lunedì, giugno 02, 2008
cannàvaro, cannàvaro, cannavàhia
C'èra folla ad accogliere l'Italia di Donadoni nello stadio dell'Admira Wacher, per la prima seduta di allenamento. Ed è festa finché il "pallone d'oro" non si schianta a terra dopo un contrasto con Chiellini. Il capitano resta a lungo sull'erba con i medici che gli si affannano intorno. Poi esce in barella. Poco dopo la diagnosi che mette in agitazione l'ambiente: "Grave distorsione alla caviglia sinistra". Ci vorranno 24-48 ore per capire la reale entità dell'infortunio. I medici aggiungono un particolare agghiacciante: "Non si escludono infrazioni ossee" e c'è anche un ematoma al polpaccio. Il dolore, dicono, è molto forte. Saranno necessari accertamenti in clinica. Gli accertamenti (una seconda risonanza magnetica) vengono eseguiti in serata in una clinica della capitale austriaca. Il verdetto è quello, drammatico, appena detto.
L'infortunio. Il primo allenamento, poco più di una sgambata, si svolge nello stadio del sobborgo di Modling, 14 chilometri a sud di Vienna. Il campo dell'Admira, squadra di un certo blasone ora piuttosto decaduta, è pieno di gente: sono stati distribuiti circa cinquemila biglietti e l'entusiasmo intorno alla squadra di Donadoni comincia a salire. L'urlo di dolore del capitano azzurro lo gela quasi subito.
(fonte: repubblica.it)
dove berrò i miei mezzi litri di super?
Dal primo giugno sarà vietato trasportare bottiglie aperte o bicchieri di alcolici sui mezzi pubblici o nelle stazioni della metropolitana di Londra.
Il divieto di trasportare o consumare alcol su mezzi pubblici è il primo passo di un programma più ampio volto a combattere i comportamenti antisociali. È quello che ha affermato il conservatore neosindaco della capitale inglese Boris Johnson. “Sono deciso ad accrescere la sicurezza del trasporto pubblico a Londra e a creare un ambiente migliore su su cui i londinesi possano fare affidamento” ha dichiarato.
Don Shenker, il responsabile del programma denominato Alcohol Concern ha dichiarato: “Bere in pubblico e i comportamenti che talvolta ne conseguono incidono a fondo sulla possibilita' della gente di godersi gli spazi pubblici”.
(fonte: voceditalia.it)
attacco dall'afghanistan al medio oriente con 3

Domani sarà a Roma, dove lo attendono il vertice Fao e le polemiche sulla condotta internazionale del suo Paese. Ma il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad non placa la sua furia oratoria e torna all'attacco di Israele: "E' alla fine e verrà presto eliminato dalle carte geografiche".
"Il regime sionista criminale e terrorista - continua Ahmadinejad - ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini". Poi, nello stesso discorso, profetizza la fine della potenza americana: "Il tempo delle potenze tiranniche è finito e con la vigilanza e la solidarietà tra i popoli, gli Usa e tutte le potenze sataniche se ne andranno e la giustizia arriverà".
Il presidente parlava agli ospiti stranieri arrivati a Teheran per assistere, domani, alle cerimonie per il 19/o anniversario della morte del fondatore della Repubblica islamica, ayatollah Ruollah Khomeini.
Intanto, sul fronte delle complesse trattative sul nucleare, arriva uno stop al desiderio dell'Italia di entrare a far parte del gruppo dei 5+1 (ovvero i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania). Il governo tedesco non appoggia la proposta di Roma di partecipare direttamente.
(fonte: repubblica.it)
domenica, giugno 01, 2008
ho deciso il mio tormentone estivo
Tu
sei cattivo con me perchè
ti svegli alle 3
per guardare quei film
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
mi guardi come se
io fossi un'attrice
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
ti piace sognare
quei tipi di donna
un po' porno
Tu
sei cattivo con me perchè
mi lasci da sola
e ti guardi quei film
un po' porno
Ma
quando viene sera
tu
mi parli d'amore
e
guardandomi negli occhi
mi fai sentire davvero una donna
un po' porno
Il Genio - Pop Porno
venerdì, maggio 30, 2008
roma 2008 (4th round) : face to feist
Forse chiamerò mia figlia (o mio figlio, tanto nessuno si accorge della differenza) Leslie.
Leslie di nero vestita
Leslie con gli occhi chiari
Leslie che balla sulla musica del gruppo d'apertura
Leslie che fa le foto al gruppo d'apertura
Leslie magra, ma ben fatta
Leslie con 3 chitarre
Leslie che non è bellissima, ma è difficile distrarsi
Leslie che ha un falsetto pazzesco
Leslie che ogni tanto canta lontano dal microfono per fare i cori col pubblico
Leslie che fa i gorgheggi da mettere in loop
Leslie che se ti dicesse le cose nell'orecchio avresti qualche problema a gestire le tue emozioni
Leslie che ama il suo pubblico
Leslie che è circondato dai canadesi
Leslie che fa tutti i pezzi migliori.
E sopratutto, Leslie che mi vede. Per la mia prima, primissima fila.
E mi prende in giro.
lunedì, maggio 26, 2008
Madge scucciat

Madonna ha deciso di separarsi «amichevolmente e per prova» dal marito Guy Ritchie «dopo anni di continui litigi», secondo indiscrezioni raccolte dal tabloid «Mail on Sunday»: lei andrà a vivere con i tre figli a New York mentre lui rimarrà a Londra. A detta del tabloid, non deve ingannare il fatto che la «Material Girl» - che compirà 50 anni ad agosto - sia comparsa la settimana scorsa al festival di Cannes con accanto il marito regista (di dieci anni più giovane di lei): si è stancata delle «incessanti dispute su tutto» con lui e ha già concordato da molte settimane una «separazione amichevole». La pop star vorrebbe ritornare in patria: sembra intenzionata a trasferirsi a New York, dove possiede un bellissimo appartamento di circa 500 metri quadrati con vista su Central Park, appartamento che sta ristrutturando per sistemarci al meglio i figli e la servitù. «Madonna - ha detto una fonte al «Mail on Sunday» - è a terra e ha perso la voglia di vivere a tempo pieno nel Regno Unito». La crisi finale risalirebbe all'inizio dell'anno: da allora i due vivrebbero vite praticamente separate all'interno della grande casa che hanno acquistato a Londra, nel quartiere di Notting Hill. Si sarebbero divisi gli spazi interni, così da «potersi evitare». Stando al tabloid, in genere bene informato, Madonna e Guy si sono messi d'accordo per lasciarsi nel massimo riserbo. «Divorce? No... Madonna and Guy Ritchie's civilised separation», titola il giornale. Lei si prepara ad una grande tournée e ai festeggiamenti per il suo 50° compleanno, lui ha ultimato un film che uscirà in autunno: temono che l'annuncio della rottura generi per entrambi pubblicità negativa. Madonna è sposata con l'inglese Guy Ritchie - regista cinematografico di non eccelsi successi - dal 2000 e gli rimprovera molte cose: di essere molto freddo con lei in pubblico, di alzare troppo il gomito e di passare troppo poco tempo con Rocco (il figlio di sette anni che hanno in comune) e con gli altri due figli, David Banda (due anni, adottato in Malawi tra enormi polemiche; doveva esser seguito da una bambina, Mercy) e Lourdes (che la cantante ha messo al mondo undici anni fa quando era legata al ballerino Carlos Leon).
