vorrei ricordare che chi fa informazione utilizzando i canali della Concessionaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo dovrebbe conformarsi ai principi di verità, tolleranza, imparzialità, correttezza e pluralismo nell'informazione".
Il diretto interessato si difende: "Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà", così Michele Santoro, stamane ai microfoni di Radio Città Futura, che aggiunge: "Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti".
E sul problema della distanza della politica dai cittadini, Santoro ha proseguito: "Monsignor Fisichella batte la nostra politica 3 a 0. Ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Segno che quando noi rispettiamo le regole e le condizioni professionali di lavoro i risultati si vedono. Se questo non lo facessimo solo in pochi ma tutti i giornalisti Rai è chiaro che la situazione informativa del paese sarebbe di gran lunga migliore".
giovedì, maggio 24, 2007
mercoledì, maggio 23, 2007
auguri beppe
Somewhere along in the bitterness
And I would have stayed up with you all night
Had I known how to save a life
martedì, maggio 22, 2007
non si può morire in pace...?
E' quanto emerge dai risultati delle analisi tossicologiche realizzate sui prelievi effettuati durante l'esame autoptico. La giovane, secondo le indagini, aveva assunto metadone, un antagonista dell'eroina, presso il Sert del quartiere Montesacro.
Vanessa, secondo gli accertamenti emersi durante l'inchiesta, era stata in precedenza in terapia con metadone presso il centro di Villa Maraini per una dipendenza da sostanze stupefacenti che risalirebbe ad almeno quattro anni fa.
La difesa di Doina Matei, la giovane romena accusata di omicidio volontario, chiede di esaminare con attenzione quanto emerso. "Se fosse accertata tale circostanza e in particolare che Vanessa aveva assunto metadone - ha detto l'avvocato Giuseppe de Napoli, legale di Doina Matei - allora sarebbero da valutare le circostanze dell'aggressione e in particolare lo stato emotivo di Vanessa. Sia ben chiaro, tuttavia, che le analisi tossicologiche sono state richieste dalla procura".
Secondo l'accusa, sostenuta dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal pm Sergio Colaiocco che hanno formalizzato nei confronti della romena, a carico della quale il Riesame ieri ha confermato la custodia cautelare in carcere, l'assunzione di metadone non cambia la qualificazione giuridica del reato.
Intanto il console della Romania nella capitale ha chiesto alla procura della Repubblica di Roma di poter incontrare in carcere Doina Matei, la ragazza di 23 anni accusata dell'omicidio di Vanessa.
mercoledì, maggio 16, 2007
the end(emol)
Mediaset ha acquistato Endemol, la più grande corporation di produzione di format televisivi. In Italia, produce non solo per Mediaset (Grande Fratello, La Pupa e il Secchione), ma anche per la Rai (Affari Tuoi, Che tempo che fa). E non si fa mancare niente, producendo Le invasioni Barbariche su La 7.
Mediaset di fatto ora detiene la casa di produzione di Affari Tuoi. I pacchi in Rai fanno guadagnare la Mediaset.
Ma la vera domanda è: per quale motivo Mediaset dovrebbe cedere format di successo alle concorrenti?
E sopratutto..la Rai, ora, che valore ha? E La7? Se Mediaset, oltre a decidere i propri programmi, gestisce i format degli altri?
Risponde PierSilvio:
Piersilvio Berlusconi, i programmi Endemol della Rai...
"Posso interrompere?"
Prego.
"Mettere questa operazione sul piano dei palinsesti e dei giochetti sui programmi mi procura una profonda tristezza, mi creda".
Pensi a quanti si divertono, invece. Dove andrà in onda "Affari tuoi" tra due anni?
"Sulla Rai, ovviamente, a meno che la stessa Rai non decida diversamente".
La Rai...
"Scusi, non dovevamo parlare di Endemol? Siamo di fronte a un'operazione internazionale di alto profilo, quindi queste logiche di tattica da palinsesto, mi perdoni, mi sembrano un po' provinciali".
