venerdì, maggio 30, 2008
roma 2008 (4th round) : face to feist
Forse chiamerò mia figlia (o mio figlio, tanto nessuno si accorge della differenza) Leslie.
Leslie di nero vestita
Leslie con gli occhi chiari
Leslie che balla sulla musica del gruppo d'apertura
Leslie che fa le foto al gruppo d'apertura
Leslie magra, ma ben fatta
Leslie con 3 chitarre
Leslie che non è bellissima, ma è difficile distrarsi
Leslie che ha un falsetto pazzesco
Leslie che ogni tanto canta lontano dal microfono per fare i cori col pubblico
Leslie che fa i gorgheggi da mettere in loop
Leslie che se ti dicesse le cose nell'orecchio avresti qualche problema a gestire le tue emozioni
Leslie che ama il suo pubblico
Leslie che è circondato dai canadesi
Leslie che fa tutti i pezzi migliori.
E sopratutto, Leslie che mi vede. Per la mia prima, primissima fila.
E mi prende in giro.
lunedì, maggio 26, 2008
Madge scucciat

Madonna ha deciso di separarsi «amichevolmente e per prova» dal marito Guy Ritchie «dopo anni di continui litigi», secondo indiscrezioni raccolte dal tabloid «Mail on Sunday»: lei andrà a vivere con i tre figli a New York mentre lui rimarrà a Londra. A detta del tabloid, non deve ingannare il fatto che la «Material Girl» - che compirà 50 anni ad agosto - sia comparsa la settimana scorsa al festival di Cannes con accanto il marito regista (di dieci anni più giovane di lei): si è stancata delle «incessanti dispute su tutto» con lui e ha già concordato da molte settimane una «separazione amichevole». La pop star vorrebbe ritornare in patria: sembra intenzionata a trasferirsi a New York, dove possiede un bellissimo appartamento di circa 500 metri quadrati con vista su Central Park, appartamento che sta ristrutturando per sistemarci al meglio i figli e la servitù. «Madonna - ha detto una fonte al «Mail on Sunday» - è a terra e ha perso la voglia di vivere a tempo pieno nel Regno Unito». La crisi finale risalirebbe all'inizio dell'anno: da allora i due vivrebbero vite praticamente separate all'interno della grande casa che hanno acquistato a Londra, nel quartiere di Notting Hill. Si sarebbero divisi gli spazi interni, così da «potersi evitare». Stando al tabloid, in genere bene informato, Madonna e Guy si sono messi d'accordo per lasciarsi nel massimo riserbo. «Divorce? No... Madonna and Guy Ritchie's civilised separation», titola il giornale. Lei si prepara ad una grande tournée e ai festeggiamenti per il suo 50° compleanno, lui ha ultimato un film che uscirà in autunno: temono che l'annuncio della rottura generi per entrambi pubblicità negativa. Madonna è sposata con l'inglese Guy Ritchie - regista cinematografico di non eccelsi successi - dal 2000 e gli rimprovera molte cose: di essere molto freddo con lei in pubblico, di alzare troppo il gomito e di passare troppo poco tempo con Rocco (il figlio di sette anni che hanno in comune) e con gli altri due figli, David Banda (due anni, adottato in Malawi tra enormi polemiche; doveva esser seguito da una bambina, Mercy) e Lourdes (che la cantante ha messo al mondo undici anni fa quando era legata al ballerino Carlos Leon).
sabato, maggio 24, 2008
Madge - Hard Candy
Madonna – Hard Candy
Genere: Pop
Etichetta: Warner
Voto: 2,5/5 (4,5/10)
but I do
Sia ben chiaro: io il 6 agosto 2006 c’ero all’Olimpico e non escludo di poterci essere sempre là, il 6 settembre, per Madge. Niente pregiudizi, anzi, forse pure un eccesso di devozione. Ma questo album, l’undicesimo lavoro di studio del fenomeno sociale più importante della storia della musica, è mediocre, niente di più. E c’è un motivo, chiarissimo: per la prima volta nella sua storia Madonna non è la protagonista. Non detta legge; non è sei mesi avanti a nessuno e anzi, talvolta sembra essere un anno dopo Nelly Furtado la quale a sua volta non verrà ricordate per essere un’avanguardista; non sceglie i migliori produttori del mondo ma i più inflazionati, se non addirittura “scaduti”: Timbaland sta tirando la carretta finchè può, per Pharrell si tratta addirittura di un ritorno (più che decoroso, ad essere sinceri) dopo l’altare e la polvere. E’ soverchiata nel singolo “4 Minutes” dove, senza l’ausilio di un incomprensibile video, si fa fatica a riconoscerla, schiacciata da Timberlake. Per la prima volta Madonna decide di non far sbrodolare il suo ego, e fa malissimo. Le vendite non ne risentono, ma è evidentissimo lo spaccamento in due di un lavoro che passa dall’incedente “Spanish lesson” alle ottime (sì, ok, siamo su un giornale indie, perdonatemi) “Miles away” e “Beat goes on”. E più Madge assomiglia al solito, vecchio, irresistibile teatrino di sé stessa, meglio va. Più si sente il tocco degli altri, più è pappa insipida. Mrs. Ritchie, hai 50 anni, deciditi: o ti ritiri o chiami Mark Ronson. A salvare il mondo, lui sì.
