lunedì, dicembre 24, 2007
caro babbo natale...
Per la serie: basta una domanda a mandarti in crisi.
Approfitto per scriverti una lettera con le mie speranze, perchè chiederti regali legati a sogni, obiettivi, piuttosto che a robe materiali è una cosa concreta e inutile.
Cosa vorrei per Natale? O meglio, cosa vorrei per il 2008?
Tantissime cose, facciamo un ordine di priorità.
Su tutti mi piacerebbe avere la forza (economica, il coraggio e la voglia ci sono già) di andarmene di casa. Se avessi un reddito sufficiente, anche accollarmi un piccolo mutuo e comprarmi un monolocale. Vivere da solo o con un amico. Di donne con cui convivere, non ce n'è, ed è comunque ancora presto.
Uscito di casa, mi farei quel benedetto piercing e la mia vita sarà finalmente cambiata.
Vorrei vedere crescere quei fiori che nel 2007 hanno visto una costante, talvolta difficile e talvolta esaltante semina.
Raccoglierò il fiore Università, chiudendola con un percorso netto, ma non privo di insidie.
Raccoglierò il fiore Master, sperando che la Regione lo renda un percorso netto per me e per la mia famiglia.
Spero di raccogliere il fiore Radio, magari anche con un contrattino che avrà un significato preciso: sei bravo, sei abbastanza bravo perchè questo possa diventare il lavoro della tua vita.
Spero di accrescere ancora la mia formazione, continuare a lavorare con gente fantastica, con sempre maggiori responsabilità. Vorrei che quell'incarico che sembra mi affideranno diventi realtà e con questo possa almeno provare, nel mio piccolo, a cambiare l'inerzia politica del nostro paese.
Vorrei iniziare a scrivere sul serio di musica, fare il salto di qualità. L'esperienza con Coolclub è da considerarsi esaurita. Loro hanno intrapreso altre strade, sono bravi, anche avrebbero potuto gestire meglio la collaborazione con me. La distanza fisica in questo caso non ci ha aiutato. Devo decidere su che ambiti giocarmela. Rolling Stone per ora non mi ha risposto. Ma non è certo Rolling Stone il posto su cui vorrei scrivere.
Vorrei vedere la Bari in mano ai Baresi.
Se la vita mi imporrà di lasciare Bari, anche solo per un periodo, credo che sarà il momento giusto per iniziare a scrivere un libro, un saggio, un racconto. A provarci.
I segnali ci sono, sono positivi. Non so da dove iniziare,
a quanto pare sarà quello il passaggio più complicato.
E anche se fossi a Bari, vorrei comunque averne il tempo.
Vorrei avere il tempo per diventare un discreto dj e far ballare più gente possibile.
Vorrei poter tornare a investire in qualcuno. Il sesso (inteso come genere) non importa. Ma nemmeno il sesso inteso come attività piacevolmente fisica è così decisivo.
Ci vorrebbe una grande amicizia, visto che un pò di gente mi ha (ingiustamente??) voltato le spalle e io, contestualmente, sono diventato più esigente, a livelli quasi patologici di rigidità.
Per il grande amore sono sinceramente impreparato, troppa è ancora la sfiducia nel prossimo e sono preso dalla ricerca della realizzazione personale (perchè mi sembra l'unica cosa giusta da fare, dopo ciò che la vita privata mi ha regalato negli ultimi 5 anni)
per poter amare compiutamente qualcuno.
Quindi per il 2008 vorrei essere almeno pronto, pronto per il grande salto di qualità nella vita privata. Già sarebbe più che sufficiente. Poi, come sempre, in queste cose non c'è mai preavviso della rivoluzione.
Se arriva.
Ecco, il 2008 è l'anno in cui è necessario il salto di qualità. Se fra 12 mesi non avrò fatto sostanziali passi in avanti, sarà stato un anno fallimentare.
Ma, sotto sotto, in silenzio, sono ottimista.
auguri a tutti. Babbo Natale, non ti far tignare dai soldi della Coca-Cola.
co' sang
Doveva essere il primo concerto della mia vita con mia sorella. Mia sorella che si è appassionata al rap seguendomi, ma ha preso la sbandata molto più di me. Per fortuna non ascolta merdate.
I Co'Sang suonano all'1 e quindi i progetti di una 15enne alle porte delle vacanze di natale saltano.
Io ci sono. Provo a seguire questo dialetto napoletano stretto ma non ci riesco. Mi riprometto di sapere tutto di loro.
Più li ascolto più capisco che sono sinceri. Che il rap è una forma disperata d'espressione, non una scelta estetica. Che loro le cose che raccontano le hanno viste davvero.
Sorridono al pubblico, sembrano quasi fare un sospiro di sollievo ogni volta che finiscono un pezzo in cui raccontano del loro passato. Pensando che, appunto, è passato.
I Co'sang si confermano la migliore formazione rap italiana, l'unica forse credibile.
Scomodo più che volentieri il nome dei Public Enemy per dire la prima cosa che mi viene in mente ascoltandoli.
I Club Dogo sono bravi ma fanno sorridere.
Fibra fa un percorso alla De Andrè, ovviamente contemporaneo. Con tutte le blasfemie insite nel paragone.
La mia cena del 24 non ci sarà, perchè il padrone di casa ci ha lasciato a 50 anni qualche mese fa, lasciando vuoti incolmabili. Una tradizione lunga 23 (e forse più) anni si deve interrompere. Perciò per me ora è lungo tragitto verso la festa di stanotte. Credo lavorerò, uscirò, farò qualcosa di utile, mentre tutti gli altri si divertono.
Leggo da mezzora i testi dei Co'sang. So di aver provato quasi nulla in confronto a quello che raccontano, ma un pò di vita di ghetto l'ho fatta pure io, c'è gente con cui da piccolo giocavo a pallone che è stata uccisa per strada, altri spacciano, altri sono distrutti dalle droghe.
Vita vera.
Ho trovato i loro testi, tradotti in italiano. Devo rinunciare a qualcosa in quanto a forza espressiva, ma ne guadagno in quanto a comprensibilità.
Date una possibilità ai Co'Sang, scaricatevi il loro album (o compratelo, sarebbe preferibile, anche se in effetti dovrei dare il buon esempio prima di avventurarmi in consigli morali) e leggetevi le traduzioni, tanto su Internet si trovano. Vi tiro via qualche estratto.
Me ne passa per il cazzo delle classifiche, degli sbirri,
dei tossici razzisti come Vasco Rossi
Scoppio addosso a loro, poi mi diverto
Papà non sta nell’ assemblea della società
italiana autori editori
Fai il dito medio nelle fotografie
Sei uno duro ma non calcoli le conseguenze
Qui giù lo sport è uccidere
Pensalo prima di scrivere le cacate che canti
Aveva detto alla mamma che tornava presto
ma non sapeva che in bocca col freddo del ferro
si gelano i denti
fuori le macchine fumando sopra i cofani
prima di lavorare il microfono
le cose grandi a chi ci prova
le troie a chi se le trova
la moglie spende e si pompa il ragazzo che vende
nel rione e non sai chi e' vero
ti offro un taglio dal barbiere e poi ti rubo
trema mentre stringe il ferro in testa tiene l'ombra
fratelli contro fratelli
mettiti pure una mano in fronte
ma l'altra la devi alzare
E’ meglio niente insieme, che essere ricco solo
Gli occhi mezzi chiusi - fu allora -
Questo treno che ci passa sulla testa, i soldi nei poker
Fa freddo alle mani di sera - fu allora -
Perplessi i professori, la vita negli studi
Signore aiutaci qui fuori - fu allora -
Dimentichi chi eri ieri, l’ispirazione è persa
Ti senti prigioniero -fu allora -
chi vede la verità lontano dal lusso
e trova la forza nello stress
Questa ora è per chi non crede
Che ogni quartiere qui è una storia vera
Passioni e galera
Nessuno più spera nella giustizia e nelle toghe nere
Ci resta fare i seri
Fin quando non vai in cielo
e ho fuori da questi occhi un viaggio assurdo negli eccessi
correvo dietro a palloni che ora sono Rolex
le cose cambiano, il vento fa volare lacrime
le persiane s’abbassano ma da dietro gli occhi ti guardano
e il rione sa già chi morirà
e fuori pensano ancora che a sbagliare siano loro
mi chiedo se il denaro possa spegnere questa rabbia che ho
Voglio girare il mondo…
Con i piedi? O con le tue parole?