sabato, maggio 24, 2008
Madge - Hard Candy
Madonna – Hard Candy
Genere: Pop
Etichetta: Warner
Voto: 2,5/5 (4,5/10)
but I do
Sia ben chiaro: io il 6 agosto 2006 c’ero all’Olimpico e non escludo di poterci essere sempre là, il 6 settembre, per Madge. Niente pregiudizi, anzi, forse pure un eccesso di devozione. Ma questo album, l’undicesimo lavoro di studio del fenomeno sociale più importante della storia della musica, è mediocre, niente di più. E c’è un motivo, chiarissimo: per la prima volta nella sua storia Madonna non è la protagonista. Non detta legge; non è sei mesi avanti a nessuno e anzi, talvolta sembra essere un anno dopo Nelly Furtado la quale a sua volta non verrà ricordate per essere un’avanguardista; non sceglie i migliori produttori del mondo ma i più inflazionati, se non addirittura “scaduti”: Timbaland sta tirando la carretta finchè può, per Pharrell si tratta addirittura di un ritorno (più che decoroso, ad essere sinceri) dopo l’altare e la polvere. E’ soverchiata nel singolo “4 Minutes” dove, senza l’ausilio di un incomprensibile video, si fa fatica a riconoscerla, schiacciata da Timberlake. Per la prima volta Madonna decide di non far sbrodolare il suo ego, e fa malissimo. Le vendite non ne risentono, ma è evidentissimo lo spaccamento in due di un lavoro che passa dall’incedente “Spanish lesson” alle ottime (sì, ok, siamo su un giornale indie, perdonatemi) “Miles away” e “Beat goes on”. E più Madge assomiglia al solito, vecchio, irresistibile teatrino di sé stessa, meglio va. Più si sente il tocco degli altri, più è pappa insipida. Mrs. Ritchie, hai 50 anni, deciditi: o ti ritiri o chiami Mark Ronson. A salvare il mondo, lui sì.
meg - psychodelice

Meg – Psychodelice
Genere: Electro-pop
Etichetta: Self
Voto: 3/5 (6,5/10)
e tu lo sai
sorridimi ancora così
prima di uccidermi
Seconda fatica da solista per la napoletana ex-voce (e musa) dei 99 Posse. Dopo lo straordinario esordio Meg ha decisamente accentuato la sua propensione verso l’electro-pop affidandosi a Stefano Fontana (Stylophonic), sempre di più produttore di riferimento in Italia (anche Bugo si è avvalso delle sue alchimie), la cui presenza è evidente sin dalle prime note. Ne viene fuori un album davvero difficile da analizzare. Perché se da un lato il talento di Meg nella voce e nella composizione non sono da obiettare, come del resto è difficile attaccare Fontana per la costruzione di un immaginario musicale che, ne siamo certi, coincide perfettamente con le richieste dell’artista, allo stesso tempo l’alone-Bjork è forte come non mai, quasi umiliante per chi non ha più niente da dimostrare, per chi ha la forza di esprimersi come qualcosa di diverso, di compiuto, di veramente unico. L’album, pur avendo una natura spiccatamente pop, non è affatto di facile fruizione e merita non meno di tre ascolti prima di un’analisi più lucida. Qualche sbadiglio e qualche perplessità sui brani in inglese, ampiamente compensata da gemme come “E’ troppo facile” o trappole come il singolo “Distante” portano a una piena sufficienza velata da più di un rimpianto.
rompicoglione ombra - incipit
come in questo caso, messe nel sugo della "pubblica utilità".
Ogni volta porrò una questione: quella (sì, un po' tardiva) di oggi è:
ma che c'entra Rete4 col pacchetto sicurezza?
E' bufera sull'emendamento del governo in materia di frequenze tv, che permetterà a Rete Quattro di salvarsi e non andare sul satellite. L'opposizione non ne vuole sapere di accettarlo, e attacca duramente il Pdl. Il più duro è il deputato del Pd Roberto Zaccaria. "Il vero obiettivo dell'emendamento del governo sulle frequenze tv al decreto 'salva-infrazioni' è ridar fiato al titolo di Mediaset in Borsa. Stamattina il titolo Mediaset perdeva lo 0.69%, nell'ultimo mese ha perso il 10.24%, negli ultimi sei mesi il 19.65%, nell'ultimo anno il 35.45%. Il vero regista di questa operazione è il presidente Fedele Confalonieri, che ieri da Cannes ha spiegato che questo emendamento non è una legge ad personam". Pronta la risposta del presidente di Mediaset, che presenterà querela nei confronti del politico: "Nel suo intervento di stamattina alla Camera - ha detto Confalonieri - l'onorevole Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, ha usato nei miei confronti parole diffamatorie accusandomi in pratica del reato di aggiotaggio. Naturalmente è un falso e per questo motivo oggi stesso partirà una mia querela con richiesta di danni". Infine il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha spiegato il motivo per cui l'emendamento è stato ammesso: "Ribadisco che si ricollega a una procedura di infrazione. Non spetta alla presidenza - ha aggiunto - entrare nella valutazione sul grado e la misura in cui l'emendamento risponda alle questioni poste in sede europea, nè sindacare le motivazioni che hanno spinto il governo a tale formulazione. Tali valutazioni, di natura politica non riguardano l'apprezzamento di competenza della presidenza".