meg - psychodelice

Meg – Psychodelice
Genere: Electro-pop
Etichetta: Self
Voto: 3/5 (6,5/10)
e tu lo sai
sorridimi ancora così
prima di uccidermi
Seconda fatica da solista per la napoletana ex-voce (e musa) dei 99 Posse. Dopo lo straordinario esordio Meg ha decisamente accentuato la sua propensione verso l’electro-pop affidandosi a Stefano Fontana (Stylophonic), sempre di più produttore di riferimento in Italia (anche Bugo si è avvalso delle sue alchimie), la cui presenza è evidente sin dalle prime note. Ne viene fuori un album davvero difficile da analizzare. Perché se da un lato il talento di Meg nella voce e nella composizione non sono da obiettare, come del resto è difficile attaccare Fontana per la costruzione di un immaginario musicale che, ne siamo certi, coincide perfettamente con le richieste dell’artista, allo stesso tempo l’alone-Bjork è forte come non mai, quasi umiliante per chi non ha più niente da dimostrare, per chi ha la forza di esprimersi come qualcosa di diverso, di compiuto, di veramente unico. L’album, pur avendo una natura spiccatamente pop, non è affatto di facile fruizione e merita non meno di tre ascolti prima di un’analisi più lucida. Qualche sbadiglio e qualche perplessità sui brani in inglese, ampiamente compensata da gemme come “E’ troppo facile” o trappole come il singolo “Distante” portano a una piena sufficienza velata da più di un rimpianto.
rompicoglione ombra - incipit
come in questo caso, messe nel sugo della "pubblica utilità".
Ogni volta porrò una questione: quella (sì, un po' tardiva) di oggi è:
ma che c'entra Rete4 col pacchetto sicurezza?
E' bufera sull'emendamento del governo in materia di frequenze tv, che permetterà a Rete Quattro di salvarsi e non andare sul satellite. L'opposizione non ne vuole sapere di accettarlo, e attacca duramente il Pdl. Il più duro è il deputato del Pd Roberto Zaccaria. "Il vero obiettivo dell'emendamento del governo sulle frequenze tv al decreto 'salva-infrazioni' è ridar fiato al titolo di Mediaset in Borsa. Stamattina il titolo Mediaset perdeva lo 0.69%, nell'ultimo mese ha perso il 10.24%, negli ultimi sei mesi il 19.65%, nell'ultimo anno il 35.45%. Il vero regista di questa operazione è il presidente Fedele Confalonieri, che ieri da Cannes ha spiegato che questo emendamento non è una legge ad personam". Pronta la risposta del presidente di Mediaset, che presenterà querela nei confronti del politico: "Nel suo intervento di stamattina alla Camera - ha detto Confalonieri - l'onorevole Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, ha usato nei miei confronti parole diffamatorie accusandomi in pratica del reato di aggiotaggio. Naturalmente è un falso e per questo motivo oggi stesso partirà una mia querela con richiesta di danni". Infine il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha spiegato il motivo per cui l'emendamento è stato ammesso: "Ribadisco che si ricollega a una procedura di infrazione. Non spetta alla presidenza - ha aggiunto - entrare nella valutazione sul grado e la misura in cui l'emendamento risponda alle questioni poste in sede europea, nè sindacare le motivazioni che hanno spinto il governo a tale formulazione. Tali valutazioni, di natura politica non riguardano l'apprezzamento di competenza della presidenza".
(fonte: unionesarda.it)
venerdì, maggio 23, 2008
work works (mattàne)
E' full-time. Assomiglia a quello che solitamente viene definito "posto fisso".