Vedere, chi muore per me…
“Se stringi la pistola non cadrai”
nessuno lo ha mai creduto
Amami e dammi il bene quando non lo merito, in quel momento ne avrò bisogno
l’ho appreso nelle pietre e non lo dimentico
mantengo la penna, per me è una scommessa
Il mio destino è morire nella strada come un cane
E’ la roba vera, rabbia e litigi
Quella che ti fa estrarre il coltello nella confusione
Sei pregiudicato o incensurato non ha importanza
I ragazzi lo vogliono sempre, non è mai abbastanza
domenica, dicembre 23, 2007
web 3.0

Dio salvi internet e chi se ne serve. Invocazione appropriata visto che si parla di Sua Altezza Reale Elisabetta d'Inghilterra, che ha deciso di imprimere una svolta web al cerimoniale di Casa Reale. Per la prima volta, il tradizionale messaggio di Natale sarà diffuso su YouTube. L'appuntamento è per le 15 del 25 dicembre ma non in un luogo X del mega portale video di Google, bensì all'interno del neonato Royal Channel, "The Official Channel of the British Monarchy", insomma un canale speciale accessibile sulla piattaforma online e tutto dedicato alla famiglia reale (anche se in realtà ne esiste già uno ufficiale). "Con questa innovazione - dice un portavoce di Buckingham Palace - i suoi auguri natalizi raggiungeranno più facilmente i giovani e anche gli altri Paesi".
Foto d'archivio, o anche più recenti, dei membri della famiglia, video come quello dell'incoronazione di Elisabetta, o quello dei funerali di suo padre re Giorgio VI, o la visita della regina Alexandra ai venditori di rose nel 1917 sono i pezzi forti del Royal Channel. Ma ci sono anche video recenti, come "Un giorno nella vita del principe di Galles", girato nel settembre del 2006, Carlo che saluta i sudditi bambini, parla al telefono nel suo studio, partecipa a incontri ufficiali in compagnia di Camilla. In attesa di quello del 2007, è possibile vedere il primo messaggio di auguri natalizi di una giovane Elisabetta, in onda nel 1957.
"La regina è sempre stata per conscia del fatto che, per mantenere il contatto con la gente, è necessario stare al passo dei tempi e dei mezzi di comunicazione più adeguati", ha fatto sapere un portavoce di Buckingham Palace. Che ha detto però una mezza bugia, perché Elisabetta sarà pure conscia ma solo due anni fa, quando conferì un'onoreficenza a Bill Gates, Sua Maestà confessò di non aver mai usato un computer. In questi due anni, evidentemente, qualcuno deve averla convinta di come internet possa rappresentare un efficace strumento di promozione per la monarchia, soprattutto per la sua capacità di raggiungere una global audience di giovani e giovanissimi.
Dopo la confessione davanti a Bill Gates, è stato tutto un susseguirsi di gadget. Adesso possiede un cellulare, un BlackBerry (del quale ha obbligato a munirsi anche tutti i suoi più stretti collaboratori), lo scorso anno il principe William le ha regalato un iPod da 6 giga e infine ha imparato a usare la posta elettronica, liberandosi finalmente dall'impaccio di chiedere sempre a qualcuno che lo facesse per lei. Ora, il progetto su YouTube, al quale pare tenesse moltissimo, tanto da - dicono - aver verificato personalmente tutti i contenuti del sito per sei mesi prima del debutto.
Ironia della sorte, il testo del messaggio di Natale del 1957, al momento in apertura della homepage del Royal Channel, era dedicato anche alla tecnologia, e potrebbe essere agevolmente applicato ai giorni nostri, soprattutto quando la regina dice (riferendosi alla tv): "Spero vivamente che questo nuovo mezzo possa rendere il mio messaggio di Natale più personale e diretto. Il fatto che alcuni di voi possano vedermi, è solo un altro esempio della velocità con lui le cose, nel mondo, stanno cambiando".
fonte: repubblica.it
23 dicembre
Ora, è da capire se sono finalmente uscito dal sistema consumistico che prevede che dobbiamo lamentarci 11 mesi l'anno perchè non si arriva alla fine del mese, salvo poi fare mezzora di coda da Vuitton
oppure semplicemente non ci sono persone, contesti, situazioni che mi inducono a fare regali e inducono altri a farne a me.
Ai poster (sicuramente molto più saggi dei posterI) l'ardua sentenza.
sabato, dicembre 22, 2007
tudù - la festa di proforma
2. continuare a mettere Emiliano nelle condizioni di dirmi quello che mi ha detto oggi, il primo giorno io accanto a lui, abbracciati, scandale-lo-sa
3. continuare ad andare girando con pale rotanti con cartelli con su una A rossa. La gente mi guardava.Davvero.
4.indurre insospettabili miei fan 35enni, già ampiamente emozionanti in quanto fan,ma con un volere recondito e confessabile solo da alticci a fine festa riuscita e mentre al freddo e al gelo ci andiamo ritirando, semplicemente a scrivere un cazzo di commento su questo blog da 80 visite al giorno, visite ben circostanziate attorno a un discorso di comunità continua e cogente.
5. recuperare le foto di Pia Livia. Ero bellissimo. E sapete quanto sia difficile ciò.
venerdì, dicembre 21, 2007
chiara lo sapeva

Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi, la ventiseienne massacrata nella sua villa a Garlasco il 13 agosto scorso, è finito nei guai per una nuova vicenda che non è escluso possa peggiorare la sua situazione anche nell'ambito dell'inchiesta per omicidio. Da pochi giorni lo studente risulta indagato per i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. A contestargli il nuovo capo d'imputazione è stato ieri la pm di Vigevano Rosa Muscio che ha convocato lo studente in Procura per ascoltarlo in presenza dei suoi legali, il professore Angelo Giarda, e l'avvocato Giuseppe Colli. Secondo l'accusa Alberto Stasi avrebbe divulgato su internet alcuni filmati che ritraevano minorenni nudi o in atti sessuali; l'altro reato invece si riferisce alla esclusiva detenzione di immagini e filmati pedopornografici sul suo pc. Una volta comparso davanti al pubblico ministero, il giovane ha scelto però di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Tutte da valutare, come detto, le ripercussioni di questa indagine su quella che vede Stasi indagato per l'omicidio di Chiara. Secondo alcune indiscrezioni, gli inquirenti al lavoro sul delitto di Garlasco sono convinti che le due vicende siano collegate e che la detenzione di questo materiale compromettente, una volta scoperto dalla fidanzata, possa essere stato il movente dell'omicidio.
giovedì, dicembre 20, 2007
se continuate a votare berlusconi dopo questa, io me ne vado dall'italia

http://espresso.repubblica.it/multimedia/1471644
avrei voluto pubblicare la telefonata direttamente sul blog, ma non è possibile.
Estratti ragionati:
Legenda: P = Berlusconi S = Saccà (ex direttore generale RAI durante il governo Berlusconi, ora presidente di Rai Fiction autosospesosi una settimana fa dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche)
P: io qualche volta di donne ... e ti chiedo ... perchè ..
S: si, ... ma mai ...
P: ... per sollevare il morale del capo .. (ridendo)
---
P: .. lunedi che ci mettiamo daccordo, vabbene. Senti, tu mi puoi fare ricevere due persone ...
S: assolutamente...
P: .. perchè io sono veramente dilaniato dalle richieste di coso ....
S: assolutamente ..
P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) .... S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ...
S: capito tutto ...
P: eh .. questa Evelina Manna può essere .. perchè mi è stata richiesta da qualcuno ... con cui sto trattando ...
La replica del povero Silvio:
"Un attacco criminale alla privacy". E' furiosa la reazione di Silvio Berlusconi dopo la pubblicazione su Repubblica.it del colloquio telefonico ottenuto dall'Espresso con il responsabile di Rai Fiction Saccà. Non ci sta il Cavaliere e reagisce. Attaccando frontalmente: "Sono stato esposto al pubblico ludibrio senza motivo. Non c'è niente di preoccupante, salvo il fatto che siamo in un paese in cui non c'è più libertà".
Poi l'affondo del Cavaliere si sposta contro la Rai e i raccomandati del servizio pubblico. Proprio lui che nella telefonata con Saccà "suggerisce" il nome di alcune avvenenti attrici. Una in particolare che il Cavaliere lega ad un senatore della maggioranza che Berlusconi cerca di convincere a cambiare schieramento.
Ma non è questo il problema. Semmai il fatto che "in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. Non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato".