Confalonieri ha detto che l'operazione Endemol è opera sua e delle leve giovani di Mediaset.
"Ho troppo rispetto per Confalonieri, per Adreani di Publitalia, cioè per chi ha costruito Mediaset per parlarne in questi termini. Ma è vero che è una grande operazione che guarda al futuro, su scala internazionale, portata al successo da una squadra di giovani manager".
E il futuro è dei giovani.
"Il futuro va oltre la tv generalista, va sui satelliti, il digitale terrestre, i telefonini e le altre piattaforme. Questa è un'operazione che ha respiro anche in questa direzione".
Sempre Confalonieri: "Saremmo pazzi a spostare i programmi di successo di Endemol dalla Rai".
"Confermo. Da qui in avanti, anzi, farò il tifo perché la Rai abbia un programma Endemol di successo in più, e non certo uno in meno".
Anche perché a quel punto quel programma vale sempre di più, e Mediaset incassa.
"Ma questa è la normalissima dialettica economica tra produttori e tv, succede in qualunque caso per programmi di successo, Endemol e no. Cosa cambia?".
Scherza? Non si parlerà d'altro. Appena un nuovo programma Endemol su Canale 5 avrà successo e magari un altro sulla Rai andrà male, si dirà subito che vi siete presi quello che funzionava di più.
"E quando invece succederà il contrario, che si dirà? Sia in un caso che nell'altro significherà che una delle due aziende televisive ha lavorato meglio. E poi mi pare che alla base di tutto questo ci sia un equivoco: noi non gestiremo Endemol. Esiste già un management ed è ottimo".
Cioè, quel giorno lei si alzerà al mattino, guarderà gli ascolti e dirà ai suoi collaboratori: che meraviglia, quel programma Endemol della Rai ci ha demolito...
"Se succederà, magari si metterà in discussione la direzione di rete, non certo l'operazione in sé e nemmeno il normale andamento di mercato, ascolti compresi".
Rizzo Nervo, consigliere Rai: "Ora sarà il caso di rivedere i contratti Rai con Endemol".
"Capisco la prudenza di queste prime ore. Ma posso ribadire che l'operazione vista così mi mette tristezza? Invece capisco benissimo quando uomini della Rai chiedono che l'azienda aumenti le proprie produzioni interne: questo ha un senso. Aggiungendo a queste, ovviamente, le cose migliori che arrivano dall'esterno, da Endemol e anche dagli altri produttori indipendenti".
Un mare di cose.
"Sono convinto che presto arriverà il momento in cui nessuno perderà più tempo a domandarsi chi produce questo o quello: ci sarà una tale richiesta di programmi per riempire tutti i nuovi mezzi che, finalmente, si parlerà della capacità di creare prodotti di qualità".
Fermo restando che la tv generalista è in crisi, giusto?
"Si chiama fase di cambiamento. La crisi è un'altra cosa".
Di quanto avvenuto, il ministro Gentiloni, invece, appare contento.
"Le sue parole, e anche quelle di Prodi sull'importanza di un'operazione simile per un'azienda italiana, sono un bel segnale".
La Rai è in grande difficoltà: guarda caso l'operazione Endemol viene conclusa e annunciata in queste ore...
"I tempi non li abbiamo dettati né noi né la politica italiana. L'operazione si è fatta appena Endemol è stata davvero messa in vendita".
Come sarà per Ronaldinho al Milan.
"Di quest'altra operazione io non sono convinto, e allora quel paragone preferisco non farlo".
Torniamo in provincia. Giorni fa, Fabio Fazio a precisa domanda ha risposto che la possibilità di acquisto di Endemol da parte di Mediaset gli procurava forti perplessità.