E' ben retribuito, così ben retribuito che in linea puramente teorica avrei potuto stabilire il mio stesso valore di mercato e quindi lo stipendio. Con un briciolo di autocontrollo, chiaro.
E' un bel lavoro, anche se faticoso. Risponde a molte delle prerogative di chi ha completato il mio percorso di studi.
Comunicazione, psicologia sociale, organizzazione aziendale, nuovi media: c'è tutto.
E' un'offerta che giunge alla fine di un ciclo di attività che ho svolto, attività la cui qualità non mi era stata ancora certificata da nessun feedback o attestato di stima, se non puramente informale.
Ricevuta, forse per la prima volta nella mia vita, da persone, da una struttura con cui non ho nessun tipo di legame emotivo-affettivo, ma quasi esclusivamente formale, basato sulla competenza e se proprio vogliamo, sul merito.
E' la prima offerta di lavoro che sembrerebbe rispecchiare l'ideologia delle offerte di lavoro tradizionali, così come ce le immaginiamo.
Oh, finalmente uno stipendio sicuro. Posso prendere le valigie e andarmene, ho addirittura le coperture per abbozzare un mutuo.
E' fatta, finalmente vado a vivere da solo: la mia priorità è a portata di mano. Niente più salti mortali, niente più incertezza su cosa farò di qui a 3 mesi.
Posso vivere a Bari, non avrò bisogno di lasciare un luogo che amo.
Ho rifiutato.
E l'ho fatto di getto, istintivamente. Ma sono assolutamente convinto della mia scelta.
Ero pronto a un confronto, non a un tale credito di stima.
Ho rifiutato, ho detto di no alla stabilità, al posto fisso, alle certezze.
Ho detto di no all'idea di doverla chiudere qua, seppur più che dignitosamente e nemmeno in modo irreversibile.
Ho detto di no alla casa, alla totale indipendenza economica dalla mia famiglia che poi, quasi in un paradosso, corrisponde alle certezze personali. E' questa la novità, se vogliamo, più sconvolgente.
E' esplosa un'altra bolla, amici miei: quando dicevo che la mia priorità era lasciare questa casa, io lo dicevo credendoci veramente. Ma non era vero, non era affatto vero, e io non lo sapevo.
Bolle su bolle. Esplodono in continuazione.
Sono sempre più convinto che tutte le nostre vite si basino sugli autoinganni, che però spesso nemmeno sveliamo, perchè non ci mettiamo (più o meno volontariamente) nelle condizioni
di scoprire chi siamo davvero, cosa vogliamo davvero, dove vogliamo andare a parare. Cosa è nostro e cosa è indotto. Incredibile come oggi mi sia apertamente sbugiardato.
Non ho nessuna intenzione di mettermi calmo e pacato. Casa, evidentemente, può aspettare. Può aspettare che i soldi arrivino puramente attraverso la passione, senza la quale non si può vivere lavorando per 40, 50 anni.
Può aspettare una modalità di presa di decisione che rispecchi una lucida analisi del mercato del lavoro italiano e ancor di più meridionale alla luce della quasi-recessione del nostro paese, dell'abuso che si fa della Legge Biagi, del precariato come stato esistenziale dal quale si dovrebbe sfuggire da un momento all'altro.
Può aspettare la comodità, la stabilità, il domani sicuro.
Razionalmente è un suicidio.
Un saluto dall'iperrazionale.
mercoledì, maggio 21, 2008
stanco di essere sexy (versione Italia)
(eh, che incipit. Manco Leopardi)
Svegliandomi ci ho ripensato.
E ho ripensato che quello di cui parlavo stanotte è tutto fuorchè patologico.
E' una gemmazione di quello che succede attorno a me. Attorno a noi.
Penso all'Italia, una nazione in rapido decadimento. Mai come in questo periodo sto assistendo allo scempio dell'individualismo senza freni. Ne siamo tutti schiavi, indistintamente. Il cambio di gestione politica sembra aver giustificato tutte le spinte più repulsive nei confronti dell'altro.
Prima non si poteva, ora si può.
"Bruciare l'immondizia fa male perchè quando la bruciamo produciamo diossina...però io non la voglio vicino casa mia"
"Io non sono razzista, ma loro se ne devono andare"
"I soldi del Nord devono restare al Nord"
Il nostro Presidente ci rappresenta perfettamente. Chi, se non lui, può rappresentare la nazione dell'Io?
E' un Io reazionario, l'Io di chi ha paura, così tanta paura che non correrà mai il rischio di lasciare il minimo che si è guadagnato in favore degli altri. Anche se magari il suo gesto farà bene a sè e a chi si vuole bene.