(fonte: unionesarda.it)
venerdì, maggio 23, 2008
work works (mattàne)
E' full-time. Assomiglia a quello che solitamente viene definito "posto fisso".
E' ben retribuito, così ben retribuito che in linea puramente teorica avrei potuto stabilire il mio stesso valore di mercato e quindi lo stipendio. Con un briciolo di autocontrollo, chiaro.
E' un bel lavoro, anche se faticoso. Risponde a molte delle prerogative di chi ha completato il mio percorso di studi.
Comunicazione, psicologia sociale, organizzazione aziendale, nuovi media: c'è tutto.
E' un'offerta che giunge alla fine di un ciclo di attività che ho svolto, attività la cui qualità non mi era stata ancora certificata da nessun feedback o attestato di stima, se non puramente informale.
Ricevuta, forse per la prima volta nella mia vita, da persone, da una struttura con cui non ho nessun tipo di legame emotivo-affettivo, ma quasi esclusivamente formale, basato sulla competenza e se proprio vogliamo, sul merito.
E' la prima offerta di lavoro che sembrerebbe rispecchiare l'ideologia delle offerte di lavoro tradizionali, così come ce le immaginiamo.
Oh, finalmente uno stipendio sicuro. Posso prendere le valigie e andarmene, ho addirittura le coperture per abbozzare un mutuo.
E' fatta, finalmente vado a vivere da solo: la mia priorità è a portata di mano. Niente più salti mortali, niente più incertezza su cosa farò di qui a 3 mesi.
Posso vivere a Bari, non avrò bisogno di lasciare un luogo che amo.
Ho rifiutato.
E l'ho fatto di getto, istintivamente. Ma sono assolutamente convinto della mia scelta.
Ero pronto a un confronto, non a un tale credito di stima.
Ho rifiutato, ho detto di no alla stabilità, al posto fisso, alle certezze.
Ho detto di no all'idea di doverla chiudere qua, seppur più che dignitosamente e nemmeno in modo irreversibile.
Ho detto di no alla casa, alla totale indipendenza economica dalla mia famiglia che poi, quasi in un paradosso, corrisponde alle certezze personali. E' questa la novità, se vogliamo, più sconvolgente.
E' esplosa un'altra bolla, amici miei: quando dicevo che la mia priorità era lasciare questa casa, io lo dicevo credendoci veramente. Ma non era vero, non era affatto vero, e io non lo sapevo.
Bolle su bolle. Esplodono in continuazione.
Sono sempre più convinto che tutte le nostre vite si basino sugli autoinganni, che però spesso nemmeno sveliamo, perchè non ci mettiamo (più o meno volontariamente) nelle condizioni
di scoprire chi siamo davvero, cosa vogliamo davvero, dove vogliamo andare a parare. Cosa è nostro e cosa è indotto. Incredibile come oggi mi sia apertamente sbugiardato.
Non ho nessuna intenzione di mettermi calmo e pacato. Casa, evidentemente, può aspettare. Può aspettare che i soldi arrivino puramente attraverso la passione, senza la quale non si può vivere lavorando per 40, 50 anni.
Può aspettare una modalità di presa di decisione che rispecchi una lucida analisi del mercato del lavoro italiano e ancor di più meridionale alla luce della quasi-recessione del nostro paese, dell'abuso che si fa della Legge Biagi, del precariato come stato esistenziale dal quale si dovrebbe sfuggire da un momento all'altro.
Può aspettare la comodità, la stabilità, il domani sicuro.
Razionalmente è un suicidio.
Un saluto dall'iperrazionale.
mercoledì, maggio 21, 2008
stanco di essere sexy (versione Italia)
(eh, che incipit. Manco Leopardi)
Svegliandomi ci ho ripensato.
E ho ripensato che quello di cui parlavo stanotte è tutto fuorchè patologico.
E' una gemmazione di quello che succede attorno a me. Attorno a noi.
Penso all'Italia, una nazione in rapido decadimento. Mai come in questo periodo sto assistendo allo scempio dell'individualismo senza freni. Ne siamo tutti schiavi, indistintamente. Il cambio di gestione politica sembra aver giustificato tutte le spinte più repulsive nei confronti dell'altro.
Prima non si poteva, ora si può.
"Bruciare l'immondizia fa male perchè quando la bruciamo produciamo diossina...però io non la voglio vicino casa mia"
"Io non sono razzista, ma loro se ne devono andare"
"I soldi del Nord devono restare al Nord"
Il nostro Presidente ci rappresenta perfettamente. Chi, se non lui, può rappresentare la nazione dell'Io?
E' un Io reazionario, l'Io di chi ha paura, così tanta paura che non correrà mai il rischio di lasciare il minimo che si è guadagnato in favore degli altri. Anche se magari il suo gesto farà bene a sè e a chi si vuole bene.
E' un Io che non scommette fino a quando non si tratta di Poker e punti Snai. Là la gente scommette, rischia e continua a rovinarsi. A cercare di colmare così i vuoti. Di soldi, di affetto, di tutto.
Ma è anche un Io corporativo. Quante volte vi siete imbattuti in persone molto più grandi e potenti di voi le quali, davanti a una vostra idea geniale, che permetterebbe loro di vivere meglio e di far vivere meglio tutta la comunità circostanza, vi rispondono:
NO!
farfugliando motivazioni se va bene, non farfugliando alcunchè nella peggiore delle ipotesi.
E' la resistenza al cambiamento, quella che blocca tutti noi, quella che ci terrà stagnanti.
Se c'è una categoria di persone che di sti tempi tollero a fatica, sono i signor NO: quelli che sono laureati nel bocciare le altrui proposte ma alla domanda "hai alternative?" ti dicono "non so".
E rimangono in questo stato di limbo per sempre.
E a sto punto, meglio l'idea iniziale, quella (presunta) di merda.
Siamo tutti in quella situazione che provavo a dipingere: ce ne accorgeremo gradualmente. L'individualismo ci è entrato nelle ossa. Quando tutti noi saremmo costretti a lavorare per realizzarci e/o per mangiare, sarà tragica per tutti. Perchè a meno che non si voglia essere signor NO a vita, farsi trascinare da qualche messia o da qualche figlio di papà, arriva per tutti il momento in cui la vita bisogna prenderla in mano.
Là viene il complicato. La soluzione più facile? Io, io, io.
Mi vogliono alienato? Triste? Che si limita ad eseguire gli ordini?
