Luridi
costringete a mutazioni animi soltanto per dividervi quegli utili
introiti
che cambiano la vita di quelle persone
e abbelliscono facciate delle vostre fabbricone
galere
in cui non gli dai il culo ma è lo stesso
tanto ti hanno già spremuto a dovere
costringete a mutazioni animi soltanto per dividervi quegli utili
introiti
che cambiano la vita di quelle persone
e abbelliscono facciate delle vostre fabbricone
galere
in cui non gli dai il culo ma è lo stesso
tanto ti hanno già spremuto a dovere
Chi sceglie la via comoda e fa il carabiniere
chi c’ha due figli al collo e manco mille lire
chi c’ha due brillanti appesi che valgono miliardi
e chi non ha neanche da mangiare
chi c’ha due figli al collo e manco mille lire
chi c’ha due brillanti appesi che valgono miliardi
e chi non ha neanche da mangiare
Il mio primo maggio è la perfetta cartolina, il fermo immagine, di chi sono oggi.
Mi sveglio alle 8, senza un motivo apparente.
Lavoro poco, lavoro male, sono stanco, gioco a poker su Internet, vinco qualcosina.
Ascolto a ripetizione Primo Maggio degli Otto Ohm, di cui sopra potete leggere un succoso estratto. Uno dei 5 o 6 miei manifesti di vita in musica. Proprio nel giorno in cui scoprirò, almeno un poco, di essere uscito da queste logiche per far posto al (semi-)professionismo retribuito.
Attacco a lavorare sul serio, sono solo a casa.
Non chiama nessuno, non chiamo nessuno. Inizio a carburare.
Chattate insulse, è primo maggio.
Cazzo, sto lavorando, fuori ci sono 25 gradi, la gente sta prendendo il sole. E' in vacanza. Dorme. Scopa. Mangia. Parla. Ride. Io sto a casa.
Se fossi invidioso, avrei un fegato che nemmeno tutte le birre che mi sono skhattato a Londra.
Torre Canne mi attende, mi metto in macchina. I progetti di viaggio collettivo sono stati puntualmente mortificati.
Arrivo, parcheggio. La testa è andata per i fatti suoi per tutto il viaggio. Fa caldissimo.
Vedo la gente, un sacco di gente, i fichi d'india, un'ambiente mozzafiato. Pareo, costume, mare, sole. Io lavoro, è primo maggio. Ondeggia con forza un chiaro quanto logico
ma chi me lo fa fare?
Villa vista mare, masseria paurosa nell'interno. Arrivano i capi. 2 ore di riunione, fantastico.
E' cambiato l'atteggiamento, da pischello a pari. Non posso non avvertirlo.
Sì Dino, ci sono i soldi adesso, adesso hanno deciso che puntano su di te, adesso devi portare i risultati, perchè se non li porti non potrai dire "ma tanto lavoro gratis".
Il ritorno a casa, 3 ore e mezza. Un incidente sulla 16. Alle 19.30 arrivo a Mola, alle 22.10 sono in centro. Anche questo fa parte della cartolina, come e più di altri aspetti.
Una serata giusta, senza spartito, torno a casa alle 4. Oggi alle 10 stavo già di nuovo in piedi. Da domani il primo weekend da lavoratore, a dormire. Serio.
Sì, serio, perchè adesso è vero. Adesso (se tutti i pagamenti verranno effettuati in ordine e in tempo) ci sono arrivato a questa benedetta autonomia economica.
Adesso posso organizzarmi per bene coi tempi e coi modi.
Ogni giorno che passa penso che non partirò quest'estate. Ascolto, valuto, vedo.
Non chiamo, non chiamano.
Ma giorno dopo giorno decido che è molto più bello e gratificante smettere di chiedere soldi ai miei per qualsiasi cosa (oramai non mi danno più nemmeno i soldi della benzina) che prendere e partire.
Adesso io posso uscire di casa, andarmene. Adesso so che valgo un bel po' di soldi per l'età che ho, se sono disposti a darmi certe cifre per cose poco più che part-time, senza alzare il culo da casa.
Adesso posso rispondere a me stesso quando dicevo, a ottobre-novembre,
"ci metto 12 mesi per svoltare".
Ce ne ho messi 6.