E' un Io che non scommette fino a quando non si tratta di Poker e punti Snai. Là la gente scommette, rischia e continua a rovinarsi. A cercare di colmare così i vuoti. Di soldi, di affetto, di tutto.
Ma è anche un Io corporativo. Quante volte vi siete imbattuti in persone molto più grandi e potenti di voi le quali, davanti a una vostra idea geniale, che permetterebbe loro di vivere meglio e di far vivere meglio tutta la comunità circostanza, vi rispondono:
NO!
farfugliando motivazioni se va bene, non farfugliando alcunchè nella peggiore delle ipotesi.
E' la resistenza al cambiamento, quella che blocca tutti noi, quella che ci terrà stagnanti.
Se c'è una categoria di persone che di sti tempi tollero a fatica, sono i signor NO: quelli che sono laureati nel bocciare le altrui proposte ma alla domanda "hai alternative?" ti dicono "non so".
E rimangono in questo stato di limbo per sempre.
E a sto punto, meglio l'idea iniziale, quella (presunta) di merda.
Siamo tutti in quella situazione che provavo a dipingere: ce ne accorgeremo gradualmente. L'individualismo ci è entrato nelle ossa. Quando tutti noi saremmo costretti a lavorare per realizzarci e/o per mangiare, sarà tragica per tutti. Perchè a meno che non si voglia essere signor NO a vita, farsi trascinare da qualche messia o da qualche figlio di papà, arriva per tutti il momento in cui la vita bisogna prenderla in mano.
Là viene il complicato. La soluzione più facile? Io, io, io.
Mi vogliono alienato? Triste? Che si limita ad eseguire gli ordini?
Mi vogliono attivo solo per interscambio di favori e non per mettere in gioco sè stessi, il cuore, le idee, anche i rischi e le ricchezze, per il bene di tutti e non solo del proprio portafoglio?
(che poi, sta ossessione dei soldi...figlia anch'essa della paura, dell'individualismo e del corporativismo. Basta.)
Vi accontento.
Ma è solo una cover story. Come tutte quelle con cui sto costruendo la mia immagine esteriore.
Continuerò ad aspettare persone illuminate.
Resistere
Resistere
Resistere.
p.s.
E' un periodo molto MariaDiDonnaInArteMeg. Domani è alla Biennale. Chissà che non mi metta a fare la chiacchiera sui nostri blog.
lasciatemi passare adesso, adesso
scusate
ma ora devo proprio andare via, via
è tardi devo scappare
no.. non è una fuga
no.. non è una fuga
sto tornando, sto tornando
sto tornando a casa
la strada l'avevo quasi dimenticata
cancellata.. cancellata
fogli di carta, impronte digitali
mi riportano indietro accelerando, accelerando
il cuore vorrebbe fermarsi
nascondersi ancora
qui sotto le coltri
per non sentire questo disfarsi
can you read my soul?
(Mi sa che hanno dichiarato illegale boomp3)
cansei de ser sexy
Era San Bernardino, quel santo con una enne di troppo a cui scrocco le feste per l'onomastico.
Non è stata una bella giornata, è stata pesante e densa di pensieri.
Come spesso mi succede, si tende a mettere dei punti e virgola dopo una serie di giornate e di sensazioni. Proviamo ad elaborare, a sviluppare.
Come dice il titolo, mi sono stancato di essere sexy, di sedurre, di inseguire, di convincere e di tignare. E andiamo, e facciamo, e usciamo, e la birra, e la pizza.
E fanculo.
Ok che tutto è marketing, però ora basta.
Dato che con quella parolaccia devo farci i soldi, tutti devono farci i soldi, o li devono lasciare col sorriso, permettetemi di essere stanco e pure un po' schifato quando la si fa finire nella presunta purezza della vita privata.
Basta sedurre, basta organizzare, basta tentare di tirare fuori la gente di casa.
Sono arrivato ad essere stanco della gente.
Ma io non sono quella persona. A me piace parlare, ancora di più stare ad ascoltare.
Deve cambiare qualcosa, devo cambiare qualcosa.
Cambio la strategia, da push a pull. Da muovere a essere mosso.
Scosso più che mosso, visto che la costante escalation di emozioni, di esperienze, di fatiche, rende sempre più difficile farmi emozionare per le puttanate.
L'escalation mi alza la soglia della sensibilità. Mi fa diventare pretenzioso, esigente. Maniacale.