"Io - continua il Cavaliere - ho fatto diversi interventi solo per segnalare personaggi che non sono di sinistra e che sono stati messi completamente da parte in Rai".
Nel frattempo gli avvocati di Berlusconi hanno presentato un esposto al garante per violazione della privacy.
fonti: repubblica.it
espresso.it
undecalogo (tuttoattaccato)
a) richieste di interpretazione di sogni
b) richieste di massime su come vivere
c) richieste di comprensione oltre la normale capacità (e voglia) di un qualsiasi altro essere umano d) "ho paura di parlarti perchè mi analizzi"
e) "sarò il tuo primo cliente"
f) "ma è vero che...." come fossi Piero Angela, Cecchi Paone prima che diventasse frocio o Raffaele Morelli, disgrazia del mio ambito disciplinare a livello accademico..
mercoledì, dicembre 19, 2007
non è vero niente

Lo chiamano direttore, ancora direttore. E' indagato per associazione a delinquere e frode sportiva, minacce e illecita concorrenza. In due procure diverse. Ed è stato squalificato per cinque anni dal calcio italiano. Niente. Il calcio italiano, un pezzo probabilmente irrecuperabile ma sicuramente importante, chiama ancora Luciano Moggi, ne ascolta i suggerimenti, gli fa relazioni su giovani talenti da smistare a squadre amiche. E torna a brigare con lui, non ha mai smesso. Lo dicono le 409 pagine di informativa dei carabinieri che hanno riaperto un istante prima del processo la Calciopoli 2.
Rino Foschi, direttore sportivo del Palermo, non si fa scrupolo di insultare il suo presidente ("non sa quel che dice poverino") e il compagno di lavoro ("Sagramola e un def... non pericoloso") pur di difendere Moggi. "Sei l'unica persona innocente". I peggiori, secondo Foschi, sono ancora sul trono: "Galliani, Carraro, Petrucci, Agnolin", li elenca. "Poi ti vengo a fare compagnia in spiaggia, ma prima faccio nomi e cognomi a reti unificate...".
Moggi non può fare a meno di questo mondo, e continua a telefonare. Il vero disastro è che il calcio gli dà retta, audience, un ruolo. "Io ti vengo dietro Luciano, a costo di farlo solo con te, sono tuo", gli dice Riccardo Calleri, uomo della Gea del figlio Alessandro. E se Foschi è pronto a tradire Zamparini per fare posto a Flavio Briatore - "tranquillo, vuole vendere, lo spinge la moglie e poi per due anni sarà occupato a costruire in centro che gli han dato il via libera" -, Aldo Spinelli, nave scuola dei presidenti, risponde candido a Moggi: "Io non voglio Briatore, voglio te". Poi lo incontra a Genova.
Alessio Secco, l'uomo che avrebbe dovuto sancire la rottura della nuova Juventus con la vecchia Triade, risponde sull'attenti all'appuntamento fissato da Moggi. Urbano Cairo, presidente berlusconiano del Torino, ci va prendere il caffè. Moggi nel tentativo di ricostruire una "cupoletta" resuscita degli autentici cadaveri calcistici: l'ex presidente di federazione Innocenzo Mazzini, quello che prometteva arbitri a Lotito, il Meani che otteneva arbitri per conto del Milan, il Lucchesi che oggi sverna ad Avellino covando il suo rancore contro Franco Baldini.
Al Genoa l'uomo di Moggi è Stefano Capozucca: fece precipitare la squadra in C grazie alla valigetta in contanti "per Maldonado", ma Enrico Preziosi non intende liberarsene. Moggi ordina: "Mi servono quattro biglietti di tribuna d'onore". Capozucca esegue: "Te li faccio dare da Enrico". Poi gli spiffera le iniziative del vice Pastorello, nemico di entrambi: "Ha preso Di Vaio perché il procuratore è suo figlio e ora caccia Gauccino".
L'ex dg della Juve passa con conosciuta nonchalance dalla serie D del sodale Punghellini agli affari con il procuratore Petricca, fino al boicottaggio del gran nemico Galliani. Sembra preoccupato per la campagna acquisti fallimentare del Milan: Grimi, Olivera, "ora anche Ronaldo" e si premura di farlo sapere "al capo, io stasera gli parlo". Sembra Berlusconi, come poi riferirà Moggi all'ultimo giornalista al guinzaglio: "Stanno facendo una grandine di cazzate da paura, incompetenti. Sai, gli ho parlato. Non vorrei che se poi non vanno in Coppa dei campioni se la prendono con me". Moggi esulta delle disgrazie altrui: "E' grande, Galliani e Moratti indagati per doping amministrativo". Poi si adopera con il Messina per fermare il passaggio al Milan del portiere Storari.
I carabinieri del nucleo operativo di Roma spiegano così la nuova rete d'affari: "Luciano Moggi ha continuato a esercitare influenza su certi settori del mondo del calcio mantenendo attivi i propri interessi attraverso dirigenti di società e operatori del mercato". Con loro lui millanta come sempre: "Ho conosciuto il presidente del Senegal... Volevo dire presidente della federazione". E ancora: "L'arbitro ha cancellato la mia squalifica". No, sono sempre cinque anni.
martedì, dicembre 18, 2007
wysiwyg
sto facendo spesso autocritica in questo periodo, lo avrete notato leggendomi.
Ciò, se da un lato depone a mio favore perchè ho il coraggio di esplorare e verbalizzare i miei limiti, dall'altro lato fa capire che c'era molto da criticare, visto che c'è stato molto da autocriticare.
Nelle ultime 48 ore ho finalmente fatto mio un concetto fondamentale. Tutto è nato da una conversazione durissima con Angela (hai visto, ci hai messo poco per conquistarti la citazione in un mio post, come poteva essere altrimenti) che mi ha definitivamente aperto gli occhi su una verità sacrosanta.
Ciurlando nel manico, sparando un pò nel mucchio, ha però colpito in pieno un paio di volte.
Questa è la sentenza:
What You See Is What You Get.
Ciò che vedi è che ciò che hai.
Di me, ciò che faccio vedere è ciò che sono, per gli altri.
La differenza tra essere e apparire è un problema che nasce nella notte dei tempi ed assume connotazioni ben più drammatiche con i nuovi media testuali. MSN, per fare un esempio facile. Oltre ad aver fatto molto bene, quanti danni ha fatto MSN?
Tantissimi.
Come tutti gli strumenti, basta non saperlo usare o usarlo impropriamente per generare incomprensioni resistenti a qualsiasi tentativo di chiarimento.
Il grave, imperdonabile errore che mi sono permesso il lusso di fare è di pensare che, siccome mi chiamano "esperto" di questa retorica comunicativa, tra studi e anni di esperienza pratica, protagonisti e protagoniste di chattate storiche, un campionario di casi umani, allora io sono più furbo degli altri.
Posso usare liberamente sproloqui, doppi sensi, prendere in giro, e la gente mi capirà sempre. Capirà che sto esagerando, capirà che ci tengo in un certo modo e non in un altro.
Cazzate. La gente fraintende.
Spesso vuole fraintendere per creare il caso, per dire che ciò che uno prova, in realtà lo prova l'altro, è colpa sua.
Questo però non mi esime dalle mie responsabilità. Chissà quante ottime occasioni per starmi zitto mi son passate davanti...
Vorrei mettere un punto su questa storia, perchè sono finalmente sceso sulla terra e voglio far combaciare perfettamente ciò che sono online con ciò che sono offline.
A tutti quelli che non mi capiscono, che non mi vogliono capire, a cui conviene non capirmi, cito Freud, "iochessòpsicologo". Nella sua teoria psicanalitica classica esiste uno dei meccanismi difensivi (avete letto bene l'aggettivo), uno dei più diffusi. Si chiama sublimazione:
I meccanismi difensivi dell'Io, nel tentativo di sfuggire a stati d'animo penosi, solitamente negano o proiettano o rimuovono l'affetto legato alle pulsioni.
Questo meccanismo è tanto più verosimilmente presente quanto più tempo si ha per spostare le pulsioni.
Va da sè che un qualsiasi media testuale facilita questo processo perchè il ritmo della conversazione è più lento, si ragiona di più, non si sente il tono della voce, si interpreta, si gira, si rigira a proprio piacimento, sopratutto le cose dette non volano perchè non sono semplicemente dette, ma scritte.