"Per Fabio non cambierà nulla. Il produttore non sarà Berlusconi Silvio, ma sempre Endemol guidata solo da logiche di mercato. Mi piacerebbe chiamarlo al telefono, sento che ci faremmo due risate cordiali. Non solo: ne approfitto per dire a Fazio che se ha qualche idea per nuovi contenuti mi piacerebbe poterne parlare".
Programmi per Mediaset?
"Endemol lavora per la Rai, per Mediaset e per il mondo intero".
Già che ci siamo, Antonio Ricci lo ha sentito?
"So che mi ha cercato, ma in queste ore, davvero, non ho avuto tempo. Lo chiamo tra poco. Perché lo chiede?"
Ovvio: Ricci, nemico storico e giurato di Endemol, le polemiche feroci sui pacchi della trasmissione Affari Tuoi - di Endemol - il pregresso scontro epocale con Bonolis, ai tempi. Starà esultando.
"Secondo me Ricci è tranquillissimo".
Lo credo bene. Ma la prossima volta, mettiamo, che gli salterà di dire a Striscia che la gara di Affari Tuoi è truccata, che succederà?
"Quello che è successo finora. Mi pare che sia un programma di satira e la satira non si tocca. Vorrei che si capisse che questo è un progetto che va molto oltre tutto ciò: c'è una tv, la nostra, che ha anche molte produzioni in proprio, come Striscia la Notizia, ad esempio, o Scherzi a parte o altre: Endemol, con il suo marchio e la sua forza, ora potrà vendere anche questi programmi in tutto il mondo".
Mettiamola così. Se dovesse togliere un programma Endemol alla Rai, quale sceglierebbe?
"Nessuno, lo ripeto finché vuole. Casomai potremmo fare qualche cambiamento in casa nostra...".
Sui programmi?
"Anche".
Tipo il Grande Fratello?
"Non scherziamo, resta un prodotto più che vincente".
E allora quali?
"Non glielo dirò mai. Ma comunque continueremo a decidere solo in casa nostra non certo alla Rai".
Troviamo una formula. Esempio: in Rai non sposterete nemmeno una pianta?
"Anzi, spero che Endemol aggiungerà molte piante in Rai, e tutte rigogliose".
martedì, maggio 08, 2007
basso profilo
Ivan Basso ha "ha ampiamente ammesso le proprie responsabilita' relative all'Operacion Puerto". Finisce cosi', con questo passo di un breve comunicato del Coni denso di significato, la tormentata parentesi di 12 mesi che ha visto il varesino passare da dominatore del Giro d'Italia a primo pentito del ciclismo. E in particolare, a 6 giorni dalla 90.ma edizione della Corsa Rosa, dello scandalo spagnolo. Perche', parole di Basso, ora "e' arrivato il momento di assumermi le mie responsabilita', spero solo di essere capito". E Basso lo ha fatto. Ha deciso di parlare, presentandosi spontaneamente di fronte alla Procura Antidoping del Coni per riprendere quell'audizione che lo scorso mercoledi' era stata aggiornata per motivi tecnici. I contenuti esatti del colloquio non sono chiari, ma di certo c'e' che oltre ad ammettere le proprie responsabilita' Basso ha accettato di collaborare nell'indagine.