Sarà sempre più difficile tirarmi fuori di casa, farmi rinunciare a lavorare (o ancor di più, a dormire) per far qualcosa.
Fatemi sognare, se ne siete capaci. Non vi deluderò e anzi, vi sarò riconoscente. Anche perchè finalmente sto imparando ad esserlo davvero, e non solo con orpelli retorici.
Sarò sempre più solo. Anzi, sarò sempre meno in compagnia, perchè non abito al centro del mondo, nè fisicamente nè spiritualmente. Ma i punti di riferimento, deo gratias, non mancano, anche perchè come ho sempre detto, ci sono persone per cui tutto questo cinismo deve andare a puttane. Sempre.
Ma in linea di massima è così, così deve andare:
è esplosa la bolla.
Quella bolla per cui io conosco 450 persone e tutte quante ruotano se io mi sbatto. Ma ora che non mi sbatto più, ora che mi sento in credito, sono precipitate in numero e in qualità.
Si salva un 15%. Per tutti gli altri, la formula è prevedibile quanto offensiva: o chiamano per chiedere favori o non chiamano proprio.
E' questa la verità sulle mie relazioni.
Questa bolla che esplode è meravigliosa, liberatoria, rasserenante e triste allo stesso tempo.
Esplode la bolla, implodono i sentimenti, i legami.
Ora potrei andarmene. Potrei farlo anche domani. Non c'è più niente che mi lega a questa città. Posso ricominciare da 0 in qualsiasi momento, per far tesoro di ciò che ho imparato e per giocarmi le mie carte, nuove di zecca, per quanto riguarda il lavoro, ma anche in amicizia, amore, tutto lo scibile. Ho esplorato e sfidato il mio ambiente. Continuo a farlo, non mi stancherò mai di farlo: ma ci siamo sistemati dalle parti di un comodo pareggio di fine stagione, e sostanzialmente stiamo perdendo entrambi. Con la vittoria che vale 3 punti, farne uno solo è una mezza sconfitta.
Sono nuovo, sono molto migliorato semplicemente perchè sono molto più consapevole del valore assoluto di quelle due parole che iniziano per A. Parole attorno alle quali ruota tutto.
Il caso di P. mi ha mandato benissimo. Per P., che esplode e io non posso che esserne contento; per l'esempio di P., che mi ispira a seguire le sue orme, perchè in fondo non sono così diverso da P.. Posso giocarmela, come P.
Sono stanco di esser sexy.
Anche perchè sexy non lo sono mai stato.
sabato, maggio 17, 2008
bravi quei figli imperialisti
"Oggi ognuna di queste immense comunità è un mondo a parte", racconta a Repubblica Gary Cohen, General Manager della sezione Global Communications alla Ibm. "Al loro interno le persone si incontrano, chiacchierano, scambiano immagini, video, impressioni su film, musica, letteratura. Ma non è possibile ad esempio inviare un messaggio da Hi5 a Orkut. Sono realtà separate che non comunicano né fra loro né con l'esterno".
Anche la Microsoft del futuro, ovvero Google, la pensa allo stesso modo. Recentemente ha dichiarato che intende abbattere i muri che dividono i social network, andando nella stessa direzione di MySpace e Facebook che hanno annunciato iniziative analoghe. E quest'ultimo - come scrive il Financial Times - presto consentirà agli utenti di usare il sito anche per trasferire fra loro somme di denaro. Tutti intendono dare la possibilità ai loro utenti di poter contattare persone che appartengono anche a comunità diverse.
"La gente è stanca di invitare e di essere invitata su 50 differenti social network", ha dichiarato al Financial Times David Glazer, a capo del reparto d'ingegneria di Google. Di qui l'idea di poter esportare ovunque si voglia la propria rete di contatti. "Il primo passo che porterà dai social network ai social web", secondo Glazer. In parole povere aprire le frontiere dei social network esportandone il modello in tutto il resto della Rete, nella convinzione che sia un modello capace di arricchire tutti. Ecco il perché di Facebook Connect, MySpace Data Availability, Google Connect: un'unica identità digitale (un'unica pagina su un social network), ma la possibilità di accedere a qualsiasi comunità.
(fonte: repubblica.it)
è sabato anche per me
E' impossibile, e dove non arriva la stanchezza e la noia a dirmelo, provvede il mio stomaco.
Bravo il mio corpo che ha più ragione della mia ragione, anche se oggi devo stare piegato per il dolore.