Mi pagano per fare quello che ho sempre voluto fare, quello che so fare meglio. Non farò cose alienanti, non lavorerò per vivere nè vivrò per lavorare. Se non commetterò cacate, questo varrà per sempre. Faccio la vita da 30enne? Non me la godo? I conti li facciamo alla fine.
Mi sono fatto nel culo aggratis nell'ultimo anno abbondante, c'è chi diceva che prima o poi avrei raccolto i frutti, io ogni tanto ci credevo, altre volte ci credevo meno. La bilancia pende dalla vostra. Lietamente.
Adesso cambia la vita.
Adesso dovrò scontarmi con le invidie di chi vorrebbe stare al posto mio, di chi si chiede che santi ho in paradiso se ha 24 anni ho le mani in tutte le cose che a Bari sono creative, di chi non mi parla per motivi strani, o che mi farebbe male volontariamente giusto perchè non va bene che a te va bene. Adesso le responsabilità aumentano, ma anche le potenziali soddisfazioni.
Adesso cambia la vita privata.
Adesso so che ho commesso errori imperdonabili con il mio iper-liberismo sentimentale (sia in amore che in amicizia), per cui dare libertà voleva dire dare amore. Anteporre l'altro a sè voleva dire saper voler bene come nessun'altro.
Questa equazione non funziona in questo mondo.
E' stato proprio un fico d'india il mio compagno di consapevolezze. Ieri ho finalmente messo a fuoco un grave errore nel vivere.
A che mi è servito l'iper-liberismo?
Di certo non a chi ho fatto soffrire, perchè non capiva perchè stessi comportandomi in questa maniera, e interpretava.
Non amo abbastanza
non ho mai amato
In verità sono egoista e voglio solo farmi i cazzi miei
non ho mai amato
In verità sono egoista e voglio solo farmi i cazzi miei
Non ditemi che non vi è passato per la mente almeno una volta.
Poi, certo, le donne si adeguano, la libertà diventa prioritaria, tutti a mare.
A che mi è servito?
A onorare gli amici? Se l'ho fatto, ho fatto malissimo.
Perchè non c'è uno, UNO! disposto a negoziare costantemente l'equilibrio tra fidanzata ed amici.
I miei amici, TUTTI, nessuno escluso, quando si fidanzano muoiono. Ma a questo punto non penso nemmeno di essere sfortunato, è proprio l'amico come categoria a comportarsi così.
Invece di vivere, di esplodere, di ringraziare la vita
muoiono.
Che fai? Vedo cosa fa x, eventualmente ti dò retta.
Io mi comportavo al contrario, ma a che cazzo mi è servito?
Cosa mi è rimasto? Di quali crediti dispongo con questa gente? Il nulla.
Addio mia bella addio, adesso comando io.
Perchè se tu mi chiedi la tua strada qual è io ti rispondo
che no, non lo so perché ancora cerco
di essere libero dentro di me
non essere più schiavo
che no, non lo so perché ancora cerco
di essere libero dentro di me
non essere più schiavo

3 commenti:
Noi 2 riguardo certe cose non la penseremo mai allo stesso modo.
Per fortuna, perchè per stare vicini serve essere diversi, lontani.
Diamo pesi diversi alle stesse cose, anzi più spesso la stessa cosa ci sembra diversa. Soggettivamente diversa perchè viviamo in maniera differente pur avendo molte cose in comune nella nostra vita da trentenni.
Un giorno vedremo come andrà a finire, probabilmente tu cadrai sempre in piedi perchè stai facendo "esperienza di cicatrici" da un po' di tempo. Stai sanguinando e rimargini in fretta. Allo stesso tempo le cicatrici le hai provocate e forse avresti dovuto impegnarti di più a lenirle. Questione di carattere e di prospettive, in qualche campo..
Le ambizioni lavorative e le altre prospettive invece finalmente ti stanno dando le soddisfazioni nei fatti e non solo nelle parole.
Chi ha puntato su di te lo sapeva da tempo che sarebbe arrivato questo momento.
Permettimi di dichiararmi "santo" magari all'inferno, colui che il tuo nome l'ha sempre avuto in bocca e che ti ha lodato davanti a tutti quelli che incontrava e a cui poteva parlare di te. Davvero.
L'elenco completo me lo segno su un foglietto e lo metto in cassaforte, i primi "calci in culo" te li ho dati io e l'ho fatto con immenso piacere. Ovviamente ora non ne hai quasi più bisogno perchè altri ben più in alto di me hanno capito quanto vali e puntano su di te.