Qualche giorno fa era arrivata a Ivan Basso una proposta dalla Amore e Vita - McDonald's. Lo ha reso noto il patron del team, Ivano Fanini, dopo aver ottenuto l'appoggio dello sponsor principale McDonald's aveva dichiarato: ''Se il corridore chiarira' la sua posizione e collaborera' con la Procura del Coni, il mio team sara' disponibile a trattare il suo ingaggio. 'Un corridore come Basso oggi costa piu' dell'intero budget del mio team, ma questo non rappresenta un problema. Posso contare sull'appoggio del mio sponsor principale McDonald's. Ho discusso a lungo con i principali membri del consiglio licenziatari McDonald's Italia, con il direttore marketing Luca Bon e con quello delle comunicazioni, Massimo Barbieri. Tutti hanno apprezzato la mia proposta di ingaggiare e rilanciare Ivan Basso con una immagine del tutto diversa da quella che oggi lo accompagna''.Fanini resta convinto che con l' ingaggio di Basso il team sarebbe anche pronto ad allestire una squadra all'altezza. ''Oggi il mio e' un team Continental, lo e' per scelta, ma qualora Basso accettasse di correre per noi ho avuto il via libera da parte di McDonald's a creare un team all'altezza delle aspettative del campione varesino. Dovremmo attendere per capire se ci saranno, come credo, delle squalifiche e se Basso potra' correre nel Pro Tour o meno. Nel caso potesse farlo posso fin da ora garantire che avremo dagli sponsor un budget adeguato per richiedere la licenza Pro Tour. Se invece Ivan fosse costretto a stare lontano dal Pro Tour, per due anni, creeremo un team Professional di alto livello''.
L'imprenditore lucchese ha spiegato che se Basso venisse riconosciuto colpevole, ma collaborasse con la procura del Coni, la squalifica potrebbe essere ridotta. Secondo Fanini, Basso potrebbe andare incontro a ''otto mesi di sospensione a partire da maggio e vorrebbero dire che Ivan potrebbe gia' essere in gara a febbraio del prossimo anno, limitando al massimo i danni sportivi, e soprattutto dando un nuovo e importantissimo contributo ad una nuova immagine del ciclismo. Di qui si vedra' davvero il valore dell'uomo, oltre che dell'atleta. Scegliere una strada diversa dalle solite e' possibile ed io sono fiero di offrirgli questa chance. Se voltera' definitivamente pagina, come spero, da parte mia faro' il massimo, insieme a McDonald's e Powerade per rilanciare la sua immagine e fare di lui il simbolo mondiale della guerra al doping''.
lunedì, maggio 07, 2007
sarkozy kozy

"Premier flic de France". Primo sbirro di Francia. No, non è il soprannome di Nicolas Sarkozy, ma soltanto uno dei tanti con cui, narra la leggenda, si usava soprannominare "le Tigre", lo statista francese Georges Clemenceau, vissuto a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, ostinato antibonapartista e deputato di estrema sinistra prima, radical-socialista poi, ancora oggi celebrato da un fervente socialista come Laurent Fabius. Come Sarkozy, Clemenceau fu ministro dell'Interno e represse con energia ogni sciopero, quelli stessi scioperi che Sarzoky dice oggi di voler regolamentare con più vigore. Fu il fautore più convinto dell'accordo con l'Inghilterra per garantire la sicurezza francese rispetto alla minaccia tedesca. Non a caso ottenne il rispetto di un altro grande leader di schieramento opposto, Winston Churchill, che nel momento dell'investitura parlamentare di Clemenceau a primo ministro nel 1917 ebbe da dire: "Intorno a lui vi era un'Assemblea che avrebbe fatto di tutto per evitare di averlo lì, ma che, avendolo messo lì, sentiva di dover obbedire".
C'è un filo sottile che lega nel corso di più di cent'anni Clemenceau a Churchill a Sarkozy. Un filo facile da spezzare, data l'apparente incompatibilità dei personaggi e dei loro percorsi, ma pur sempre presente, visto l'incredibile richiamo a Churchill di Sarkozy in piena campagna elettorale, come colui a cui ascrivere la nascita "dell'ideale europeo" quando, nel 1946, "questo uomo così grande nella guerra fu il primo a proclamare la necessità dell'Europa perché non vedeva che della grandezza nella pace". Probabilmente mai nel dopoguerra un politico francese ha messo in secondo piano così brutalmente, quali padri fondatori dell'Europa, personaggi come Monnet, Schumann, De Gaulle, da Sarkozy ammirati e citati, per di più per far primeggiare un inglese.