Mi vogliono attivo solo per interscambio di favori e non per mettere in gioco sè stessi, il cuore, le idee, anche i rischi e le ricchezze, per il bene di tutti e non solo del proprio portafoglio?
(che poi, sta ossessione dei soldi...figlia anch'essa della paura, dell'individualismo e del corporativismo. Basta.)
Vi accontento.
Ma è solo una cover story. Come tutte quelle con cui sto costruendo la mia immagine esteriore.
Continuerò ad aspettare persone illuminate.
Resistere
Resistere
Resistere.
p.s.
E' un periodo molto MariaDiDonnaInArteMeg. Domani è alla Biennale. Chissà che non mi metta a fare la chiacchiera sui nostri blog.
lasciatemi passare adesso, adesso
scusate
ma ora devo proprio andare via, via
è tardi devo scappare
no.. non è una fuga
no.. non è una fuga
sto tornando, sto tornando
sto tornando a casa
la strada l'avevo quasi dimenticata
cancellata.. cancellata
fogli di carta, impronte digitali
mi riportano indietro accelerando, accelerando
il cuore vorrebbe fermarsi
nascondersi ancora
qui sotto le coltri
per non sentire questo disfarsi
can you read my soul?
(Mi sa che hanno dichiarato illegale boomp3)
cansei de ser sexy
Era San Bernardino, quel santo con una enne di troppo a cui scrocco le feste per l'onomastico.
Non è stata una bella giornata, è stata pesante e densa di pensieri.
Come spesso mi succede, si tende a mettere dei punti e virgola dopo una serie di giornate e di sensazioni. Proviamo ad elaborare, a sviluppare.
Come dice il titolo, mi sono stancato di essere sexy, di sedurre, di inseguire, di convincere e di tignare. E andiamo, e facciamo, e usciamo, e la birra, e la pizza.
E fanculo.
Ok che tutto è marketing, però ora basta.
Dato che con quella parolaccia devo farci i soldi, tutti devono farci i soldi, o li devono lasciare col sorriso, permettetemi di essere stanco e pure un po' schifato quando la si fa finire nella presunta purezza della vita privata.
Basta sedurre, basta organizzare, basta tentare di tirare fuori la gente di casa.
Sono arrivato ad essere stanco della gente.
Ma io non sono quella persona. A me piace parlare, ancora di più stare ad ascoltare.
Deve cambiare qualcosa, devo cambiare qualcosa.
Cambio la strategia, da push a pull. Da muovere a essere mosso.
Scosso più che mosso, visto che la costante escalation di emozioni, di esperienze, di fatiche, rende sempre più difficile farmi emozionare per le puttanate.
L'escalation mi alza la soglia della sensibilità. Mi fa diventare pretenzioso, esigente. Maniacale.
Sarà sempre più difficile tirarmi fuori di casa, farmi rinunciare a lavorare (o ancor di più, a dormire) per far qualcosa.
Fatemi sognare, se ne siete capaci. Non vi deluderò e anzi, vi sarò riconoscente. Anche perchè finalmente sto imparando ad esserlo davvero, e non solo con orpelli retorici.
Sarò sempre più solo. Anzi, sarò sempre meno in compagnia, perchè non abito al centro del mondo, nè fisicamente nè spiritualmente. Ma i punti di riferimento, deo gratias, non mancano, anche perchè come ho sempre detto, ci sono persone per cui tutto questo cinismo deve andare a puttane. Sempre.
Ma in linea di massima è così, così deve andare:
è esplosa la bolla.
Quella bolla per cui io conosco 450 persone e tutte quante ruotano se io mi sbatto. Ma ora che non mi sbatto più, ora che mi sento in credito, sono precipitate in numero e in qualità.
Si salva un 15%. Per tutti gli altri, la formula è prevedibile quanto offensiva: o chiamano per chiedere favori o non chiamano proprio.
E' questa la verità sulle mie relazioni.
Questa bolla che esplode è meravigliosa, liberatoria, rasserenante e triste allo stesso tempo.
Esplode la bolla, implodono i sentimenti, i legami.
Ora potrei andarmene. Potrei farlo anche domani. Non c'è più niente che mi lega a questa città. Posso ricominciare da 0 in qualsiasi momento, per far tesoro di ciò che ho imparato e per giocarmi le mie carte, nuove di zecca, per quanto riguarda il lavoro, ma anche in amicizia, amore, tutto lo scibile. Ho esplorato e sfidato il mio ambiente. Continuo a farlo, non mi stancherò mai di farlo: ma ci siamo sistemati dalle parti di un comodo pareggio di fine stagione, e sostanzialmente stiamo perdendo entrambi. Con la vittoria che vale 3 punti, farne uno solo è una mezza sconfitta.
Sono nuovo, sono molto migliorato semplicemente perchè sono molto più consapevole del valore assoluto di quelle due parole che iniziano per A. Parole attorno alle quali ruota tutto.
Il caso di P. mi ha mandato benissimo. Per P., che esplode e io non posso che esserne contento; per l'esempio di P., che mi ispira a seguire le sue orme, perchè in fondo non sono così diverso da P.. Posso giocarmela, come P.
Sono stanco di esser sexy.
Anche perchè sexy non lo sono mai stato.
sabato, maggio 17, 2008
bravi quei figli imperialisti
"Oggi ognuna di queste immense comunità è un mondo a parte", racconta a Repubblica Gary Cohen, General Manager della sezione Global Communications alla Ibm. "Al loro interno le persone si incontrano, chiacchierano, scambiano immagini, video, impressioni su film, musica, letteratura. Ma non è possibile ad esempio inviare un messaggio da Hi5 a Orkut. Sono realtà separate che non comunicano né fra loro né con l'esterno".
Anche la Microsoft del futuro, ovvero Google, la pensa allo stesso modo. Recentemente ha dichiarato che intende abbattere i muri che dividono i social network, andando nella stessa direzione di MySpace e Facebook che hanno annunciato iniziative analoghe. E quest'ultimo - come scrive il Financial Times - presto consentirà agli utenti di usare il sito anche per trasferire fra loro somme di denaro. Tutti intendono dare la possibilità ai loro utenti di poter contattare persone che appartengono anche a comunità diverse.