Detto questo, e consapevole che devo parlare con un pubblico che deve comprendermi, e anche per perseguire la mia strada, ovvero quella di non generare più comportamenti che possono dar adito a diffondere idee di me che non coincidono con la realtà (anche perchè conviene prima di tutto a me che mi "venda" semplicemente per quello che sono), vi offro un decalogo su chi sono e perchè mi comporto in determinate maniere.
1. Se vi sembro molto più disinvolto su Internet che nella vita reale, è perchè è vero. Sono insicuro, timido. Internet mi aiuta. Su questo c'è chi ha ragione da sempre, senza entrare nel merito dei motivi per cui la gente giudica.
2. Dal vivo vi sembro altero? Sono solo molto timido. Spesso non vi parlo non perchè non ne abbia voglia, ma perchè davvero non mi sento in grado. Lo so che è strano, ma è così. Parlo solo per dire cose che sento fortemente.
3. Vi sembro arrogante perchè decido a priori di comportarmi sulla base di ciò che mi aspetto dal comportamento altrui? E' semplicemente perchè ci prendo nell'85% dei casi. E una minima infarinatura mi insegna che un coefficiente di attendibilità di .85 in un test psicologico lo rende ottimo. (probabilmente dopo questa risposta vi sembrerò ancora più arrogante, la verità è che ho grande fiducia nelle mie doti interpretative, ovvero nel saper leggere tra le righe).
4. se tento con insistenza di recuperare un rapporto con una mia ex o con una persona con cui ho condiviso un letto, non vuol dire che me la voglia ri-scopare di nuovo, ma che mi sembra al limite dell'irrazionalità animale far finta che due persone che sono state nello stesso letto per molto tempo, mentre uno chiama gli amici per organizzare il basket e l'altra dice al zito che esce fra 10 minuti perchè è arrivato il postino, non si conoscano.
e se decidi che non devo rientrarci più, non perchè tu non lo voglia ma perchè "sto cercando di trovare un equilibrio", il che parafrasato vuol dire che se rientro, l'equilibrio se ne va a puttane, io sono uscito definitivamente, davvero. Non è che alla prima conoscenza comune dici quello che ti conviene dire, il 10% del tutto, ovviamente distorto a tuo piacimento.
5. Se il fatto che mando a fanculo delle autorità vi causa prurito, non datemi del sovversivo, della scheggia impazzita o qualsiasi altro epiteto negativo, argomentando questa teoria con prove del tipo che mi metto le scarpe da ginnastica, ho un giubbotto abbastanza bizzarro e una sciarpa lunga, solo perchè voi non avete il coraggio di muovervi dal conformismo.
6. Quando parlo con una persona, sto parlando SOLO con quella persona. La persona mia interloutrice è perciò pregata di non creare (o di non permettere la creazione) di giurie di qualità, con tanto di deontologie morali e voto con le palette. Amici/che frustrati/e che vorrebbero stare al posto di quelli a cui consigliano, comunque sia, di lasciar perdere. "Perchè quello è uno stronzo", risposta standard.
7. Ho smesso di sparlare diversi anni fa. Mi chiamavano CIA, a ragione. Ora ho smesso. Quindi quando non sapete a chi scaricare le colpe di mezze verità o ipocrisie, depennate il mio nome.
8. Se certe volte scrivo sms con poco costrutto, del tipo "bella vita" o "stai bene tu", spesso accade perchè ho gli sms gratis, non perchè voglia scopare/cercare compagnia/chiedere favori.
9. Se mi interesso delle attività sessuali delle donne con cui mi relaziono, non necessariamente significa che voglia far parte di quelle attività, anche quando provoco apertamente. La mia vita è come mi comporto, non quello che scrivo.
10. Se vi sembra che vi dia bidone troppo spesso, vi ricordo che il mio introito mensile, almeno finchè non lavoro, è di Euro 100 (cento) più benzina, Euro 80 (ottanta). Quindi dispongo di Euro 3,3 al giorno e di 2,6€ di benzina che, con l'attuale costo del carburante di 1,38€, mi permette di fare circa 27 km al giorno. E abito a Valenzano.
Corollario: se vi sembro freddo, non vi chiedo aiuto, non vi faccio troppi complimenti, è perchè già mi fraintendete abbastanza così. Figuriamoci se mi metto a sviolinare.
Questo decalogo è un punto di non ritorno. Come lo sono le consapevolezze che ho conquistato.
Ogni ulteriore fraintendimento sulla mia persona riguardante uno qualsiasi dei seguenti dieci punti sarà ritenuto come manifestazione di idiozia e/o malafede da parte dell'interpretante, che perciò potrà anche comodamente sparire dalla mia vita o perlomeno fare un passo indietro.
Alla gran parte del mio pubblico chiedo di parlare di meno di me. Non me lo merito, davvero.
Mi lusingate, ma non occorre. Ci sono cose più interessanti di cui parlare.
Vi ho dato gli ultimi motivi per parlare di me con cognizione di causa, scialatevi sul decalogo e basta. Se non parlate, pure meglio.
Anzi, se avete coraggio, piuttsto che parlare degli altri, parlate di voi stessi: fatelo voi un decalogo.
Se avete scheletri tirateli fuori. Non traditevi, non siate ipocriti, non scopatevi salvo poi sorridervi come se niente fosse. Io ci provo.
E' troppo difficile?
giuseppe ungaretti e alicia keys
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Con un pò di autocritica, Alicia ammette di essersi chiesta troppo di recente. Sfinita dalla tournèe, ha rischiato anche la depressione:
"non avrei mai creduto di arrivare a quel punto. Non sono mai stata il tipo da sbalzi d'umore. Sono una persona socievole, mi piace chiacchierare, adoro che la gente mi fermi per strada per parlarmi di sè. Ma di fatto ho scoperto di essere molto chiusa."
(fonte: Rolling Stone, dicembre 2007)
liliana de curtis e maurizio costanzo
Liliana parlava di suo padre, Totò. Un fenomeno. Un antidepressivo. Peppino de Filippo era il numero 2. Uno che sarebbe stato numero 1 nel resto dei suoi giorni se non avesse trovato il mastro, il Principe, l'assoluto.
E così assumi il Relativo come Assoluto. Il tuo weekend a casa come un male inevitabile, così come lo è un posto mediocre in questo gioco da tavola che ci porta alla misura di nozionistici di serie B.
Checcoseèl'amor diceva Vinicio. Io non lo so, cari miei. So solo che torno a casa con le sinapsi annacquate ed è quello che volevo, perchè mi permette di dire un paio di cose che non volevo dire mentre la finestra di MSN lampeggia.
Niente di grave, niente di nuovo. Solo poter voler bene a un paio di persone che mi mancano nel loro piccolo o nel loro grande.
E' un periodo strano. La solitudine è un dato di fatto a cui faccio finta di sfuggire. A livello esistenziale è un casino assoluto. A livello professionale se mi fermo a pensarci è un sogno: 12 mesi fa non sapevo manco cosa fosse Proforma e ora mi telefonano per fare il consulente.
Teardrop sponsor di una pubblicità per la playstation3. Non posso più procastinare.
Buona notte fiorellino. E signori, Maurizio Costanzo sarà un rottame pop che non riesce a proferir parola. Ma ha delle idee che ce le sognamo.
A questo proposito, vado a vedere lo space della Radio. Il mio bambino. Il motivo per cui sono a Bari. Chissà se fra 12 mesi non mi penta. Nel frattemo coltiviamo.
lunedì, dicembre 17, 2007
effetto speciale...sinistra fottuta

Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall'incarico di comandante della Guardia di Finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La mossa a sorpresa del capo delle Fiamme Gialle, che la scorsa settimana il Tar del Lazio aveva rimesso in sella dopo la rimozione dall'incarico decisa dal governo, vanifica di fatto l'incontro di due ore svolto questa mattina a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa.
Il faccia a faccia, preannunciato ieri sera dallo stesso premier, è durato in tutto un paio di ore e al termine nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Secondo quanto ha riferito Prodi ieri alla trasmissione "Che tempo che fa", l'incontro doveva servire a stabilire i termini di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha bocciato la decisione dell'esecutivo di rimuovere Speciale dal comando della Finanza.
La questione stava iniziando a creare crescenti malumori all'interno dell'Unione, con il moltiplicarsi di voci imbarazzate e accuse al governo di aver gestito l'intera vicenda malamente. Difficoltà aumentate dagli attacchi del centrodestra che ha continuato a chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia, malgrado l'emergere di nuovi dettagli sull'uso di aerei, elicotteri, motovedette e motoscafi della Finanza da parte di esponenti della ex maggioranza.
