
La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato la riduzione del numero dei deputati da 630 a 512: 500 eletti in Italia e 12 nella circoscrizione Estero. La norma è stata approvata a larga maggioranza con la convergenza di centrosinistra e centrodestra, a eccezione di Forza Italia, che ha votato contro perché - come ha affermato il coordinatore Sandro Bondi - non ritiene possibile "avventurarsi in proposte di riforma costituzionale". La commissione presieduta da Luciano Violante (Ds) aveva già approvato l'emendamento al testo di riforma costituzionale che riguarda il Senato federale, che secondo la norma dovrà essere eletto su base regionale, salvi i sei seggi assegnati alla circoscrizione estero. "Unita a quella del Senato federale, con 184 componenti - spiega la relatrice sulle riforme in commissione, Sesa Amici - la riduzione è notevole e si inserisce in una complessiva riforma che dà maggiore funzionalità al Parlamento. Il numero di 500 è, fra l'altro, congruo per le nuove funzioni che la sola Camera dei deputati dovrebbe svolgere con la fine del bicameralismo paritario". Plauso del presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Si tratta di "un voto importante, perché costituisce un fatto nuovo nella vicenda politica e istituzionale italiana, configurando importanti novità, perché per questa via verrebbe meno il bicameralismo perfetto e si determinerebbe un ruolo rinnovato per il Senato della Repubblica, il tutto accompagnato da una significativa riduzione dei parlamentari". Un fatto "di grande rilievo" per il segretario Ds Piero Fassino. Un passaggio politico che "sollecita adesso a trovare un'intesa sulla legge elettorale che sia conseguente e coerente". Riferendosi al Senato, il leader della Quercia ha sottolineato che "da anni ci battiamo per una riforma che sia coerente con le modifiche del titolo V della Costituzione".

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