"La gente è stanca di invitare e di essere invitata su 50 differenti social network", ha dichiarato al Financial Times David Glazer, a capo del reparto d'ingegneria di Google. Di qui l'idea di poter esportare ovunque si voglia la propria rete di contatti. "Il primo passo che porterà dai social network ai social web", secondo Glazer. In parole povere aprire le frontiere dei social network esportandone il modello in tutto il resto della Rete, nella convinzione che sia un modello capace di arricchire tutti. Ecco il perché di Facebook Connect, MySpace Data Availability, Google Connect: un'unica identità digitale (un'unica pagina su un social network), ma la possibilità di accedere a qualsiasi comunità.
(fonte: repubblica.it)
è sabato anche per me
E' impossibile, e dove non arriva la stanchezza e la noia a dirmelo, provvede il mio stomaco.
Bravo il mio corpo che ha più ragione della mia ragione, anche se oggi devo stare piegato per il dolore.
Quanto mare mi devo fare quest'estate...
p.s. ieri sera ho visto un documentario che raccontava la storia di una ragazza inglese che raccontava a una sua amica:
"settimana prossima parto per Benicassim, vado in Spagna a vedermi il FIB (http://www.fiberfib.com), ci vado da sola"
Bè, se lo fa la tipa inglese, perchè non lo devo fare io?
Per quest'anno facciamo un antipastino, sempre in quei giorni di luglio.
Massive Attack a Napoli, prenderò un treno, forse la macchina, e vagherò per la Campania.
Perchè o così, o devo andare con le prime persone che capitano,
o non ci devo andare.
Col cazzo.
martedì, maggio 13, 2008
milano 2: +2 =5
rallentare i pensieri in moto
Queste giornate sono state bellissime.
Ho ritrovato delle sensazioni che non provavo da una vita: l'aspetto che in questo senso ritengo più significativo è il girare per la città (che peraltro non mi piace nè riesce a darmi sensazioni positive) con il mio fare da nerd, il mio zaino improbabile e le mie cuffiette, ed essere sorridente, disteso in volto, positivo.
Nessuno stress, nessun'ansia, nessun pensiero, nessun rewind e nessun fastforward.
Quando settimana scorsa dicevo che quelle giornate erano state fondamentali, lo pensavo davvero.
Ma di quanto peso avessero avuto me ne rendo conto solo adesso.
Volendo cercare una chiave di volta, un fatto a cui addurre i cambiamenti, piuttosto che spiegare tutto con concetti più vaghi come potrebbero essere "fase", "periodo", "momento", mi son messo lì a ragionare su cosa sia cambiato, se potesse esserci davvero un punto fermo.
E l'ho trovato. Ed è di un cinismo pazzesco. Ed è un discorso ad altissimo contenuto di capitalismo.
Ma solo superficialmente. Chi si fermerà alla superficie è ingenuo o in malafede.
Cosa è cambiato?
Semplice: adesso il mio tempo ha un valore di mercato.
Ora so con una certa precisione quanto vale un'ora del mio lavoro. E questo mi ha aiutato a dire no a tutta una serie di cose.
A imparare a non (dis)perdere il tempo intrattenendo tante conoscenze superficiali, banalotte. Inutili.
A parlare e darmi da fare per personaggi discutibili.
E allo stesso tempo ho imparato a valorizzare ciò che si eleva ben oltre la media della mediocrità. A regalare quel poco di tempo libero che ho (e che aumenterà, dato che ho imparato a non privarmene con i discutibili di cui sopra) a quelle pochissime persone con le quali il mio tempo non è paragonabile a una banconota ed è assolutamente svincolato da ogni logica meramente pratica o utilitaristica.
Con le quali, per dirla breve, non mi sognerei mai di pensare:
Piuttosto emerge, irrompe la voglia di condividere e provare gioia nel farlo.
Questi giorni hanno rinforzato queste certezze e vedermi così sereno, quasi inebetito, consapevole di essere venuto fuori da una sorta di sabbia mobile mi dà una forza e una serenità meravigliose.
Sia ben chiaro, non so quanto durerà e se si stabilizzerà. Tocchiamo ferro. Però la cosa mi piace assai.
Così come mi piace tantissimo l'andazzo che stanno prendendo le cose.
Sono in quella fase della vita di una persona in cui tutto sembra possibile, in cui partorisco almeno un'idea, uno spunto al giorno e ho la sensazione di poter arrivare ovunque.
E' chiaro che per molte di queste idee la sensazione è solo illusoria: di certo, prima di dovermi ravvedere a mazzate in faccia, mi piace continuare a marciare.
A macinare chilometri e non sentirli, così come oggi pomeriggio.
Le 6 ore di treno più veloci di sempre, tra il cellulare, i giornali, la testa che pianificava direzioni artistiche, nomi di musicisti che vorrei vedere al Mavù, progetti, sogni.
Così, leggero.
Con una voglia matta di tornare a casa e rimettermi a lavorare. Perchè sono un privilegiato, perchè sto facendo SOLO cose che mi piacciono tantissimo.
diceva Bernardo Provenzano, uno che di comandare ne sa più di tutti.
E che pure di fottere, in senso più o meno lato, qualche lezione l'ha saputa dare.
Pur annacquando un bel po' la nettezza della definizione, ne condivido il senso.
Perchè (sempre più) spesso lavorare, costruire, fare notte per dei progetti è meglio che uscire con delle sciampiste o degli pseudoamici.
lunedì, maggio 12, 2008
milano 2: back from venice (arrigo cipriani)
Lui è Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia, forse il bar più importante del mondo. Il nome Cipriani non vi dice niente?
Cipriani è lusso, è fascino, è stile, è galateo.
Io sono provincialie, trasandato, ho sì uno stile, ma inteso come unicità nel vestirmi a festa.
Galateo non ne parliamo; non so come si mette una forchetta a tavola, non so a che velocità è sano mangiare, non so manco aprire una bottiglia di vino, quasi quasi.
Non so cosa sia il Foie Gras e non so ancora cosa vuol dire spendere più di 50€ per un pasto.
Cipriani ha (almeno) una Ferrari, io una Punto.
Eppure non ho mai trovato nessuna persona che mi assomigliasse di più nei precetti, nelle idee, nel tentativo di realizzarle.
Lui, 75 anni. Io, 24. Ora è da valutare se è lui giovane o io un pensionato.
Sapete già per quale teoria parteggio.
Permettetemi di trascrivere alcune parti dell'intervista fatta da Angelo Pannofino a Cipriani, presente sulle pagine di GQ di questo mese.
Perchè ok, su GQ ci sono i culi. Ma a me dei culi di GQ non me ne frega niente, per quanto sia più comodo pensare il contrario.