Quanto mare mi devo fare quest'estate...
p.s. ieri sera ho visto un documentario che raccontava la storia di una ragazza inglese che raccontava a una sua amica:
"settimana prossima parto per Benicassim, vado in Spagna a vedermi il FIB (http://www.fiberfib.com), ci vado da sola"
Bè, se lo fa la tipa inglese, perchè non lo devo fare io?
Per quest'anno facciamo un antipastino, sempre in quei giorni di luglio.
Massive Attack a Napoli, prenderò un treno, forse la macchina, e vagherò per la Campania.
Perchè o così, o devo andare con le prime persone che capitano,
o non ci devo andare.
Col cazzo.
martedì, maggio 13, 2008
milano 2: +2 =5
rallentare i pensieri in moto
Queste giornate sono state bellissime.
Ho ritrovato delle sensazioni che non provavo da una vita: l'aspetto che in questo senso ritengo più significativo è il girare per la città (che peraltro non mi piace nè riesce a darmi sensazioni positive) con il mio fare da nerd, il mio zaino improbabile e le mie cuffiette, ed essere sorridente, disteso in volto, positivo.
Nessuno stress, nessun'ansia, nessun pensiero, nessun rewind e nessun fastforward.
Quando settimana scorsa dicevo che quelle giornate erano state fondamentali, lo pensavo davvero.
Ma di quanto peso avessero avuto me ne rendo conto solo adesso.
Volendo cercare una chiave di volta, un fatto a cui addurre i cambiamenti, piuttosto che spiegare tutto con concetti più vaghi come potrebbero essere "fase", "periodo", "momento", mi son messo lì a ragionare su cosa sia cambiato, se potesse esserci davvero un punto fermo.
E l'ho trovato. Ed è di un cinismo pazzesco. Ed è un discorso ad altissimo contenuto di capitalismo.
Ma solo superficialmente. Chi si fermerà alla superficie è ingenuo o in malafede.
Cosa è cambiato?
Semplice: adesso il mio tempo ha un valore di mercato.
Ora so con una certa precisione quanto vale un'ora del mio lavoro. E questo mi ha aiutato a dire no a tutta una serie di cose.
A imparare a non (dis)perdere il tempo intrattenendo tante conoscenze superficiali, banalotte. Inutili.
A parlare e darmi da fare per personaggi discutibili.
E allo stesso tempo ho imparato a valorizzare ciò che si eleva ben oltre la media della mediocrità. A regalare quel poco di tempo libero che ho (e che aumenterà, dato che ho imparato a non privarmene con i discutibili di cui sopra) a quelle pochissime persone con le quali il mio tempo non è paragonabile a una banconota ed è assolutamente svincolato da ogni logica meramente pratica o utilitaristica.
Con le quali, per dirla breve, non mi sognerei mai di pensare:
Piuttosto emerge, irrompe la voglia di condividere e provare gioia nel farlo.
Questi giorni hanno rinforzato queste certezze e vedermi così sereno, quasi inebetito, consapevole di essere venuto fuori da una sorta di sabbia mobile mi dà una forza e una serenità meravigliose.
Sia ben chiaro, non so quanto durerà e se si stabilizzerà. Tocchiamo ferro. Però la cosa mi piace assai.
Così come mi piace tantissimo l'andazzo che stanno prendendo le cose.
Sono in quella fase della vita di una persona in cui tutto sembra possibile, in cui partorisco almeno un'idea, uno spunto al giorno e ho la sensazione di poter arrivare ovunque.
E' chiaro che per molte di queste idee la sensazione è solo illusoria: di certo, prima di dovermi ravvedere a mazzate in faccia, mi piace continuare a marciare.
A macinare chilometri e non sentirli, così come oggi pomeriggio.
Le 6 ore di treno più veloci di sempre, tra il cellulare, i giornali, la testa che pianificava direzioni artistiche, nomi di musicisti che vorrei vedere al Mavù, progetti, sogni.
Così, leggero.
Con una voglia matta di tornare a casa e rimettermi a lavorare. Perchè sono un privilegiato, perchè sto facendo SOLO cose che mi piacciono tantissimo.
diceva Bernardo Provenzano, uno che di comandare ne sa più di tutti.
E che pure di fottere, in senso più o meno lato, qualche lezione l'ha saputa dare.
Pur annacquando un bel po' la nettezza della definizione, ne condivido il senso.