Ma non è una scelta casuale. Riflette piuttosto una duplice tensione ideale radicata in Sarkozy verso un'identità europea legata anche al sociale ma anche verso un liberalismo di stampo d'oltre Manica e d'oltre Atlantico. Sarkozy crede infatti in una Francia dove nel mercato del lavoro venga ridotta la precarietà dei contratti, specialmente per i giovani, ma in cui ci si lasci alle spalle la "conquista sociale" delle 35 ore, nella convinzione che la malattia della Francia si chiama bassa occupazione e scarso lavoro e che "l'attività degli uni crea il lavoro degli altri".
Sarkozy propone, per coloro che sono stati appena licenziati, un contributo pubblico pari al 90 per cento dell'ultimo salario ma allo stesso tempo precisa che si decade da tale diritto se si rifiutano due lavori di seguito senza giustificazione. Crede nel sistema educativo pubblico ma pretende che si torni a selezionare docenti e studenti in base al merito e all'eccellenza. Il merito, quella strana parola che non appare nemmeno una volta nel programma della Fabbrica del governo Prodi. Molte di queste proposte economiche provengono dal cosiddetto rapporto Camdessus - "Il risveglio, verso una nuova crescita per la Francia" - elaborato da una serie di economisti indipendenti capitanati appunto dal governatore onorario della Banca di Francia, a conferma di un'altra qualità attribuita al neopresidente, quella di sapersi circondare da un gruppo di consiglieri validissimi.
"Pas seulement des droits, aussi des devoirs", ha detto Nicolas Sarkozy la sera del dibattito televisivo - il 2 maggio -guardando negli occhi la rivale socialista Ségolène Royal. Ma forse parlava a tutti gli europei, indicando una terza via. Questa terza via metterà in sofferenza, senza il minimo dubbio, l'attuale concezione europea, così come espressa nel credo della Commissione e della sua classe dirigente.
In quest'ambito Sarkozy ha l'originalità di discostarsi dalla visione più conservatrice dei tecnici del gruppo di Michel Camdessus, dimostrando una visione politica coraggiosa e indipendente. E non è soltanto una questione di mettersi alle spalle la Costituzione europea, la regola dell'unanimità, la questione dell'ingresso della Turchia nel consesso di Bruxelles, tutti aspetti sui quali pare aleggiare in Europa una generale rassegnazione: è ben di più Sarkozy chiede che la politica monetaria della Banca centrale europea (Bce) metta al centro del suo mandato non soltanto l'inflazione, ma anche l'occupazione, come avviene negli Stati Uniti. Reclama una politica attiva del cambio che, alla luce della posizione adottata in questi ultimi anni da Francoforte che ha portato a livelli eccessivi l'euro, è certamente benvenuta. Sarà tuttavia meglio allacciarsi le cinture perché la lotta politico-istituzionale sarà durissima.
Sarkozy ha studiato bene gli Stati Uniti e sa che cosa fa di questa economia di mercato la maggiore potenza mondiale. Sa che negli Stati Uniti, in nome della concorrenza e del liberalismo, si coltiva e si protegge con cura quella pianta così delicata che è la piccola impresa. Sarkozy promette di fare altrettanto. Come hanno fatto tutti i presidenti degli Stati Uniti dal Dopoguerra - democratici o repubblicani che fossero - Sarkozy si batterà affinché siano riservate sostanziose quote di appalti pubblici alle piccole e medie imprese, al fine di ottenere una vera concorrenza dinamica di lungo periodo. Nel fare ciò il leader della destra francese sa bene che andrà a imbattersi nell'opposizione miope della Commissione europea, che ritiene sufficiente dettare regole uguali per tutti senza occhi di riguardo per la dimensione d'impresa.
