sabato, maggio 24, 2008

Madge - Hard Candy

Madonna – Hard Candy

Genere: Pop

Etichetta: Warner

Voto: 2,5/5 (4,5/10)

Even the devil wouldn't recognize you,
but I do

Sia ben chiaro: io il 6 agosto 2006 c’ero all’Olimpico e non escludo di poterci essere sempre là, il 6 settembre, per Madge. Niente pregiudizi, anzi, forse pure un eccesso di devozione. Ma questo album, l’undicesimo lavoro di studio del fenomeno sociale più importante della storia della musica, è mediocre, niente di più. E c’è un motivo, chiarissimo: per la prima volta nella sua storia Madonna non è la protagonista. Non detta legge; non è sei mesi avanti a nessuno e anzi, talvolta sembra essere un anno dopo Nelly Furtado la quale a sua volta non verrà ricordate per essere un’avanguardista; non sceglie i migliori produttori del mondo ma i più inflazionati, se non addirittura “scaduti”: Timbaland sta tirando la carretta finchè può, per Pharrell si tratta addirittura di un ritorno (più che decoroso, ad essere sinceri) dopo l’altare e la polvere. E’ soverchiata nel singolo “4 Minutes” dove, senza l’ausilio di un incomprensibile video, si fa fatica a riconoscerla, schiacciata da Timberlake. Per la prima volta Madonna decide di non far sbrodolare il suo ego, e fa malissimo. Le vendite non ne risentono, ma è evidentissimo lo spaccamento in due di un lavoro che passa dall’incedente “Spanish lesson” alle ottime (sì, ok, siamo su un giornale indie, perdonatemi) “Miles away” e “Beat goes on”. E più Madge assomiglia al solito, vecchio, irresistibile teatrino di sé stessa, meglio va. Più si sente il tocco degli altri, più è pappa insipida. Mrs. Ritchie, hai 50 anni, deciditi: o ti ritiri o chiami Mark Ronson. A salvare il mondo, lui sì.

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