(questa è davvero la mia prima regola di vita. Quella per cui non mi trovo molto bene in questo mondo)
(Harry, murt tu, mi hai fatto venire voglia..vado a prendermi un Martini)
Il gentiluomo è un po' snob ma è anche lussuoso nei suoi comportamenti. Lo snobismo è dare una grande importanza alla forma. Mentre il lusso è dare importanza alle qualità interiori.
(ok, è ufficiale, sono snob. Poi, sul lusso, vedremo)
Ma prima che io diventi un avventore 75enne che maneggia miliardi, giusto concludere questo excursus con una frase che rimette molte cose in ordine:
Sulle cravatte sono in completo disaccordo.
Anche se...
milano 2: back from naples

(Milano 2 non è una citazione al meraviglioso esempio di archittetura ubrana fortemente voluto dal nostro Presidente)
(il nostro Presidente non è PJ, per quanto PJ e il Presidente abbiano la fede in comune, e solo quella)
E insomma, Milano è un covo di meridionali.
Sono ovunque, sono tanti, tantissimi. E anche quando non sono fisicamente al mio fianco (quasi mai, a dire il vero), sono presenti, dominanti, protagonisti.
Anche se per la prima volta ho vissuto con difficoltà la potenza del mio accento, in mezzo a gente di ogni parte d'Italia e senza i miei compagni di Unyonair a farmi sentire meno alieno.
Napoli è stato il polo di questa meridionalità diffusa, una meridionalità che come ben sapete dovrà essere annacquata o resa fuori moda perchè questa è la volontà popolare. E lo è stato pur non avendo interazioni dirette con i nostri odiatissimi cugini.
Ma prima di congedarci dal concetto di Italia che più mi appartiene, ovvero quello unito e solidale, vorrei spendere due righe per questa città.
Una città residente sui muri di mezza Milano con una pubblicità suicida in cui si tenta di rivalutare le bellezze dimenticate a causa dello scandalo rifiuti, attraverso il manifesto che potete ammirare in questo post.
Questo spot sarà presente in tutto il nord Italia e nei principali aeroporti internazionali. All'estero può avere ancora un senso, perchè la stampa straniera ha avuto buon gioco nel far vedere l'immagine (e solo quella) peggiore possibile del nostro Paese.
Ma in Italia che senso può avere promuovere un capoluogo di regione rievocando l'immondizia in una fase in cui la stampa, l'attualità, la politica stanno pensando a tutt'altro?
Noi non campani ce ne stavamo (quasi) dimenticando...
A questo spot ben poco efficace rispondo con MariaDiDonnainarteMeg, la protagonista in musica del mio shuffle di questi giorni. Un album ostico e non del tutto riuscito, ma capace comunque di emozionare.
Se devo pensare a Napoli, preferisco farlo con le sue parole.
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
sanguina come vena aperta
Napoli città aperta
Con Meg mi congedo, da Meg riparto.
mercoledì, maggio 07, 2008
stelle polari (3)
Io ho votato il PD come chi vota un progetto futuro, che in quanto progetto futuro non è ancora pronto per l'Italia e l'Italia non è pronta per lui. Il futuro, in genere, arriverà.
(Lorenzo Cherubini)
Sarà questa evidente, ribadita distanza dalla politica, che poi significa distanza dalla polemica, dal combattimento sui gesti piccoli, quotidiani, dal desiderio di provare qualcosa di concreto immaginando che ciascuno faccia altrettanto. Pensieri e convinzioni; relazioni e utopie.
(Giorgio Terruzzi)
Gli uomini passano tutta la vita a guardare le donne e le donne passano tutta la vita a guardarsi.
(Osvaldo Soriano)
lunedì, maggio 05, 2008
Da duni a duni
e lasci dove puoi le tue promesse
tu non ti accorgi che stai anche fingendo
ma ascolti quelli che ti stanno accanto
corri
smuovi il vento
corri sul cemento
preferisci l'incremento
e non plachi mai ciò che ti stanca
non stupire se ti manca
l'allegria che avevi un tempo
tu non sai dare al mondo una carezza
ma speri che pagare ti compensa
tu siedi unicamente in prima fila
manipolando chi credi ti ammira
sino all'ultimo respiro
correrai, sì, correrai
ciò che hai avuto e non hai dato
non saprai
non capirai
Bè, dopo essere arrivato al punto di darmi addosso così ferocemente sul mio modo di vivere, e quindi di essere, direi che sono proprio arrivato alla chiusura del cerchio.
Bene così.
(La cosa da ridere è che sto pure ballando per casa!)
è tutta colpa dei rumeni
Un giovane ha confessato di essere uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di 19 anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso "piena confessione". E' un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.L'avvocato del diciannovenne parla di una lite degenerata e sostiene che il suo assistito, che frequenta il liceo classico, non intendeva uccidere. Il legale aggiunge anche che il padre e la madre del giovane "sono distrutti da una situazione spaventosa".
Sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. "Sono realista non voglio illudermi - dice il padre - "i medici dicono che c'è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare". Secondo fonti sanitarie, domattina inizierà il periodo di osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale. Se non dovesse farcela, chi lo ha picchiato potrebbe essere accusato di omicidio volontario o preterintezionale.
La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all'estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.
E' stato proprio indagando su "ambienti politicizzati" della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell'ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio.
Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l'associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all'episodio. "Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda" ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. "I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova". Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, "prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili".
Anche il "Veneto Fronte Skinheads" nega di essere coinvolto. "Il ragazzo - afferma il presidente Giordano Caracino - dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento". "Noi - aggiunge - prendiamo le distanze in maniera categorica dall'accaduto e dalle persone che l'hanno compiuto".