Alleanza nazionale ha insistito ad esempio perché Speciale riprenda subito il suo posto al vertice della Gdf, mentre il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ha attaccato Padoa-Schioppa perché colpevole di "un caso di prepotenza mai vista". A chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, mentre Forza Italia ha concentrato i suoi attacchi su Vincenzo Visco, il viceministro delle Finanze protagonista diretto dello scontro chiuso con la rimozione di Speciale.
fonte: repubblica.it
e qualcuno mi ha detto...

Dopo tante vosi e appostamenti, i paparazzi francesi sembrano aver finalmente trovato il nuovo amore di Nicolas Sarkozy. Tre settimanali pubblicheranno nei prossimi giorni foto del presikdente francese in compagnia di Carla Bruni. Negli scatti, ripresi sabato, si vedono Sarkozy e l'ex modella e ora cantante italiana passeggiare per i viali di Disneyland a Parigi.
"Sono usciti allo scoperto", osservano i giornalisti del settimanale Point de Vue, il primo magazine che diffonderà le immagini sul numero in uscita mercoledì, con il titolo: "Carla Bruni, la dama di cuori del presidente".
In realtà, l'uscita pubblica della nuova coppia non sembra del tutto casuale. Il settimanale che detiene l'esclusiva è piuttosto vicino al presidente, e poche settimane fa ha pubblicato una lunga intervista a "mamma Sarkozy" che critica l'ex nuora, "fredda e distante". Sarkozy e Bruni non sono stati sorpresi dal l'arrivo di ben dieci fotografi mentre andavano "in famiglia" nel grande parco di divertimenti ad ovest della capitale. I due hanno anzi continuato a mostrarsi, e "a proprio agio" come specifica il settimanale.
L'Eliseo non ha voluto fare alcun commento sulle foto. Ma il diretto re de settimanale L'Express, Christophe Barbier, anticipando ieri le foto sul sito, ha avuto la conferma della relazione dalla stessa Carla Bruni. "Non vogliono più nascondersi" spiega Barbier. "Sono due personaggi pubblici, estremamente famosi. E sarebbe stato per loro difficile mantenere oltre il se
greto" aggiunge Barbier. Le stesse foto compariranno questa settimana anche su Paris Match e Closer.
Carla Bruni, che il 23 dicembre compirà 40 anni e ha un figlio di 6 anni, e Sarkozy (52 anni, tre figli), erano già stati avvistati dai paparazzi sotto casa di lei e, una settimana fa, mentre passeggiavano romanticamente nel parco di Versailles, insieme alla madre torinese della ex modella, Marysa Borini. Il capo dello Stato e la cantante si sarebbero conosciuti in una cena, a casa del famoso pubblicitario Jacques Séguéla, un tempo fedele di François Mitterrand. L'ex top model, originaria di una ricca famiglia piemontese e cresciuta a Parigi, aveva già dato materia ai settimanali scandalistici negli anni passati.
La Bruni si era infatti legata nel 2001 a Raphael Enthoven, che aveva incontrato mentre conviveva con il padre, il filosofo Jean-Paul Enthoven. Il giovane Enthoven, a sua volta aveva dovuto lasciare l'allora moglie, Justine Levy, figlia del filosofo Bernard Henri-Levy, la quale per vendicarsi aveva scritto un best-seller al vetriolo contro la cantante, "Rien de grave".
Al suo amore Raphael, la Bruni aveva dedicato una delle canzoni più famose del suo primo album, "Quelqu'un m'a dit". Poi la cantante era tornata single e aveva intitolato il suo ultimo album, "No Promises". A rendere ancora più intricata la telenovela di adesso, c'è da aggiungere l'ultimo pettegolezzo su Cécilia Ciganer-Albeniz, ex Sarkozy, vista più volte conversare in un noto albergo assieme al filosofo Bernard Henri-Levy. Nei prossimi giorni per i giornalisti francesi, un tempo abituati alla discrezione, tornerà l'antico dilemma: parlare o no della vita privata del presidente? Anche in questo caso, l'onnipresente Sarkozy sembra aver deciso di occupare la scena mediatica.
fonte: repubblica.it
domenica, dicembre 16, 2007
venerdì, dicembre 14, 2007
Dopo il Controfestival, il FuoriFrequenza-day
Favorevoli coincidenze astrali di calendario favoriscono la presenza contemporanea di quasi tutto lo staff di FuoriFrequenza, la neonata webradio dell'Università degli Studi di Bari che mi vede come coordinatore e voce e speaker (con forte accento barese).
Saremo presenti massicciamente, tra speaker e palco del Controfestival, perciò abbiamo deciso di festeggiare.
Invitiamo quindi tutti gli studenti universitari di venire al nostro primo evento dal vivo come radio degli Università degli Studi di Bari.
La festa è dalle 13 alle 16 circa, io condurrò dalle 14 alle 18 live @ Controradio.
Se non puoi esserci, collegati in streaming a www.myspace.com/controradio o su 97.3 Mhz FM se abiti tra Bari e dintorni!
A domani :)
giovedì, dicembre 13, 2007
una telefonata ti allunga la vita
Una. Figuriamoci tre!
Elena
ancora Elena, un'altra Elena.
Angela.
Donne. Mi hanno dato gioia. E senza che nessuna di loro volesse scoparmi.
Tre telefonate in un'ora. Sogni, prospettive. Lavoro, guadagno, indipendenza, curriculum, 8 ore di Controfestival da condurre, futuro, addio vita sociale, benvenuto nel mondo dei grandi.
Altre gioie. Il tuo cane e il tuo gatto che dormono uno accanto all'altro, quasi abbracciati, sulla cuccia del cane.
La cena pronta, un panzerotto e carne alla boscaiola.
Oggi, la prima della radio. Una bomba. Ludo e la sua autoironia, una rivelazione assoluta.
Marco, lo dice lui, 15 anni di radio: "quest'ora è passata in 5 minuti".
Carlo Chicco, non ha bisogno di presentazioni: "sono bravi, sono forti, e si sono sbattuti".
Io non mi sento nè bravo nè forte. Ma sull'ultimo concetto, là sì che mi esalto.
Io che mi sento un operaio specializzato, quando si tratta di etica del lavoro, dò tutto.
Lo dimostra l'orario in cui vi sto scrivendo. Prima il dovere poi il piacere, no? Sto da 2 ore a lavorare al pc. Lavoravo pure mentre lavavo e mi sbarbavo. Che poi definire Luca Scandale un lavoro è uno schiaffo a Cristo. Uno che ti trasmette entusiasmo pure se ti parlasse di Prodi.
(Romano, sei il politico che più stimo, sopratutto dopo che Capezzone me l'ha messo nel culo, ma ammetterai che sei un pò flemmatico.)
Lui che ha il peso di infinite responsabilità, che mi chiama di notte per parlarmi di Compriamola. Poi ditemi voi che non devo mettermi al pc a lavorare come un disperato.
Tornando alla radio, chi mi conosce lo sa quanto mi sia sbattuto per sta storia, come abbia condizionato e condizioni ancora le mie scelte di vita. Io che me ne dovrei andare ma chissà che fra 10 ore la mia vita non sia radicalmente cambiata (o solo un pò migliorata, più verosimile) dopo un paio di riunioni.
Finisce la radio e mi sparo 5 ore di master, smerdo il mio docente. Uno che, senza offesa, di comunicazione sa la metà di ciò che so io che a mia volta so un centesimo di ciò che sa la gente con cui lavoro.
Il che è poco edificante visto che è un master. Ponticelli, allievo di Valletta, sorriderà leggendo.
Finisce il master, gioco a pallone, gioco bene ma non benissimo. Perdiamo, ci fottono la partita. Mi vengono delle pagelle splendide, approfitto del blog Katenacciaro e del veleno ancora nel sangue per scrivere una lettera aperta a Sergio Sud.
Scrivo al mio staff della radio, scrivo a Bronzini ringraziando. Ringraziando entrambe le metà della mela di avermi, averci, esserci messi nella merda nel migliore dei sensi possibili. Ovvero, avere la libertà di rivoltare l'Università nel nostro piccolo. Di poter gestire la punta di diamante della comunicazione istituzionale di un ateneo da 70000 iscritti.
E infine scrivo a me, scrivo a voi. Mi racconto, vi racconto di una giornata che vista dall'esterno si direbbe un manicomio. Ma sto cercando un posto dove firmare per riveverne così a migliaia.