Come tutti i presidenti degli Stati Uniti da Jimmy Carter in poi, Nicolas Sarkozy sa che una medesima regolamentazione amministrativa spesso impatta sui costi delle piccole imprese ben di più di quanto non impatti sui costi delle grandi imprese e si batterà affinché tali regolamentazioni siano evitate per le piccole in nome delle pari opportunità di partenza, come lo sono da anni negli Stati Uniti. E' la terza via, quella di un'Europa politica che sfidi il gigante americano nel rispetto dei suoi valori liberali, poco curandosi del modello liberista e burocratico finora i perante nell'Europa geografica a ve iette o più paesi.
L'ambizione di un paese che vuole guidare Sarkozy sarà presidente della Repubblica di Francia. Di quel paese i cui telegiornali nel giorno del faccia a faccia finale preferiscono aprire con le notizie sul governo israeliano in crisi o sulle immagini delle manifestazioni per la laicità in Turchia piuttosto che sul dibattito tra Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy. Ma anche di quel paese che ha l'ambizione di guidare piuttosto che di seguire. Di quel paese che, come l'Assemblea parlamentare con Georges Clemenceau, è sempre alla ricerca di un Général a cui dover obbedire, più o meno di buon grado, affinché questi lo conduca a primeggiare nella storia. E chissà che anche l'Europa non speri che Sarkozy sia capace di vincere anche questa sfida.
giovedì, maggio 03, 2007
santi subito

Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma due ladroni"
lunedì, aprile 30, 2007
difficile essere bravi a questo mondo
Come riuscire a farlo se il tuo Prof., tanto bravo e competente, è anche incredibilmente onesto e quindi non rispetta il clichè (già pienamente rispettato dal sottoscritto in triennale) che vuole che la consegna della tesi in Segreteria di un mese prima, sia in realtà una tesi farlocca, perchè nessuno la leggerà mai?
Come farlo continuando a essere contemporaneamente paragiornalista, dj, fidanzato, figlio, fratello, amico, tirocinante, studente, pseudodottorando?
Come riuscire a mantenere alti standard in tutte queste attività, a rispettare le responsabilità e le aspettative che le persone ti hanno attribuito?
Come far partire una radio universitaria di cui sei oggi capoprogetto, circondato da gente ambiziosa come te (ma forse ancora più arrogante di quanto già non lo sia io?)
Ma sopratutto ragazzo, di 23 anni, non di 40..che già si è imputtanato così tanto la vita da non vederne un'uscita a breve?
E imputtanato aggratis, poi! Mi pagassero..almeno il mio tempo libero sarebbe d'oro..
Mi conviene andare a dormire. Domani mi alzo alle 4. Bus (da me organizzato per il 5o anno consecutivo) per Roma.
Sono riuscito ad alzarmi ben 10€ per questa organizzazione..
per l'appunto.
domenica, aprile 29, 2007
sabato, aprile 21, 2007
era uno dei miei attaccanti preferiti, è un idiota

Durissimi attacchi della stampa ceca al talento di casa Milan Baros, che gioca nel Lione, dopo il reiterato gesto razzista rivolto al difensore di colore del Rennes Stephane Mbia durante il recupero di campionato dello scorso 18 aprile (0-0). "Turatevi il naso, il gesto di Baros puzza" titola uno dei principali quotidiani di Praga, il Dnes, ribaltando sul suo comportamento ciò che invece l'attaccante insinuava a proposito del suo avversario, cioè il cattivo odore. Il Dnes prosegue facendo un parallelo con Paolo Di Canio e il suo modo di salutare la tifoseria: "E' insensato da parte sua dire che non si trattava di un gesto razzista. Anche Di Canio sosteneva che il suo saluto non era nazista ma romano, ma la folla di scalmanati che gli rispondeva col braccio destro alzato e la mano tesa non la pensava evidentemente così". Davanti a gesti come quello di Baros, conclude il Dnes, "non possiamo chiudere gli occhi".
giovedì, aprile 19, 2007
mercoledì, aprile 18, 2007
povero silvio!