Voglio la percentuale. O quantomeno altrettanti calci in culo quando saremo a parti invertite. Perchè non ho dubbi che farai strada, molta più di quanta ne farà tanta altra gente che conosco.
Il bello è che la direzione definitiva, il tuo traguardo ancora non l'hai scelto e quanto tu sia fortunato forse non lo stai capendo in pieno.
@ Roccia
Il privato
oramai, che io e te non la si pensi uguale su quei 2 o 3 punti salienti sulla gestione dei rapporti, è chiaro.
io non so se è davvero così, che per stare vicini bisogna essere diversi.
Lontani magari sì (a volte), perchè le persone crescono solo al freddo, al vento e nella pubblica solitudine dell'inesperienza.
Per il resto, non disdegnerei affatto una persona a me più simile, più affine, più complice in questo periodo. Parlerei meno qui e più con questa persona, il che non sarebbe un male.
Sul bilancio delle cicatrici mi sento in credito: questo forse non mi giustifica a fottermene di quelle che posso aver generato io
(il fottermene, se l'ho fatto, ho fatto "solo" esteriormente; in questo caso sono scemo io a non manifestare apertamente la mia riconoscenza e il mio sentirmi in debito. Chi mi conosce lo sa, per tutti gli altri: sto migliorando :))
ma non c'è un solo rapporto per cui mi posso sentire in colpa per non aver fatto il possibile.
Magari potevo fare ancora di più, a costi equivalenti alla perdita della faccia. E nei confronti di persone assolutamente non pronte a fare lo stesso.
Come dici tu, un giorno vedremo. Sicuramente ora sono molto più ben disposto ad allentare certe rigidità caratteriali in favore di persone capaci di scuotermi. E questo lo devo un po' agli schiaffi un po' alla consapevolezza che tutto il resto del mondo vive serenamente con le modalità esposte nel mio post.
Il pubblico/professionale
Proprio avantieri parlavo con uno dei nostri capi (oramai abbiamo sempre più datori di lavoro in comune) del fatto che io, senza te che mi dai una mano, non posso mettere a regime le idee che ho.
Non so se vuoi definirlo calcio nel culo, sicuramente è ammettere di non riuscire a fare tutto da solo e che molto dipende da te. In molti degli ambiti che sto esplorando. Forse è anche meglio.
La mia riconoscenza nei tuoi confronti è infinita e cerco di manifestarla condividendo con te ansie e paure. Ma sopratutto idee.
Sta a te ponderare, sta a te capire dove vuoi andare a finire, o vagare anarchicamente come farò io ancora per un po'.
Io sono pronto a coinvolgerti in TUTTO ciò che è bello, in TUTTO ciò che può migliorare il posto dove viviamo, prima ancora che migliorare noi stessi.
Il mio traguardo definitivo non sarà mai definitivo(per quanto ci sia quel programma alle ore 20 su rai3, e quella etichetta musicale che tira sui generazioni di robbomani...);
sul sentirmi fortunato, mi sento un culo rotto. Ma me la sono anche un po' andata a cercare con una testardaggine talvolta patologica.
Quindi vivo queste vicende con ORGOGLIO, è questa la parola giusta.
Quadro sinottico
In questi giorni penso a quanto stia andando veloce, forse troppo.
A 20 anni faccio la vita dei 30enni; a 30 farò la vita dei 50enni? e a 50? Sarò nonno senza i nipoti?
Questo vale per tutti gli aspetti della vita di una persona; ho fatto molte più cose del normale in tutto,
dalle cicatrici
ai progetti
alle persone
alle storie
alle nottate
agli inghippi
alle idee
ai sogni
ai nomi dei figli
Ora sarà più facile regolarmi, perchè sarà il mercato e le persone da cui dipendo a farlo. Resta il fatto che comunque è strano andare a una velocità diversa, forse folle.
Così folle che ti perdi i dettagli.
E che vita è senza i dettagli?
dovresti semplicemente rallentare.
e sugli amici fidanzati... è un dato di fatto quello, una regola di vita, uno di quei dogmi che la vita ti rifila e che devi prendere così come sono, senza lamentarti, senza aspettarti di più, dopo le prime volte che ti prendono a pesci in faccia dopo impari che alla fine va così e amen.
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