Perchè (sempre più) spesso lavorare, costruire, fare notte per dei progetti è meglio che uscire con delle sciampiste o degli pseudoamici.
lunedì, maggio 12, 2008
milano 2: back from venice (arrigo cipriani)
Lui è Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia, forse il bar più importante del mondo. Il nome Cipriani non vi dice niente?
Cipriani è lusso, è fascino, è stile, è galateo.
Io sono provincialie, trasandato, ho sì uno stile, ma inteso come unicità nel vestirmi a festa.
Galateo non ne parliamo; non so come si mette una forchetta a tavola, non so a che velocità è sano mangiare, non so manco aprire una bottiglia di vino, quasi quasi.
Non so cosa sia il Foie Gras e non so ancora cosa vuol dire spendere più di 50€ per un pasto.
Cipriani ha (almeno) una Ferrari, io una Punto.
Eppure non ho mai trovato nessuna persona che mi assomigliasse di più nei precetti, nelle idee, nel tentativo di realizzarle.
Lui, 75 anni. Io, 24. Ora è da valutare se è lui giovane o io un pensionato.
Sapete già per quale teoria parteggio.
Permettetemi di trascrivere alcune parti dell'intervista fatta da Angelo Pannofino a Cipriani, presente sulle pagine di GQ di questo mese.
Perchè ok, su GQ ci sono i culi. Ma a me dei culi di GQ non me ne frega niente, per quanto sia più comodo pensare il contrario.
(questa è davvero la mia prima regola di vita. Quella per cui non mi trovo molto bene in questo mondo)
(Harry, murt tu, mi hai fatto venire voglia..vado a prendermi un Martini)
Il gentiluomo è un po' snob ma è anche lussuoso nei suoi comportamenti. Lo snobismo è dare una grande importanza alla forma. Mentre il lusso è dare importanza alle qualità interiori.
(ok, è ufficiale, sono snob. Poi, sul lusso, vedremo)
Ma prima che io diventi un avventore 75enne che maneggia miliardi, giusto concludere questo excursus con una frase che rimette molte cose in ordine:
Sulle cravatte sono in completo disaccordo.
Anche se...
milano 2: back from naples

(Milano 2 non è una citazione al meraviglioso esempio di archittetura ubrana fortemente voluto dal nostro Presidente)
(il nostro Presidente non è PJ, per quanto PJ e il Presidente abbiano la fede in comune, e solo quella)
E insomma, Milano è un covo di meridionali.
Sono ovunque, sono tanti, tantissimi. E anche quando non sono fisicamente al mio fianco (quasi mai, a dire il vero), sono presenti, dominanti, protagonisti.
Anche se per la prima volta ho vissuto con difficoltà la potenza del mio accento, in mezzo a gente di ogni parte d'Italia e senza i miei compagni di Unyonair a farmi sentire meno alieno.
Napoli è stato il polo di questa meridionalità diffusa, una meridionalità che come ben sapete dovrà essere annacquata o resa fuori moda perchè questa è la volontà popolare. E lo è stato pur non avendo interazioni dirette con i nostri odiatissimi cugini.
Ma prima di congedarci dal concetto di Italia che più mi appartiene, ovvero quello unito e solidale, vorrei spendere due righe per questa città.
Una città residente sui muri di mezza Milano con una pubblicità suicida in cui si tenta di rivalutare le bellezze dimenticate a causa dello scandalo rifiuti, attraverso il manifesto che potete ammirare in questo post.
Questo spot sarà presente in tutto il nord Italia e nei principali aeroporti internazionali. All'estero può avere ancora un senso, perchè la stampa straniera ha avuto buon gioco nel far vedere l'immagine (e solo quella) peggiore possibile del nostro Paese.
Ma in Italia che senso può avere promuovere un capoluogo di regione rievocando l'immondizia in una fase in cui la stampa, l'attualità, la politica stanno pensando a tutt'altro?
Noi non campani ce ne stavamo (quasi) dimenticando...
A questo spot ben poco efficace rispondo con MariaDiDonnainarteMeg, la protagonista in musica del mio shuffle di questi giorni. Un album ostico e non del tutto riuscito, ma capace comunque di emozionare.
Se devo pensare a Napoli, preferisco farlo con le sue parole.
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
sanguina come vena aperta
Napoli città aperta
Con Meg mi congedo, da Meg riparto.
mercoledì, maggio 07, 2008
stelle polari (3)
Io ho votato il PD come chi vota un progetto futuro, che in quanto progetto futuro non è ancora pronto per l'Italia e l'Italia non è pronta per lui. Il futuro, in genere, arriverà.