“Ho messo da parte 100 milioni di euro per Ronaldinho”. Non può essere uno qualsiasi a sbilanciarsi in una dichiarazione così importante. Infatti la confidenza è di Silvio Berlusconi, presidente del Milan e primo sponsor di questa grande operazione a cui il club rossonero sta lavorando con evidente impegno ormai dalla scorsa estate.
«Questa volta sono deciso ad andare fino in fondo all'azione legale. Quelle foto ritraggono degli ospiti escludendo ad arte le altre persone che erano presenti. Dietro alla scelta di pubblicare quelle immagini c'è una precisa strategia mediatica e politica». Silvio Berlusconi «è molto irritato», per il reportage pubblicato dal settimanale «Oggi» che ritrae l'ex premier la vigilia di Pasqua in atteggiamenti confidenziali con cinque ragazze nel parco di Villa Certosa, la sua residenza in Costa Smeralda. Azioni penali e civili annunciate dal suo legale, il senatore forzista Niccolò Ghedini: «Fotografie procurate in dispregio di ogni diritto della privacy. Si è scelto di pubblicare soltanto immagini in cui l'ospite è ritratto in compagnia di invitati femminili, omettendo di evidenziare la presenza di altri invitati. E' lo stesso giornale che per l'attuale portavoce del governo (Silvio Sircana, ndr) ha evitato di pubblicare un servizio che aveva acquistato per 100 mila euro». Mentre il Garante della privacy ha avviato un'istruttoria sulla vicenda, sollecitato anche da Riccardo Villari della Margherita, Ceccuzzi dei Ds e Giacchetti della Margherita invocano l'intervento di Fausto Bertinotti «perché è auspicabile una presa di posizione del presidente della Camera affinchè sia garantito il diritto alla privacy a tutti i deputati».Intanto è scattata la ricerca delle cinque nuove «bagatelle» del Cavaliere: tre more, una castana e una rossa. Quest'ultima è la più riconoscibile del gruppo. Si tratta di Angela Sozio, partecipante al Grande Fratello 3 ed ex opinionista di Buona Domenica a Canale5. Lei conferma: «E allora? Non vedo cosa ci sia di interessante nel fotografare un gruppo di collaboratori di Forza Italia riuniti in un giorno di festa». Mistero, per ora, sulle altre ospiti. Qualcuno ha individuato in una delle ragazze more Valentina Gioia, ex tronista di Uomini e Donne. Lei smentisce. Così come Vittoria Camila Ferretti, anch'essa ex tronista. Anche lei smentisce.


lunedì, aprile 16, 2007
dio, la religione, gli amici, i ricordi
eredità d'affetti
poca gioia ha dell'urna.
esordisco così, con questa frase di merda, che ho fissato in obitorio ieri, per lunghi, interminabili minuti.
Chiedo sin d'ora scusa a tutti coloro i quali non apprezzeranno nè i concetti, nè il linguaggio poco diplomatico. Ci penserà Dio e la religione a scomunicarmi.
Dio appunto.
Non esiste, ora ne sono davvero certo. Dio che tutto può e tutto sa, Dio onnipotente che ci ha nelle sue grazie, non può adoperare in modo così aggressivo la morte, il dolore.
I credenti più ferventi direbbero che dal dolore, dalla privazione, Dio ne ricava un progetto, un suo destino, una lezione a noi comuni mortali, affinchè ci si possa temprare e apprezzare le piccole cose, ma anche l'amore e l'affetto, che piccoli non lo sono per nulla.
Sulla carta andrebbe bene, ma quando Dio o chi per lui si accanisce su di te, sulla tua famiglia, sui tuoi affetti più cari, più o meno nel profondo, più o meno tragicamente, ma sempre in modo violento, inatteso, con telefonate choc, ansie e angosce, bè, non vedo che (ulteriore) lezione mi possa dare Dio.