Ultimo vagito: coolclub.it, disco della settimana Alicia Keys. Scritto da me. La mia firma sulla destra. Sabato condurrò al Controfestival con Dado Minervini, uno dei top 10 per quanto riguarda il giornalismo musicale. Credo che gli dannerò l'anima per tentare di entrare nei 100.
6 ore di sonno. Domani si ricomincia, a proposito: compriamola. Domani un altro grosso passo in avanti.
p.s. Dino, ricordati di scrivere i contatti della radio domani. E tutt tù lo "stratega" della comunicazione del (?? devo ancora firmare, e ho intenzione di mantenere i piedi per terra), e pò? Pessimo.
forze farò il ciardiniere

Avendo passato più di metà vita a spingere sull'acceleratore, non gli dev'essere sembrato possibile perdere un aereo per la "lentezza" del suo tassista. Per questo, Michael Schumacher, ha chiesto al conducente del taxi di farsi da parte e si è messo al volante per accelerare un po' il ritmo e arrivare quindi puntuale all'appuntamento con il suo volo. E' accaduto, stando a quanto riportato dal quotidiano di Monaco di Baviera, Abendzeitung (e poi confermato dalla portavoce dell'ex ferrarista, Sabine Kehm), sulla strada per arrivare allo scalo di Coburgo. A diffondere la notizia è stato Tuncer Yilmaz, il proprietario del taxi, che ha raccontato la clamorosa vicenda un po' incredulo. "Mi sono ritrovato seduto al fianco del guidatore - ha spiegato - e vicino avevo Schumacher: è stato incredibile". Lo stesso tassista ha poi proseguito raccontando che Schumacher "ha fatto dei sorpassi incredibili e ha preso le curve a grande velocità". Il tutto per arrivare a destinazione in tempo per prendere l'aereo. Alla fine della corsa l'ex pilota tedesco ha ovviamente pagato a Yilmaz la tariffa e gli ha inoltre dato una buona mancia. Schumacher, insieme a moglie e figli, era arrivato a Coburgo per prendere un cane da un abitante di un villaggio vicino. Insomma, dopo lo Schumi "giardiniere" o "autista" delle pubblicità, eccolo in versione tassista. Questa volta però, non per spot.
(fonte:gazzetta.it)
lunedì, dicembre 10, 2007
agenda setting
tu non hai mai immaginato di poter sburrare su cristina parodi???
mentre legge le notizie?
che strani i miei amici.
domenica, dicembre 09, 2007
oops i did it again

Daniele Luttazzi si sfoga sul suo blog e in un messaggio scritto nella notte racconta la sua versione dell'epilogo burrascoso di Decameron negli studi di La7, dopo la sospensione del programma per alcune frasi su Giuliano Ferrara ritenute offensive dall'emittente. Il comico riferisce dell'irruzione negli studi, ieri sera, di alcuni funzionari della rete per impedire il proseguimento del montaggio della sesta puntata, su cui stava lavorando con la regista Franza Di Rosa. Perché, dichiara, non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla sospensione del programma che ha segnato il suo ritorno in tv. "Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata numero 6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per cancellare tutto il girato di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto", conclude il comico. E questa mattina, a mente fresca, si chiede: "Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron?"
"Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta."
Ovvero, la frase per cui è stato censurato. Di nuovo.
(fonti: repubblica.it
danieleluttazzi.it)
sabato, dicembre 08, 2007
subsonica - l'eclissi

Subsonica – L’eclissi
Genere: elettro-pop
Etichetta: EMI
Voto: 2,5/5
“L’eclissi” è stato il cd più atteso della storia dei Subsonica. E non tanto per l’indiscutibile bravura del quintetto torinese, quanto per la delusione seguita a “Terrestre”, primo album prodotto e distribuito con il sostegno di una multinazionale. Ovviamente l’attacco al potere discografico è stato fin troppo facile dopo una tale involuzione, che gli stessi Subsonica hanno addotto a una voglia “di prendere gli strumenti in mano”. Esperimento non riuscito. Sono tornati alla calda elettronica, un ossimoro che con loro funziona perfettamente. Hanno scelto un titolo che col senno di poi rappresenta una perversa descrizione dei loro sviluppi di carriera. Strepitosa per quanto riguarda il seguito di pubblico: palazzetti esauriti, devozione religiosa verso Samuel e Boosta. Ma non musicalmente: il cd non funziona, non punge, non convince. Il singolo “Glaciazione” non fa la differenza e sono le tracce che più ricordano il loro glorioso passato, “Veleno” e “Piombo” quelle che strappano gli applausi. Sembra abbastanza palese che i Subsonica stiano studiando da grandissimi, si intravedono barlumi di genialità pop. Ma non sono ancora pronti. E proprio per questo il prossimo cd sarà ancora più atteso.
cinquemila
Sono lusingato dal vostro interesse.
Proverò a mantenere sempre un regime di qualità sia in ciò che in scrivo io, sia in ciò che del mondo merita di essere reso pubblico.
Non prima di un paio d'ore di sonno però :)
venerdì, dicembre 07, 2007
CompriamolA

Ma questa è casa mia, e qui non si tratta di promozione. Si tratta di raccontarvi il mio punto di vista. 3 ore di sonno contro 9 di riunione (e 3 tra conferenza stampa e preparazione di essa) ucciderebbero chiunque. Specie se poi questo chiunque deve pure andare a giocare a pallone fra mezzora.
Ma non c'è storia. Andate sul sito. Andate prima di tutto a vederlo.
www.compriamola.it
Leggetevi il box, il primo post del blog. Guardatevi un paio di video (vi segnalo quello del proprietario del Pane e Le Rose, il migliore secondo noi). Ma sopratutto, guardate le cifre delle adesioni. I commenti sono superflui.
Siamo vivi, siamo veri da 16 ore. Pensare di rendere un servizio a cittadini che lo aspettavano da anni ti dà una forza impressionante, specie se hai spirito civico e ami la città. Nel mio piccolo ho una speranza, e lavorerò per questo.
Ricordo due anni fa, la mia prima volta a Marassi. Sampdoria-Inter. Brividi non troppo diversi rispetto a quelli che provo ora scrivendovi.
Mi stupì una cosa, e non me la scorderò più.
Le donne. Erano tante. Erano quanto gli uomini. Forse di più.
Qui c'è da rifondare una cultura sportiva. C'è da portare un messaggio positivo. Dimenticarci degli interessi. C'è da andare in giro tutti in sciarpa. E senza le donne, siamo una mezza città. Leggete, guardate. Non solo gente di Bari, ma di tutta Italia. Spargete la voce. Siamo una novità assoluta e questo ci motiva da morire. Ma senza di voi, la benzina finisce. Già dovremmo ringraziarvi infinitamente per la fiducia, però non posso non pensarlo: fateci sognare. Uomini, ma sopratutto donne. La Bari siamo Noi.
Sarà retorica, ma chissenefrega.
giovedì, dicembre 06, 2007
il ciccio
Come suggerisce il saggio Ponti sul suo blog (http://ponti19.blogspot.com) i tempi sono cambiati. Rispetto a 12 mesi è cambiato davvero tutto.
Ieri quella patente, la foto sfocata. Che flash. In verità devo ancora passare alla cassa a ritirare la tessera "Cicciomillemiglia" perchè io sinceramente vorrei gettare la mia, di patente. Ora si può, no?
Questo è un fatto simbolico. Sicuramente siamo tutti distanti. Sia fisicamente che idealmente.
Anche io e te che condividiamo la città non ci vediamo mai, non ci vediamo più.
Se dovessi provare a dare una spiegazione razionale farei molta fatica, dovrei abbozzare qualcosa a metà strada tra stili di vita diversi, troppo lavoro per entrambi, scelte non condivise. O forse semplicemente è andata bene finchè avevamo qualcosa di terzo (un amico, un interesse, un fatto) da condividere, poi quando siamo rimasti solo io e tu, hai avuto meno pathòs.
Tutte fantasie, Giannino da Londra starà già dicendo "ma quello è una ciola". Ciao Giannino.
Auguri Cicciotto.
Fantasie a parte,
rimani un caposaldo.
martedì, dicembre 04, 2007
eros
L'ho pensato. L'ho riscritto nella mia testa.
Il mio dicembre doveva essere pazzesco.
Resta pazzesco. Certo, ci ho messo qualche giorno ad elaborare il lutto della non laurea. Ho letto il mio nome su tutti i muri del terzo piano dell'Ateneo.