(fonte: repubblica.it, eccetto la foto, per cui mi assumo tutte le responsabilità)
domenica, maggio 04, 2008
una settimana semplicemente illuminante
in un istante tutto può accadere
in un attimo solo tutto può cambiare
passami le sneakers
meglio scappare.
fammi sentire distante
da ciò che più a cuore mi sta
Non posso più.
non posso avere 20 anni e contemporaneamente 30
non posso fare 4 lavori ed andare a dormire alle 4
non posso essere mondano e asociale
non posso essere pensatore e impulsivo
non posso essere amante e marito
non posso piacere alle madri e insieme alle figlie
non posso conoscere 400 persone senza conoscerne nessuna
non posso essere indispensabile per tutti ma indispensabile per nessuno
non posso essere stanco e infaticabile
non posso essere cinico e innamorato della vita
non posso essere disilluso e idealista
non posso amare le donne e ignorarle
non posso essere di sinistra e di estrema sinistra
non posso avere la faccia da bravo ragazzo ed essere cattivo
E se io sparissi adesso?
di professori pazzi che nessuno ascolterebbe
perché ormai si sono persi
In tutte quelle cose che non hanno un senso ed è li che cresce
la voglia di rimanere soli
di comperare un frigo nuovo
di fare un figlio avere una famiglia
di andare in Costa Rica e ritornare ancora
soltanto per vedere se le cose vanno avanti
senza di noi
la voglia di avere ammiratori
di attraversare il mare su una tavola
di stringere amicizie coi peggiori
che ci sentiamo immuni da quello che c’è fuori
vedere se le cose vanno avanti in questa voglia
di fare coppia fissa di muovere le cose
contare i passi e fondamentalmente borbottare
su quello che succede
In un mondo che non ha sorprese è lecito
dover improvvisare
il sabato del villaggio
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
sabato, maggio 03, 2008
redback
col kebab a bari ti rendi giudicabile
y scrive:
ti penserò
x scrive:
io penso di mangiarlo attorno alle 3
tutto il mondo è paese: la destra conquista Londra

ha esordito così, Boris Johnson, appena uscito dalla sua casetta di Islington (lo stesso quartiere di Londra in cui viveva Tony Blair prima di diventare primo ministro), parlando con i giornalisti nel suo primo giorno da sindaco della capitale. Niente bici per andare al lavoro, però, stamattina: una macchina con autista, per condurlo velocemente alle prime riunioni, con il capo della polizia e con il capo dei trasporti, a City Hall, il municipio dalla forma strana (sembra costruito da un ubriaco), sulla riva del Tamigi.
Mentre il Labour di Gordon Brown si lecca le ferite e pensa a come evitare di perdere il potere nelle elezioni politiche del 2010 (impresa non facile, secondo i commenti della stampa britannica, che predicono all'unanimità la fine dell'era laburista), i conservatori festeggiano. Il leader del partito, David Cameron, celebra la vittoria nelle amministrative: se si votasse oggi per il parlamento nazionale, i Tory incasserebbero una schiacciante maggioranza alla camera dei Comuni. Ma l'uomo del momento, ancora più di Cameron, è indubbiamente Boris Johnson. Se la vittoria dei Tory era prevista, quella di Johnson a Londra appariva più incerta.
Ken Livingstone detto "il Rosso", sindaco per due mandati, aveva governato sostanzialmente bene e godeva di un ampio consenso: perfino Johnson, del resto, gli ha fatto i complimenti nel suo discorso della vittoria e si è augurato di potergli trovare un incarico nella propria amministrazione. Come ha fatto, allora, Johnson a vincere? E chi è il nuovo primo cittadino della capitale?
La risposta al primo quesito ha molte facce: la crisi economica ha generato scontento, anche a Londra; Livingstone ha commesso qualche errore e dimostrato, dopo otto anni, qualche tendenza all'arroganza e al nepotismo; nella politica moderna la gente ha voglia di cambiare protagonisti, come in uno show televisivo, e c'era dunque desiderio di un volto nuovo. Infine, come a Roma, i temi del crimine, della sicurezza, dell'immigrazione, hanno giocato a favore di un partito, i Tory, che promette di fare di più in questo campo (anche se non è detto che riuscirà a farlo meglio del Labour).
Poi, per l'appunto, c'è il volto nuovo. Lui: Alexander Boris de Pfeffel Johnson, famiglia aristocratica, padre ex-politico, educato a Eton, la scuola privata dei re e dei premier, e a Oxford, giornalista, direttore dello "Spectator", storico settimanale della destra colta, deputato da due legislature. E pazzerellone, clown, buffone, gaffeur impenitente, dandy. Un personaggio. Un Vip. Uno dalla battuta pronta, anche troppo, come quando definì "negretti" i popoli del Commonwealth, "cannibali" gli abitanti di Papua, "vittimisti" quelli di Liverpool e paragonò le unioni fra gay a quelle "tra uomini e cani". Ma Johnson, dice chi lo conosce bene e lo ama, non è né razzista, né omofobo. "Ha sangue ebraico, turco, circasso, svizzero, inglese e francese nelle vene, è un multiculturalismo vivente", dice suo padre Alex. "Sua moglie è mezza indiana, e così sono dunque anche i suoi figli", gli fa eco sua sorella Rachel. La quale aggiunge, a proposito della presunta omofobia: "Mio fratello non potrebbe avercela con gli omosessuali, non per nulla ha studiato a Eton", scuola solo maschile, dove si mormora da sempre che l'omosessualità fosse diffusa e tollerata molto prima che nel resto della società britannica. Suo padre aggiunge che Boris "ha studiato i classici, parla latino e greco antico", sostenendo che ciò lo aiuta a comprendere il mondo moderno, ad accettare le differenze culturali, a trovare un'identità comune di valori occidentali. Di certo c'è che il nuovo sindaco ha scritto bei libri sulla Roma dei Cesari: chissà se aspira a fare risplendere in modo simile la sua Londra. Sarà un Augusto, un Nerone o un Caligola?
(fonte: repubblica.it)
venerdì, maggio 02, 2008
e ora vediamo chi mi sta dietro
For its such a lovely day
To have to always feel this way
And the time that I will suffer less
Is when I never have to wake
Wandering stars, for whom it is reserved
The blackness of darkness forever
La solitudine la prendo frontale.
Ora che il mio tempo si rarefà, ora che ho realizzato che i salti mortali non si fanno per chi non se li merita, il rischio è quello di farmi terra bruciata, ancor più di quella che già mi sono fatto.
Ma la strada è questa,
è una questione di qualità, direbbero i Marlene.
Lo so, sembrerà arroganza, quella stessa arroganza che molti mi diagnosticano, quell'attitudine a cui io non preferisco dare un nome ma che mi porta a fare cose come scrivere un documento a Proforma con 4-5 pagine di indicazioni su come l'azienda può crescere.
Io, uno sbarbato, a Proforma. Sì. Ci vuole almeno la faccia da culo.
Ma alla fine, che senso ha vivere se non si pensa di poter cambiare il mondo?
