lunedì, dicembre 24, 2007

co' sang



Doveva essere il primo concerto della mia vita con mia sorella. Mia sorella che si è appassionata al rap seguendomi, ma ha preso la sbandata molto più di me. Per fortuna non ascolta merdate.

I Co'Sang suonano all'1 e quindi i progetti di una 15enne alle porte delle vacanze di natale saltano.

Io ci sono. Provo a seguire questo dialetto napoletano stretto ma non ci riesco. Mi riprometto di sapere tutto di loro.
Più li ascolto più capisco che sono sinceri. Che il rap è una forma disperata d'espressione, non una scelta estetica. Che loro le cose che raccontano le hanno viste davvero.
Sorridono al pubblico, sembrano quasi fare un sospiro di sollievo ogni volta che finiscono un pezzo in cui raccontano del loro passato. Pensando che, appunto, è passato.

I Co'sang si confermano la migliore formazione rap italiana, l'unica forse credibile.
Scomodo più che volentieri il nome dei Public Enemy per dire la prima cosa che mi viene in mente ascoltandoli.

I Club Dogo sono bravi ma fanno sorridere.
Fibra fa un percorso alla De Andrè, ovviamente contemporaneo. Con tutte le blasfemie insite nel paragone.

La mia cena del 24 non ci sarà, perchè il padrone di casa ci ha lasciato a 50 anni qualche mese fa, lasciando vuoti incolmabili. Una tradizione lunga 23 (e forse più) anni si deve interrompere. Perciò per me ora è lungo tragitto verso la festa di stanotte. Credo lavorerò, uscirò, farò qualcosa di utile, mentre tutti gli altri si divertono.

Leggo da mezzora i testi dei Co'sang. So di aver provato quasi nulla in confronto a quello che raccontano, ma un pò di vita di ghetto l'ho fatta pure io, c'è gente con cui da piccolo giocavo a pallone che è stata uccisa per strada, altri spacciano, altri sono distrutti dalle droghe.
Vita vera.
Ho trovato i loro testi, tradotti in italiano. Devo rinunciare a qualcosa in quanto a forza espressiva, ma ne guadagno in quanto a comprensibilità.

Date una possibilità ai Co'Sang, scaricatevi il loro album (o compratelo, sarebbe preferibile, anche se in effetti dovrei dare il buon esempio prima di avventurarmi in consigli morali) e leggetevi le traduzioni, tanto su Internet si trovano. Vi tiro via qualche estratto.

Me ne passa per il cazzo delle classifiche, degli sbirri,
dei tossici razzisti come Vasco Rossi
Scoppio addosso a loro, poi mi diverto
Papà non sta nell’ assemblea della società
italiana autori editori
Fai il dito medio nelle fotografie
Sei uno duro ma non calcoli le conseguenze
Qui giù lo sport è uccidere
Pensalo prima di scrivere le cacate che canti

Aveva detto alla mamma che tornava presto
ma non sapeva che in bocca col freddo del ferro
si gelano i denti

fuori le macchine fumando sopra i cofani
prima di lavorare il microfono
le cose grandi a chi ci prova
le troie a chi se le trova
la moglie spende e si pompa il ragazzo che vende
nel rione e non sai chi e' vero
ti offro un taglio dal barbiere e poi ti rubo
trema mentre stringe il ferro in testa tiene l'ombra
fratelli contro fratelli
mettiti pure una mano in fronte
ma l'altra la devi alzare

E’ meglio niente insieme, che essere ricco solo
Gli occhi mezzi chiusi - fu allora -
Questo treno che ci passa sulla testa, i soldi nei poker
Fa freddo alle mani di sera - fu allora -
Perplessi i professori, la vita negli studi
Signore aiutaci qui fuori - fu allora -
Dimentichi chi eri ieri, l’ispirazione è persa
Ti senti prigioniero -fu allora -

chi vede la verità lontano dal lusso
e trova la forza nello stress

Questa ora è per chi non crede
Che ogni quartiere qui è una storia vera
Passioni e galera
Nessuno più spera nella giustizia e nelle toghe nere
Ci resta fare i seri
Fin quando non vai in cielo

e ho fuori da questi occhi un viaggio assurdo negli eccessi
correvo dietro a palloni che ora sono Rolex
le cose cambiano, il vento fa volare lacrime
le persiane s’abbassano ma da dietro gli occhi ti guardano
e il rione sa già chi morirà
e fuori pensano ancora che a sbagliare siano loro
mi chiedo se il denaro possa spegnere questa rabbia che ho


Voglio girare il mondo…
Con i piedi? O con le tue parole?
Vedere, chi muore per me…

“Se stringi la pistola non cadrai”
nessuno lo ha mai creduto

Amami e dammi il bene quando non lo merito, in quel momento ne avrò bisogno
l’ho appreso nelle pietre e non lo dimentico
mantengo la penna, per me è una scommessa

Il mio destino è morire nella strada come un cane

E’ la roba vera, rabbia e litigi
Quella che ti fa estrarre il coltello nella confusione
Sei pregiudicato o incensurato non ha importanza
I ragazzi lo vogliono sempre, non è mai abbastanza

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Serata piaciuta dal suo inizio ed a partire da chi ha preceduto i Cò sang.

Ero lì incuriosita e diciamolo, abbastanza basita.
Sono rimasta affascinata,
grazie per avermi detto di venirci.

Vedere le tue espressioni, uno spasso.
Te che ti lasci fare il fiocco poi, non ha prezzo,
con Mastercard.

duni ha detto...

un applauso a Fabio Mele, che è stato davvero bravissimo.

p.s. sto fatto del fiocco è davvero un'onta gravissima...:)

Anonimo ha detto...

Quoto l'applauso, per il resto sono FIERA di me.

Comunque sì assurd... ti mando msg dal significato troppo :D profondo ed allegoria aulica, e tu come rispondi? Ottimo :D, mocc a te ;)

mario -Mr President- ha detto...

"Più li ascolto più capisco che sono sinceri. Che il rap è una forma disperata d'espressione, non una scelta estetica. Che loro le cose che raccontano le hanno viste davvero."

mio stessoidenticouguale pensiero mentre li guardavo/ascoltavo, specie paragonandoli a qualche "bimbetto" che li ha preceduti (non tutti, assolutamente).