Oggi in segreteria sembravo un reduce di guerra. O un bel tenebroso. Tutti affranti a chiedermi cosa mi fosse successo. In fondo avrei dovuto spiegare loro di quel qualcosa nel marasma, che la mia testa ha inconsciamente deciso di sacrificare in nome di altro.
Passione. Ambizione. Il sonno non pesa più (bugia, ho un sonno pazzesco, domani mi alzo alle 12).
7 dicembre: compriamola
11 dicembre: webradio d'ateneo.
Bari aspetta da anni, io aspetto da mesi questi due eventi. Due botte enormi. La mia vita in mano ai sogni. I sogni che non mi fanno riempire il cazzo di portafoglio.
Il portafoglio comincia a diventare un'esigenza. Solo simbolica, almeno per quanto mi riguarda. O comunque l'aspetto pecunario è di secondaria importanza.
Se oggi qualsiasi mio lettore mi chiedesse qual è la mia ambizione più grande, cosa mi fa dimenticare la stanchezza (e mi porta poi a esaurire tutto in un colpo), cosa mi dà la forza, vi risponderei con una cosa che, pur nel suo materialismo spinto della realizzazione concreta di essa, è estremamente romantica.
Vorrei non pesare più ai miei genitori.
Iniziano a invecchiare. Sono stanchi. Io non devo più essere un problema. Fra 1 pò di mesi ne faccio 24.
Niente di grave eh, non ho niente da rimproverarmi.
Ma non ho ancora risolto questa mia esigenza. Non sono ancora riuscito a trasformarla in ex-problema.
Loro hanno un mutuo che si mangia uno stipendio, frutto di una scelta di vita che non ho mai accettato e che credo sia stata sbagliata a prescindere dal mio barlume di egoismo, a casa mia fin troppo silente. Il nostro tenore di vita si è inesorabilmente contratto negli ultimi 5 anni. Sono riuscito a sopravvivere, a fare tutto quello che fanno quelli che mi circondano. Fino ad ora.
Devo poter produrre reddito. Qualunque esso sia. Coi sogni magari, facendo ciò che mi piace fare, divertendomi lavorando. Ma se questo non fosse possibile devo sospendere i miei sogni di gloria e pensare al vile danaro.
Sono almeno 2 anni che sono un giovane di belle speranze, una carta buona, il miglior studente di tutti, il miglior tirocinante che abbiamo mai avuto, sento dire grandi cose di te, tu sei un genio, diventerai un grande, inizia a scrivere un libro, ti ammiro, ti invidio.
Sono ancora alle prese con la posta, sempre piena per questi due eventi nevralgici della mia vita da (ancora) giovane. Continuerò a lavorare con piacere. Magari mi apro la seconda Peroni della giornata. Piccola, non spaventatevi.
Sono sveglio dalle 8,30, sono stato fuori di casa per 12, il cervello è acceso da 15.
5 giorni fa promettevo a me stesso di non caricarmi più. Così è. Vado avanti a passione.
Ma l'ambizione è sempre la stessa, quella che ti fa fare uno sbadiglio di meno: non chiedere soldi a mammà, non fare il bamboccione, uscire di casa. Farmi un cazzo di buco sulla lingua, simbolo eletto della mia indipendenza. E laurea ad honorem in cunnilingus.
E perciò ho deciso. Ho deciso di dedicarmi 24 ore, entro natale, al marketing di me stesso.
Valuterò cosa ho e cosa mi danno ad oggi.
Proforma resta il posto dove sogno di lavorare, ma forse lì hanno più interesse a investire in forze mature ora, non mature domani.
Idem per Emiliano. La persona giusta al momento sbagliato, così devo sentirmi per salvare un pò di autostima.
E così, con malcelata delusione (e forse immotivata, guardando la carta d'identità) sono costretto a guardarmi intorno. Ovviamente il mondo è stupendo, quindi l'aprire gli occhi a nuove prospettive è altrettanto affascinante che farsi nel culo per quelle già consolidate.
Stage, tirocini, lavori a progetto, qualcosa di ancora meglio, chissà.
Roma, Milano, Bologna, Londra.
Musica, politica, pubblicità, nuovi media.
Ho una matrice 3x4. Il mio futuro è là dentro. Mammà, dammi un altro annetto.
thanatos
Il mio blog non è legge. Non lo penso come tale. Si è liberi di non leggermi, di dissentire silenziosamente o gastemarmi apertamente qui sopra, su questioni da me sollevate qui sopra.
Questo non vuol dire che questo luogo non sia divenuto tremendamente importante per me.
Catarsi, esercizio di stile, sarcasmo, confidenze tra le righe.
Tutto questo è per me. Sopratutto è fissare su carta non reale pensieri reali. Vividi. Pesi.
Non scrivo cose che non penso. Non leggerete in me orgoglio. Se esagero sarà perchè sto pensando cose esagerate. E chissà, forse sto pensando male.
Tutto ciò che scrivo è compiuto. E' come vedo il mondo.
Non ho mai pensato di fungere da santone.
Non giudico, non mi piace giudicare.
Non sono nessuno per farlo.
Valuto. Con chi vivere, con chi spartire gioie e preoccupazioni.
Non sono obbligato ad accettare l'altrui pensiero, se divergente, così come non impongo il mio.
Non sono obbligato ad accettare l'ipocrisia. Ci sono passato, che io lo volessi o no.
Ero insicuro. Ho cercato il sogno di piacere a tutti. Impossibile. Se sorridi a tutti non sorridi a nessuno, e se ti sforzi di piacere a tutti vuol dire che devi scendere così tanto a patti con te stesso che chissà la tua identità dov'è andata a finire. Chissà com'è annacquata. Manco fosse un cocktail venuto male.
Ora scelgo. E scelgo di dissentire.
L'ipocrisia è un'arte. Il compromesso è un'arte. Io non sono un'artista. Sono un operaio. Un briciolo di creatività mi distingue dalla media. Di poco.
Oggi è un giorno di festa. Festeggiamo. Il mio regalo? Un consiglio.
Non leggete rancore nelle mie parole. Non ne vedo il motivo.
Sono abituato alla vita. Sono cose che certe volte si fanno senza cattiveria. Senza pensarci.
Forse è quello il delitto vero: non pensare.
Dietro le buone scelte ci sono sempre ottime ragioni.
Il mio consiglio?Eccolo.
Le feste sono cose serissime, per quanto solitamente divertenti. Obbligano il festeggiato a delle scelte. Spesso a mettere la croce su persone a cui si è voluto bene. Ora persone scomode. O solamente uscite dalla top ten della propria vita. Visto che in tempi di social network c'è gente che ha la febbre a vedere le classifiche.
Gente che entra, gente che esce. In mondovisione.
A queste persone oramai uscite, non si dovrebbe chiedere più niente però. Niente. Nè favori, nè passaggi, nè alcunchè.
E' un fatto di educazione. Ho scoperto di amare la buona educazione e mi sto impegnando a essere più educato di prima.
E' un fatto di rispetto. L'ipocrisia è un'arte. Come per l'arte, se non sei un maestro fai più danni che cose positive. La mediocrità è offensiva. E' offensiva perchè offende l'intelligenza degli altri. Perchè per vendere loro qualcosa di mediocre parlando di capolavoro, devi pensare che il tuo acquirente sia stupido.
E chi mi pensa stupido forse ha ragione.
Ma accetto di sentirmi trattato da stupido solo dai maestri.
Solo dagli artisti.
lunedì, dicembre 03, 2007
prove tecniche di autoritarismo

Alle accuse dell'opposizione, che ha parlato di "voto farsa", nei confronti del presidente Vladimir Putin, e ai dubbi della Casa Bianca, si sono aggiunti stamane i pesanti rilievi dell'Osce. All'indomani del voto legislativo, che ha dato la maggioranza assoluta al partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin, il presidente dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa definisce le elezioni "non corrispondenti agli standard dell'Osce". In pratica, non corrette.
"Queste elezioni non hanno rispettato molti degli impegni e degli standard che abbiamo nell'Osce e nel Consiglio d'Europa", ha detto Goran Lennmarker, capo dell'assemblea parlamentare dell'Osce. Ancora più netto il giudizio del vice capo dell'assemblea parlamentare Osce, il finlandese Kimmo Kiljunen, secondo il quale i risultati elettorali sarebbero stati praticamente decisi dal Cremlino.
Anche il commissario agli Affari Esteri Benita Ferrero-Waldner ha rilevato nelle elezioni russe "alcune violazioni dei diritti fondamentali", e cioè in particolare del diritto di assemblea e della libertà di espressione.