2 maggio, festa del lavoro
costringete a mutazioni animi soltanto per dividervi quegli utili
introiti
che cambiano la vita di quelle persone
e abbelliscono facciate delle vostre fabbricone
galere
in cui non gli dai il culo ma è lo stesso
tanto ti hanno già spremuto a dovere
chi c’ha due figli al collo e manco mille lire
chi c’ha due brillanti appesi che valgono miliardi
e chi non ha neanche da mangiare
Il mio primo maggio è la perfetta cartolina, il fermo immagine, di chi sono oggi.
Mi sveglio alle 8, senza un motivo apparente.
Lavoro poco, lavoro male, sono stanco, gioco a poker su Internet, vinco qualcosina.
Ascolto a ripetizione Primo Maggio degli Otto Ohm, di cui sopra potete leggere un succoso estratto. Uno dei 5 o 6 miei manifesti di vita in musica. Proprio nel giorno in cui scoprirò, almeno un poco, di essere uscito da queste logiche per far posto al (semi-)professionismo retribuito.
Attacco a lavorare sul serio, sono solo a casa.
Non chiama nessuno, non chiamo nessuno. Inizio a carburare.
Chattate insulse, è primo maggio.
Cazzo, sto lavorando, fuori ci sono 25 gradi, la gente sta prendendo il sole. E' in vacanza. Dorme. Scopa. Mangia. Parla. Ride. Io sto a casa.
Se fossi invidioso, avrei un fegato che nemmeno tutte le birre che mi sono skhattato a Londra.
Torre Canne mi attende, mi metto in macchina. I progetti di viaggio collettivo sono stati puntualmente mortificati.
Arrivo, parcheggio. La testa è andata per i fatti suoi per tutto il viaggio. Fa caldissimo.
Vedo la gente, un sacco di gente, i fichi d'india, un'ambiente mozzafiato. Pareo, costume, mare, sole. Io lavoro, è primo maggio. Ondeggia con forza un chiaro quanto logico
ma chi me lo fa fare?
Villa vista mare, masseria paurosa nell'interno. Arrivano i capi. 2 ore di riunione, fantastico.
E' cambiato l'atteggiamento, da pischello a pari. Non posso non avvertirlo.
Sì Dino, ci sono i soldi adesso, adesso hanno deciso che puntano su di te, adesso devi portare i risultati, perchè se non li porti non potrai dire "ma tanto lavoro gratis".
Il ritorno a casa, 3 ore e mezza. Un incidente sulla 16. Alle 19.30 arrivo a Mola, alle 22.10 sono in centro. Anche questo fa parte della cartolina, come e più di altri aspetti.
Una serata giusta, senza spartito, torno a casa alle 4. Oggi alle 10 stavo già di nuovo in piedi. Da domani il primo weekend da lavoratore, a dormire. Serio.
Sì, serio, perchè adesso è vero. Adesso (se tutti i pagamenti verranno effettuati in ordine e in tempo) ci sono arrivato a questa benedetta autonomia economica.
Adesso posso organizzarmi per bene coi tempi e coi modi.
Ogni giorno che passa penso che non partirò quest'estate. Ascolto, valuto, vedo.
Non chiamo, non chiamano.
Ma giorno dopo giorno decido che è molto più bello e gratificante smettere di chiedere soldi ai miei per qualsiasi cosa (oramai non mi danno più nemmeno i soldi della benzina) che prendere e partire.
Adesso io posso uscire di casa, andarmene. Adesso so che valgo un bel po' di soldi per l'età che ho, se sono disposti a darmi certe cifre per cose poco più che part-time, senza alzare il culo da casa.
Adesso posso rispondere a me stesso quando dicevo, a ottobre-novembre,
"ci metto 12 mesi per svoltare".
Ce ne ho messi 6.
Mi pagano per fare quello che ho sempre voluto fare, quello che so fare meglio. Non farò cose alienanti, non lavorerò per vivere nè vivrò per lavorare. Se non commetterò cacate, questo varrà per sempre. Faccio la vita da 30enne? Non me la godo? I conti li facciamo alla fine.
Mi sono fatto nel culo aggratis nell'ultimo anno abbondante, c'è chi diceva che prima o poi avrei raccolto i frutti, io ogni tanto ci credevo, altre volte ci credevo meno. La bilancia pende dalla vostra. Lietamente.
Adesso cambia la vita.
Adesso dovrò scontarmi con le invidie di chi vorrebbe stare al posto mio, di chi si chiede che santi ho in paradiso se ha 24 anni ho le mani in tutte le cose che a Bari sono creative, di chi non mi parla per motivi strani, o che mi farebbe male volontariamente giusto perchè non va bene che a te va bene. Adesso le responsabilità aumentano, ma anche le potenziali soddisfazioni.
Adesso cambia la vita privata.
Adesso so che ho commesso errori imperdonabili con il mio iper-liberismo sentimentale (sia in amore che in amicizia), per cui dare libertà voleva dire dare amore. Anteporre l'altro a sè voleva dire saper voler bene come nessun'altro.
Questa equazione non funziona in questo mondo.
E' stato proprio un fico d'india il mio compagno di consapevolezze. Ieri ho finalmente messo a fuoco un grave errore nel vivere.
A che mi è servito l'iper-liberismo?
Di certo non a chi ho fatto soffrire, perchè non capiva perchè stessi comportandomi in questa maniera, e interpretava.
non ho mai amato
In verità sono egoista e voglio solo farmi i cazzi miei
Non ditemi che non vi è passato per la mente almeno una volta.
Poi, certo, le donne si adeguano, la libertà diventa prioritaria, tutti a mare.
A che mi è servito?
A onorare gli amici? Se l'ho fatto, ho fatto malissimo.
Perchè non c'è uno, UNO! disposto a negoziare costantemente l'equilibrio tra fidanzata ed amici.
I miei amici, TUTTI, nessuno escluso, quando si fidanzano muoiono. Ma a questo punto non penso nemmeno di essere sfortunato, è proprio l'amico come categoria a comportarsi così.
Invece di vivere, di esplodere, di ringraziare la vita
muoiono.
Io mi comportavo al contrario, ma a che cazzo mi è servito?
Cosa mi è rimasto? Di quali crediti dispongo con questa gente? Il nulla.
Addio mia bella addio, adesso comando io.
che no, non lo so perché ancora cerco
di essere libero dentro di me
non essere più schiavo
londra anomala
giovedì, maggio 01, 2008
talenti d'esportazione
The Niro - Liar
Non ho mai amato le voci maschili
quindi questo deve essere proprio bravo.