E qualora siano tutte lezioni, devo evincere che Dio vuole più bene agli atei o comunque a me, visto che mi sta rendendo una persona saccente, a furia di lezioni, di gente che se ne va senza preavviso. Mi sta dando troppa sapienza, ma Dio o chi per lui, che tutto può e tutto sa, dovrebbe anche sapere che la conoscenza va distribuita, e che rendere una persona troppo intelligente e gli altri tutti svampiti, non serve a niente.
a drop in the ocean
a second and all time
one stop in the endless sky
but you mean
the whole world to me
you're an island of light
so please last this day
stay one more day
Se Dio o chi per lui mi voleva dare una lezione, è riuscito a darmene due..la prima è al contrario, è la sua non esistenza, è come se mi fosse giunta una sorta di consapevolezza (definitiva) di questo.
La seconda riguarda i suoi pastori terreni. Sono delle persone incompetenti.
Perchè io dovrei ascoltare lezioni sull'amore, sulla famiglia, sui diritti e sui valori da persone che non hanno mai amato? Che non sanno, che non possono sapere davvero cosa vuol dire la privazione? Cosa vuol dire una famiglia distrutta dal loro amichetto ultraterreno o chi per lui, perchè semplicemente questi pastori, una famiglia, non ce l'hanno?
Perchè dovrebbero sapere più di me, o più di un qualsiasi laico che sa cosa è l'amore o ne ha almeno un vago sentore, cosa è giusto e cosa sbagliato per tutti noi?
Perchè Ratzinger e Bagnasco devono fare tutta questa pressione affinchè 2 persone che si amano e non si sposano anche solo per non spendere migliaia di euro imputtanati con pratiche burocratiche, quindi per motivi molto terreni, non possano tutelare due ragazzi che ora sono in mezzo a una strada?
Per me, sono e rimangono degli assassini nella peggiore delle ipotesi, degli incompetenti nella migliore.
L'unica mia consolazione
è aver costruito un'amicizia unica
lunga 35 anni
e che quella mi rimarrà nel cuore per sempre
Per me l'amicizia è un valore sacro. Così sacro che ci rimango sempre male, troppo male, quando un mio amico mi tradisce, o semplicemente mi delude. Così sacro che probabilmente sfocio nella paranoia talvolta, quando vedo gli altri far cose che io non mi sognerei nemmeno di fare.
Così sacro da aver provato una specie di senso del dovere, sentendo quelle parole ieri.
Ho avuto la sensazione che in fondo faccio bene a essere sacro e paranoico. Anche io vorrei tanto dire un giorno quella frase, che sia in un momento di felicità, o di profonda tristezza (come in questo caso). Voglio avere dei rapporti solidi, dove non c'è solo egoismo e non ci sono solo interessi. E per fare questo bisogna essere molto idealisti e quindi un pò rigidi. Continuerò a cercare le persone giuste per me, e darò loro il massimo. Il mio massimo che da ieri è ancora più massimo di come non lo fosse già prima.
Ancora, voglio dire alle persone a cui voglio bene, che voglio loro bene.
Voglio parlare con le persone con cui ci sono state delle incomprensioni per chiarirle, perchè la vita è fatta anche di manifestazioni d'affetto, e non sai mai se la vita ti permette il lusso di fartele fare prima di una tragedia.
Allo stesso tempo, non posso sapere a priori se c'è questa voglia da parte di tutti. Perciò, chiunque legga questa mia lettera aperta, e senta lo stimolo a volermi dire qualcosa, a voler chiarire un'incomprensione, o anche solo a bacchettarmi, colga il momento, il periodo. Un periodo di assoluta sacralità dell'amicizia, un periodo in cui non ho nessuna voglia di essere rancoroso con nessuno.
Non è giusto, non serve.
Avevo 3 anni e piangevo
si giocava a poker a casa mia.
Diego e Luigi mi chiusero per scherzo nel forno
e fecero finta di accenderlo per prendermi in giro.
E'il ricordo più vivido della mia infanzia, e riscrivendolo mi sfuggono le lacrime.