(Lorenzo Cherubini)
Sarà questa evidente, ribadita distanza dalla politica, che poi significa distanza dalla polemica, dal combattimento sui gesti piccoli, quotidiani, dal desiderio di provare qualcosa di concreto immaginando che ciascuno faccia altrettanto. Pensieri e convinzioni; relazioni e utopie.
(Giorgio Terruzzi)
Gli uomini passano tutta la vita a guardare le donne e le donne passano tutta la vita a guardarsi.
(Osvaldo Soriano)
lunedì, maggio 05, 2008
Da duni a duni
e lasci dove puoi le tue promesse
tu non ti accorgi che stai anche fingendo
ma ascolti quelli che ti stanno accanto
corri
smuovi il vento
corri sul cemento
preferisci l'incremento
e non plachi mai ciò che ti stanca
non stupire se ti manca
l'allegria che avevi un tempo
tu non sai dare al mondo una carezza
ma speri che pagare ti compensa
tu siedi unicamente in prima fila
manipolando chi credi ti ammira
sino all'ultimo respiro
correrai, sì, correrai
ciò che hai avuto e non hai dato
non saprai
non capirai
Bè, dopo essere arrivato al punto di darmi addosso così ferocemente sul mio modo di vivere, e quindi di essere, direi che sono proprio arrivato alla chiusura del cerchio.
Bene così.
(La cosa da ridere è che sto pure ballando per casa!)
è tutta colpa dei rumeni
Un giovane ha confessato di essere uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di 19 anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso "piena confessione". E' un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.L'avvocato del diciannovenne parla di una lite degenerata e sostiene che il suo assistito, che frequenta il liceo classico, non intendeva uccidere. Il legale aggiunge anche che il padre e la madre del giovane "sono distrutti da una situazione spaventosa".
Sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. "Sono realista non voglio illudermi - dice il padre - "i medici dicono che c'è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare". Secondo fonti sanitarie, domattina inizierà il periodo di osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale. Se non dovesse farcela, chi lo ha picchiato potrebbe essere accusato di omicidio volontario o preterintezionale.
La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all'estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.
E' stato proprio indagando su "ambienti politicizzati" della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell'ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio.
Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l'associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all'episodio. "Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda" ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. "I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova". Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, "prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili".
Anche il "Veneto Fronte Skinheads" nega di essere coinvolto. "Il ragazzo - afferma il presidente Giordano Caracino - dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento". "Noi - aggiunge - prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto".
(fonte: repubblica.it, eccetto la foto, per cui mi assumo tutte le responsabilità)
domenica, maggio 04, 2008
una settimana semplicemente illuminante
in un istante tutto può accadere
in un attimo solo tutto può cambiare
passami le sneakers
meglio scappare.
fammi sentire distante
da ciò che più a cuore mi sta
Non posso più.
non posso avere 20 anni e contemporaneamente 30
non posso fare 4 lavori ed andare a dormire alle 4
non posso essere mondano e asociale
non posso essere pensatore e impulsivo
non posso essere amante e marito
non posso piacere alle madri e insieme alle figlie
non posso conoscere 400 persone senza conoscerne nessuna
non posso essere indispensabile per tutti ma indispensabile per nessuno
non posso essere stanco e infaticabile
non posso essere cinico e innamorato della vita
non posso essere disilluso e idealista
non posso amare le donne e ignorarle
non posso essere di sinistra e di estrema sinistra
non posso avere la faccia da bravo ragazzo ed essere cattivo
E se io sparissi adesso?
di professori pazzi che nessuno ascolterebbe
perché ormai si sono persi
In tutte quelle cose che non hanno un senso ed è li che cresce
la voglia di rimanere soli
di comperare un frigo nuovo
di fare un figlio avere una famiglia
di andare in Costa Rica e ritornare ancora
soltanto per vedere se le cose vanno avanti
senza di noi
la voglia di avere ammiratori
di attraversare il mare su una tavola
di stringere amicizie coi peggiori
che ci sentiamo immuni da quello che c’è fuori
vedere se le cose vanno avanti in questa voglia
di fare coppia fissa di muovere le cose
contare i passi e fondamentalmente borbottare
su quello che succede
In un mondo che non ha sorprese è lecito
dover improvvisare
il sabato del villaggio
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
sabato, maggio 03, 2008
redback
col kebab a bari ti rendi giudicabile
y scrive:
ti penserò
x scrive:
io penso di mangiarlo attorno alle 3