Dubbi e accuse sono tuttavia respinte dal capo della Commissione Elettorale che, stamane, ha assicurato che, nelle elezioni legislative svoltesi domenica in Russia, non ci sono state irregolarità di rilievo.
Ieri anche gli Stati avevano chiesto che venisse aperta un'inchiesta per verificare le accuse di brogli mosse dalle opposizioni. "Le prime notizie dalla Russia includono accuse di irregolarità. Esortiamo le autorità russe a indagare", aveva dichiarato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Gordon Johndroe.
I risultati. Secondo gli ultimi risultati, ancora non definitivi, annunciati dal presidente della Commissione elettorale centrale, il partito 'Russia unita' del presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto il 64,1 per cento dei consensi, stando a quanto emerge dopo lo spoglio del 98% delle schede.
Il che significa, scrive l'agenzia russa Itar-Tass citando un membro della Commissione elettorale, che 'Russia Unita' si è assicurata la maggioranza costituzionale di 315 seggi dei 450 seggi del nuovo Parlamento russo. Se il dato sarà confermato, Russia Unita, con i due terzi dei seggi, avrà mano libera per emendare la Costituzione. Nell'attuale Parlamento, Russia Unita aveva invece 297 deputati.
Venezuela: fallita (per mò)

Che qualcosa non andava s'è cominciato a capire quando il Cne, la commissione elettorale, mentre su Caracas calava la notte ritardava la diffusione dei risultati. Una scusa, apparentemente, c'era: molti seggi avevano chiuso le operazioni di voto diverse ore dopo l'orario fissato, le quattro di pomeriggio (le nove in Italia). Così, mentre le agenzie internazionali, Reuters in testa, diffondevano i dati (sbagliati) degli exit poll per i Tg della sera, al palazzo di Miraflores (sede della presidenza) si svolgeva una riunione, fra spin doctor del presidente e leader dell'opposizione, nella quale si decideva di annunciare la bocciatura del referendum di Chavez sulle riforme costituzionali soltanto a notte fonda, mezz'ora dopo l'una, "per evitare incidenti".
Il risultato finale è quello di un paese, il Venezuela, apertamente spaccato in due (50,7 al no, 49,2 al sì) ma l'unica cosa che davvero conta è la prima sconfitta di Chavez dopo nove anni di vittorie senza appello.
Qualcosa, nella sua marcia trionfale verso il "socialismo del XXI secolo" s'è inceppato, e da adesso il leader venezuelano ha almeno una data di scadenza: il 2012, momento in cui finirà il suo attuale mandato presidenziale. Questo almeno in teoria perché gli effetti della sconfitta di ieri vista la posta in gioco potrebbero anche aprire nuovi scenari nel volgere di pochi mesi.
Infatti quello che gli elettori hanno bocciato non è solo l'ipotesi di un mandato presidenziale "a vita", com'era previsto nella riforma, ma anche il progetto, le "pillole di socialismo" che i nuovi articoli introducevano nella Costituzione: dalla possibilità di espropriare i privati per "garantire il fabbisogno alimentare della popolazione" alla necessità di "incoraggiare l'economia socialista" consentendo al presidente di controllare la Banca centrale svuotata della sua autonomia fino al divieto, per legge, di privatizzare le aziende statali.
Una miscela di nuove misure, dove accanto ad una ampia estensione dei poteri del presidente c'erano la "settimana corta" e l'abbassamento a 16 anni dell'età minima per votare, che visto il risultato deve aver spaventato anche numerosi elettori di Chavez. Di certo aveva spaventato il suo ex ministro della Difesa, Raul Baduel, l'uomo che lo rimise al potere dopo il fallito golpe del 2002, tanto da convincerlo a passare all'opposizione.
Un altro elemento, considerando l'alta astensione, oltre il 44 percento, può essere anche trovato nella stanchezza "dell'esercito bolivariano", quel popolo dei più poveri che fino ad oggi Chavez ha trascinato al voto praticamente una volta all'anno dal 1998. Oppure nell'assuefazione al conflitto. Quelle terminate con la sconfitta di ieri sono state davvero le tre settimane "nere" di Hugo Chavez. Ha cominciato re Juan Carlos, il 10 novembre, con quel suo ormai famosissimo "porque no te callas?" (perché non stai zitto) rivolto a Chavez al termine del Vertice ispano-americano di Santiago del Cile. Poi è arrivato Uribe, il presidente colombiano, che all'improvviso gli ha tolto la mediazione che gli aveva affidato con la guerriglia delle Farc per liberare la Betancourt. Trattativa ben avviata e grazie alla quale Chavez avrebbe incassato un ritorno d'immagine da leader influente e vincente in tutta l'America Latina e non solo. Fino ad una storia meno nota ma altrettanto importante: l'annuncio della scoperta in Brasile di nuovi e consistenti giacimenti di petrolio. L'ultima novità che manda all'aria il progetto di Chavez di dominare con l'energia tutto il continente costruendo un gasdotto dal Venezuela alla Patagonia. Peggio di così. In tre settimane ha azzerato le relazioni con la Spagna, litigato con la vicina Colombia ed è stato costretto a ridimensionare le brame di allungare la sua influenza petrolifera fino all'Antartide. Forse ieri ha perso il referendum nel quale aveva messo in gioco tutto il suo futuro politico anche per questo.
Ora, mentre l'opposizione per la prima volta fa festa per le strade di Caracas, Chavez fa buon viso a cattivo gioco. "E' stato un esercizio di democrazia", ha detto dopo aver annullato la conferenza stampa prevista per la vittoria, "accetto la sconfitta, ma io - ha detto rivolto all'opposizione - una vittoria di Pirro come questa non l'avrei voluta".
fonte: repubblica.it
domenica, dicembre 02, 2007
sabato, dicembre 01, 2007
cruz, alborosie e il figlio di bertinotti

Il mio primo giorno della ritrovata (per forza di cose) vita da persona normale inizia abbastanza improvvisamente, all'una di notte sulla strada per il new Demodè.
Mi porto ancora dietro le tossine di questi giorni e anche un filo di spavento ancora vivo per quella sensazione di nausea, crollo fisico, che avevo risentito mentre facevo ripetizioni. La necessità di fermarmi è qualcosa di estramemente vivo e non rimandabile.
Racconto a Cruz, il perfetto compagno di viaggio per una serata così, del mio crollo verticale e di come, anche in considerazione del fatto che ci recavamo a un concerto reggae, sarebbe stata gradita una bella cannetta d'erba.
Il tempo di girare a destra, e troviamo la Finanza. Posto di blocco sistematico. Fermano tutti.
Noi, abbastanza corretti dalla birra, ridiamo.
"sentite, se avete hashish, marijuana, cocaina, datecela e non vi facciamo niente. Abbiamo i cani".
Una roba da polizieschi anni '70 unito a Fantozzi. I cani non ci sono. Addò stonn? Nelle camionette?
E la finanza che fa? Scrive un verbale in cui dice "l'agente Cosimo Di Pinto sequestra a Cruz 3 (tre) canne di marijuana, neanche buonissime e lascia passare i giovani perchè si dovevano divertire?"
Tutti questi ragionamenti ovviamente non li facciamo. Io non ragiono proprio, e affermo con sorriso sornione "magari ce le avessimo due canne!"
Cambia il tono della voce del finanziere "ah, perchè volevate andare a fumarvi gli spinelli eh..."
Mi conquisto le mani addosso, perquisizioncina moderata, roba di tasche e poco più. Continuiamo a ridere.
Arriviamo lì ed è uno spettacolo. Ovviamente tutti quelli che mettono dischi, suonano, parlano, sfottono il posto di blocco, parlano di criminalità, di quella vera, le solite cose sacrosante.
Il figlio di Bertinotti mette i dischi, canta Alborosie, da Bergamo. Il primo non giamaicano ad arrivare in testa alle classifiche di vendita con un pezzo reggae.
Bravo, bravissimo. E sono i pezzi suoi quelli a infiammare di più. Salvatore perde la testa, io me ne vado dietro a lui. Per il resto gli inni alle droghe leggere sono particolarmente ispirate dalla situazione da guerra civile all'Italiana inscenata dai finanzieri.
Gran serata. Cruz ha pure scroccato due tiri.
Ciao Finanza, ci hai provato.
E grazie Antò. Ieri eri l'uomo giusto al posto giusto.
